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Corruzione, arresti e indagati per i "lampioni d'oro"

Alessandro Guarducci
Il blitz della Guardia di finanza è scattato ieri mattina Perquisiti gli uffici comunali e le case degli indagati Sequestrati computer e documenti
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Il blitz della Guardia di finanza è scattato ieri mattina Perquisiti gli uffici comunali e le case degli indagati Sequestrati computer e documenti

Il reato di corruzione deriverebbe da alcune presunte irregolarità nelle trattative condotte tra l'ufficio comunale edilizia-impianti, di cui Domenici era dirigente, e un'azienda per l'acquisto di pali da destinare all'illuminazione pubblica (la Fashion Light, della quale l'ingegnere era socio): 400.000 euro l'importo complessivo delle forniture

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LIVORNO. Due persone agli arresti domiciliari (tra cui un ex dirigente comunale), altre sei sottoposte a indagini (compresi due dirigenti di Palazzo Civico), abitazioni e uffici comunali perquisiti, computer e documenti sequestrati. È questo il risultato dell'operazione del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza che, scattata ieri alle 7.30, ha scosso il Municipio.

Perquisizioni.
Un blitz improvviso ma non per questo inatteso: l'inchiesta della guardia di finanza, coordinata dal sostituto procuratore Massimo Mannucci, era in piedi da più di due anni; nel marzo del 2009 c'era stato una lunga perquisizione all'Ufficio progettazione e direzione dei lavori di via del Pescatore; negli ultimi, mesi gli uomini delle fiamme gialle si erano presentati più volte in Municipio per acquisire ulteriore documentazioni.

Insomma, in Comune si sapeva che stava bollendo qualcosa e che prima o poi la pentola sarebbe stata scoperchiata. E' accaduto ieri mattina, e l'esito è stato deflagrante. L'indagine che era stata aperta con l'ipotesi di reato di abuso di ufficio, nel corso del tempo si è infatti estesa per suddividersi in due filoni: la corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio (riguardante la fornitura di pali per l'illuminazione) e la turbativa d'asta (nella gara per l'appalto dei lavori del nuovo deposito Atl).

Arresti domiciliari.
Il personaggio principale dell'inchiesta è un professionista molto noto, e soprattutto stimato e apprezzato in città: l'ingegner Paolo Domenici, 70 anni, una lunga e onorata carriera in Comune (è stato protagonista, tra l'altro, del recupero del teatro Goldoni) ex dirigente dell'Ufficio edilizia pubblica e manutenzioni, in pensione da poco più di due anni. Gli uomini della Guardia di finanza, al termine della perquisizione compiuta nella sua abitazione, gli hanno notificato la misura degli arresti domiciliari. Lo stesso provvedimento cautelare è stato richiesto dal sostituto procuratore Massimo Mannucci e disposto dal gip Paola Caporali, nei confronti dell'imprenditore fiorentino Piero Lorenzini, 72 anni.

Accuse pesanti.
Entrambi sono accusati di corruzione, così come un altro imprenditore - Roberto Alfatti, 70 anni, di Sesto Fiorentino - che ha ricevuto un avviso di garanzia. Il reato di corruzione deriverebbe da alcune presunte irregolarità nelle trattative condotte tra l'ufficio comunale edilizia-impianti, di cui Domenici era dirigente, e un'azienda per l'acquisto di pali da destinare all'illuminazione pubblica (la Fashion Light, della quale l'ingegnere era socio): 400.000 euro l'importo complessivo delle forniture.

Ma l'ingegnere deve rispondere anche del reato di falso materiale insieme all'attuale dirigente dell'Ufficio edilizia pubblica, l'architetto Giuseppe Di Pietrantonio (avrebbero manomesso l'atto in cui veniva affidato l'incarico di consulente allo stesso Domenici al momento del pensionamento) e di turbativa d'asta, in concorso con l'architetto Tommaso Tocchini (dirigente dell'ufficio comunale mobilità urbana) e gli ingegneri Antonelli Vasco e Alessandro Baldi, per aver chiesto al responsabile del procedimento (Tocchini) informazioni e documenti non pubblicati nel bando gara per l'appalto dei lavori di costruzioni della nuova sede Atl in via del Levante. Il tutto per conto della società che si è poi aggiudicata l'appalto.

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di Redazione web