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IL PATRIARCA DEL PORTO
L'ultimo saluto a Italo PicciniL'uomo dei container - foto
Luciano De Majo
È stato il patriarca del porto di livorno, il costruttore delle banchine, l’uomo che intuì in anticipo e impose la direzione da prendere. Ora che si è spento tutta la città gli rende omaggio. Una grande folla ai funerali, e il porto si blocca per un'ora
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LIVORNO. E’ morto Italo Piccini, anima e corpo dei portuali livornesi. Se ne va l’uomo delle battaglie in banchina, ma anche l’imprenditore che ebbe l’intuizione del container e di tante altre innovazioni che fecero della Compagnia portuali un caso unico in Italia.
Piccini era ammalato da tempo, ma la sua fine è stata comunque improvvisa. E’ spirato nel letto di casa, trovato dal figlio Roberto, presidente dell’Autorità portuale livornese. La grande comunità portuale livornese è già in lutto. La salma di Italo Piccini è stata portata, ieri mattina, nella sala del consiglio della Compagnia portuale, il luogo dove ha lavorato una vita, nel palazzone rosso di via San Giovanni che lui stesso ha contribuito a tirar su, negli anni d’oro della Compagnia.
E subito è cominciato a scorrere un fiume silenzioso e commosso di livornesi che volevano rendere l’ultimo omaggio a Italo Piccini, livornese schietto e verace, sempre pronto a dar battaglia per le ragioni dei portuali, ma anche a disegnare alleanze e strategie per rafforzare e consolidare la presenza della Compagnia. Militante storico della sinistra, Italo Piccini è stato consigliere comunale del Pci a Livorno dal 1964 al 1980 e adesso era iscritto al Partito democratico. Alla famiglia di Roberto Piccini è arrivato un telegramma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
«Partecipo al cordoglio dei lavoratori portuali e della cittadinanza di Livorno - è il testo del telegramma - per la scomparsa di Italo Piccini, che ha rappresentato per lungo tempo la causa dei diritti dei lavoratori e l’impegno per un porto moderno e competitivo. Al figlio Roberto e a tutti i famigliari le mie sentite condoglianze». A rendere omaggio alla salma di Italo Piccini anche Massimo D’Alema. L’ex premier era in città perché doveva partecipare a una iniziativa elettorale, che ha deciso di annullare in segno di lutto per la scomparsa del vecchio console.
«Piccini - ha detto D’Alema - è stato il capo storico dei portuali, colui che ha saputo coniugare lo sviluppo economico e la difesa dei valori di solidarietà, riuscendo a costruire uno dei porti più importanti del Mediterraneo. E’ stato un uomo che ha mantenuto una straordinaria autorevolezza morale e un grandissimo prestigio, prima di tutto fra i lavoratori». «Italo Piccini ha sempre messo al centro il bene comune della città, ci mancheranno la sua personalità e la sua autorevolezza», ha detto il sindaco Alessandro Cosimi, mentre il presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kutufà, lo ha descritto come un uomo che «ha rappresentato la capacità dei lavoratori livornesi di proiettarsi nella competizione internazionale ». I funerali di Italo Piccini si svolgeranno lunedì alle 10, al Palazzo dei Portuali. Tutto il porto si fermerà per il lutto per un’ora.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Piccini era ammalato da tempo, ma la sua fine è stata comunque improvvisa. E’ spirato nel letto di casa, trovato dal figlio Roberto, presidente dell’Autorità portuale livornese. La grande comunità portuale livornese è già in lutto. La salma di Italo Piccini è stata portata, ieri mattina, nella sala del consiglio della Compagnia portuale, il luogo dove ha lavorato una vita, nel palazzone rosso di via San Giovanni che lui stesso ha contribuito a tirar su, negli anni d’oro della Compagnia.
E subito è cominciato a scorrere un fiume silenzioso e commosso di livornesi che volevano rendere l’ultimo omaggio a Italo Piccini, livornese schietto e verace, sempre pronto a dar battaglia per le ragioni dei portuali, ma anche a disegnare alleanze e strategie per rafforzare e consolidare la presenza della Compagnia. Militante storico della sinistra, Italo Piccini è stato consigliere comunale del Pci a Livorno dal 1964 al 1980 e adesso era iscritto al Partito democratico. Alla famiglia di Roberto Piccini è arrivato un telegramma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
«Partecipo al cordoglio dei lavoratori portuali e della cittadinanza di Livorno - è il testo del telegramma - per la scomparsa di Italo Piccini, che ha rappresentato per lungo tempo la causa dei diritti dei lavoratori e l’impegno per un porto moderno e competitivo. Al figlio Roberto e a tutti i famigliari le mie sentite condoglianze». A rendere omaggio alla salma di Italo Piccini anche Massimo D’Alema. L’ex premier era in città perché doveva partecipare a una iniziativa elettorale, che ha deciso di annullare in segno di lutto per la scomparsa del vecchio console.
«Piccini - ha detto D’Alema - è stato il capo storico dei portuali, colui che ha saputo coniugare lo sviluppo economico e la difesa dei valori di solidarietà, riuscendo a costruire uno dei porti più importanti del Mediterraneo. E’ stato un uomo che ha mantenuto una straordinaria autorevolezza morale e un grandissimo prestigio, prima di tutto fra i lavoratori». «Italo Piccini ha sempre messo al centro il bene comune della città, ci mancheranno la sua personalità e la sua autorevolezza», ha detto il sindaco Alessandro Cosimi, mentre il presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kutufà, lo ha descritto come un uomo che «ha rappresentato la capacità dei lavoratori livornesi di proiettarsi nella competizione internazionale ». I funerali di Italo Piccini si svolgeranno lunedì alle 10, al Palazzo dei Portuali. Tutto il porto si fermerà per il lutto per un’ora.
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