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ECONOMIA

La nuova naveporta la ripresa

Cristiano Meoni
La nuova naveporta la ripresa

Westfal, uno dei leader mondiali della cellulosa, ha scelto Livorno per inaugurare il gioiello della flotta Nuovo servizio dalla Cina

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LIVORNO. Westfal Larsen - uno dei primi armatori mondiali nel settore dei prodotti forestali - ha scelto il porto di Livorno per inaugurare la "Panamana", un fiammante cargo da 55mila tonnellate varato il 20 gennaio ai cantieri Oshima in Giappone. E la nave battente bandiera norvegese ha portato a Livorno non solo un carico di pasta di legno (6300 tonnellate sbarcate in sei ore, con una resa spaventosamente alta per i nostri standard).

Ha portato pure il vento della ripresa economica in atto dall'inizio dell'anno. Dopo un disastroso 2009, i traffici di forestali - uno dei "core business" del porto di Livorno - hanno invertito la tendenza e adesso crescono. Cilp, il terminalista dove scalano le navi di Westfal Larsen, ha ricevuto 195mila tonnellate di prodotti nei tre mesi fra dicembre e febbraio, il 9,5% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Per spaccare la bottiglia sullo scafo della Panamama sono venuti a Livorno i vertici della compagnia armatoriale norvegese, dei cantieri navali giapponesi, dei clienti spagnoli e svizzeri. La nave, all'ormeggio all'Alto Fondale, è stata inaugurata ieri mattina, con i discorsi delle autorità e la benedizione del vescovo Simone Giusti.

La "Panamana" prenderà servizio sulla rotta che collega Livorno con il Sudamerica e con l'Asia e farà tre toccate al mese dal Brasile e una dall'Indonesia. Nel meeting che i vertici di Westfal Larsen hanno tenuto domenica mattina all'Hotel Palazzo con clienti ed agenti è stato inoltre annunciato l'avvio, prima dell'estate, di un nuovo servizio dalla Cina.

Westfal prevede di sbarcare quest'anno nel terminal Cilp sull'Alto Fondale «fra le 400mila e le 500mila tonnellate di prodotti forestali» dice Andrea Casali, managing director dell'agenzia Tulip Team. «Contiamo di risalire abbondantemente sopra le 750mila tonnellate movimentate l'anno scorso» conferma il presidente della Compagnia Portuale Enzo Raugei, memore dei fasti di due anni fa quando «grazie ai rotoli di carta cinesi raggiungemmo 1 milione e 200mila tonnellate». «Con l'inizio del 2010 - spiega Casali - c'è stata una repentina inversione di tendenza. I magazzini dell'industria cartaria si sono svuotati e ora devono essere riassortiti».

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