Il Tirreno

Livorno

Livorno-Roma, sei feriti

Una domenica di violenza allo stadio

Lara Loreti / Luciano De Majo
Una domenica di violenza allo stadio

Una domenica violenta, vissuta con una città blindata e all'insegna della paura per l'arrivo dei romanisti. Aggressioni, piccoli agguati, con tanto di bastoni e spranghe, scaramucce e lancio di oggetti, per fortuna senza conseguenze preoccupanti. Romanisti e tifosi amaranto si sono inseguiti per tutto il giorno in zona stadio e i feriti sono stati circa sei

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LIVORNO. Una domenica violenta, vissuta con una città blindata e all'insegna della paura per l'arrivo dei romanisti. Aggressioni, piccoli agguati, con tanto di bastoni e spranghe, scaramucce e lancio di oggetti, per fortuna senza conseguenze preoccupanti. Romanisti e tifosi amaranto si sono inseguiti per tutto il giorno in zona stadio e i feriti sono stati circa sei. La polizia, intervenuta con centinaia di agenti e coadiuvata da carabinieri, vigili e finanza, ha monitorato la città, in particolare via dei Pensieri e dintorni per tutto il giorno. Per fortuna i feriti non sono gravissimi, ma alta è stata la tensione, sin dalla prima mattina, addirittura dalle 9.30. La partita sarebbe iniziata oltre cinque ore dopo e già i sostenitori della squadra capitolina si erano resi protagonisti di un primo agguato, che poi ha originato la ricerca di una sorta di ritorsione, da parte dei gruppi ultrà amaranto.

La "nord" violata.
Il fatto di ieri mattina ricorda molto quello dell'ottobre 2004, quando alcuni tifosi del Bologna arrivarono, scendendo da un pullman giunto senza scorta fin sotto la curva nord, e ferirono un livornese con una coltellata alla coscia. Il raid di ieri è leggermente diverso, almeno nell'uso delle armi: non coltelli ma bastoni. Bastoni foderati di nero e aste di bandiere usate da parte di un gruppo di romanisti giunti anche loro sotto la curva nord, all'esterno dello stadio, dove hanno trovato un presidio formato da pochi ultrà del Livorno. I giallorossi, 20-30 persone, arrivate non in pullman ma probabilmente da "cani sciolti", a bordo di alcune auto, hanno colpito duro, danneggiando anche alcuni scooter e un'auto, e costringendo, di fatto, alla fuga i livornesi presenti in quel momento. Un'offesa terribile, per i gruppi dei tifosi amaranto che frequentano la curva nord, disposti a tutto pur di farsi giustizia. E cominciano i tentativi di vendetta.

Aggrediti i carabinieri.
Sono le 10.30 quando un'automobile targata Roma con a bordo tifosi giallorossi viene intercettata da un gruppetto di giovanissimi livornesi in scooter, con il volto coperto da sciarpe. Accorrono i carabinieri, che scortano la vettura fino allo stadio, per proteggerla da eventuali agguati. E così nel giro di pochi minuti i giallorossi raggiungono lo stadio. Ma non finisce qui. Al ritorno verso il lungomare, la pattuglia dei militari incrocia e riconosce uno degli scooter, che avevano cercato di aggredire i romanisti. Lo ferma per identificare conducente e passeggero. Solo che, proprio in quel momento, arrivano altri cinque-sei motorini che fanno da scudo ai due amici e lanciano oggetti contro l'auto dei militari. Per fortuna né i carabinieri né l'auto vengono colpiti. Gli scooteristi invece riescono a scappare, senza che nessuno venga identificato.

Ferito da una bottiglia.
Poco dopo le 13 arriva la notizia di un giovane romano ferito alla testa, con ogni probabilità da una bottiglia. E' successo all'angolo fra via Cattaneo e via Allende: il ventenne viene soccorso dalla Pubblica assistenza. Sopra l'occhio destro ha un bernoccolo: trauma cranico, sette giorni di prognosi.

Due romanisti accerchiati.
Due giovani tifosi della Roma vengono circondati da un gruppo di scooteristi in via Cattaneo: secondo testimoni, sono circa una quarantina di persone. Uno viene colpito alla testa da una bottigliata ed è il più grave, un altro viene raggiunto da una cinghiata. Entrambi finiscono all'ospedale. Se la caveranno in sette e quattro giorni. Sono le 14.15, la partita inizierà tre quarti d'ora dopo. Gli aggressori scappano.

Colpito alla testa dentro lo stadio.
La partita scorre tranquilla e regala grandi emozioni, soprattutto nel primo tempo. Ciò basta a calmare gli animi: tutti sono concentrati sul campo. C'è solo qualche lancio di fumogeni. Poi alle 15.40 una monetina (o forse un sasso) viene scagliato contro un livornese sui 35 anni. Il tifoso ha una ferita lacera al sopracciglio. Viene soccorso dalla Misericordia.

Tafferugli sul lungomare.
I tifosi della Roma vengono trattenuti all'interno dello stadio fino alle 18.20 per ragioni di sicurezza. Il freddo è pungente e stare fermi in curva dopo la partita non è piacevole. Ma i romanisti resistono e protestano solo con qualche coro e lancio di un bicchiere di coca cola. All'uscita, scortati, in tanti si riversano sul lungomare per riprendere le auto. Un gruppo di livornesi armati di spranghe li aspettano appostati dietro al Pick bar: lancio di oggetti e deboli tentativi di colpire i mezzi dei giallorossi. Alla statua del Pensatore, invece, insulti reciproci tra i due schieramenti. Sul posto volanti della polizia e ambulanze: C'è un ferito, ma per fortuna nulla di grave.

32 auto danneggiate.
In tutto sarebbero 32 le auto danneggiate prima, durante e dopo la partita. In particolare, vengono colpiti i mezzi dei romanisti parcheggiati in zona stadio e quelli dei livornesi in sosta sul viale di Antignano. I giallorossi "si divertono" a gettare oggetti fuori dai finestrini di auto e bus. Intervengono i vigili.

Tutti in stazione.
Alle 20.14 220 tifosi giallorossi vengono scortati da polizia e carabinieri alla stazione. Arrivano un quarto d'ora prima, poi partono senza problemi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web