Gioco
Caos al Pronto soccorso
Brusca frenata, quattro feriti sul bus
Lara Loreti
Una brusca frenata per far passare un pedone e quattro passeggeri cadono sul bus e finiscono in ospedale. Un brutto incidente ieri in via Grande. Ma per i feriti l'odissea non finisce in centro, ma prosegue in pronto soccorso, dove le ambulanze arrivano a stento, dopo un percorso a ostacoli per via delle auto parcheggiate male dentro l'ospedale
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Una brusca frenata per far passare un pedone e quattro passeggeri cadono sul bus e finiscono in ospedale. Un brutto incidente ieri in via Grande. Ma per i feriti l'odissea non finisce in centro, ma prosegue in pronto soccorso, dove le ambulanze arrivano a stento, dopo un percorso a ostacoli per via delle auto parcheggiate male dentro l'ospedale o addirittura con le quattro frecce accese.
Alla fine per districare la matassa dell'ingorgo deve intervenire un'infermiera volontaria della Svs che, scesa dall'ambulanza, si improvvisa vigilessa e inizia a dirigere il traffico.
Il tutto mentre i pazienti aspettano a bordo, sulla lettiga col collare.
Sono le 12 quando in via Grande, all'altezza dell'hotel Giappone, avviene l'incidente. Il bus 1R (da Ardenza alla stazione e ritorno) sta andando in direzione mare quando, in corrispondenza delle strisce, fa una brusca manovra: proprio in quel momento sbuca un pedone e l'autista, non avendolo visto in tempo, frena all'ultimo momento per non investirlo. I passeggeri vengono presi del tutto alla sprovvista: quattro di loro non riescono a tenersi e cadono. Si tratta di quattro donne, Donella Pucciarelli, 56 anni, Suhreta Salini, 26, Fatima Megeri e Marisa Damiani. Tutte riportano ferite piuttosto serie, anche se per fortuna nessuna è grave: trauma cranico e cervicale, ferite agli arti, botte alla schiena e alle spalle.
Immediato scatta l'allarme al 118 e la sala operativa invia sul posto quattro ambulanze della Svs, che arrivano in pochi minuti dalla vicina sede di via San Giovanni. I volontari con la dottoressa soccorrono le donne sul posto. Due di loro non riescono neppure a muoversi e perciò è necessario caricarle sulle lettighe direttamente sul bus. Poi le pazienti vengono portate in pronto soccorso, dove vengono visitate e curate.
Intanto in via Grande si creano code e disagi. Intervengono gli agenti della municipale che si occupano dei rilievi e del traffico.
Tuttavia, via Grande non è l'unico posto dove la viabilità è intasata. Al pronto soccorso c'è caos totale. Le quattro ambulanze della Svs non riescono a passare e a raggiungere la meta. Sulla loro strada, entrando da via Gramsci, incontrano diverse difficoltà, a partire dalle numerose e grandi buche diventate ormai parte dell'arredo dell'ospedale fino alla gimkana tra un mezzo e l'altro all'esterno del pronto soccorso. È qui che vanno in scena gag deliranti, tragicomiche. Oltre alle auto in sosta vietata, al centro della strada c'è anche un mezzo dell'Asl fermo con le quattro frecce accese che, evidentemente, ha incontrato gli stesse problemi nel passare. Solo che, invece di cercare la via più breve per risolvere il problema, il conducente inizia a inveire contro l'autista dell'ambulanza. E i volontari protestano: «Non ne possiamo più, a volte siamo costretti a entrare in ospedale con la sirena in funzione».
Alla fine per districare la matassa dell'ingorgo deve intervenire un'infermiera volontaria della Svs che, scesa dall'ambulanza, si improvvisa vigilessa e inizia a dirigere il traffico.
Il tutto mentre i pazienti aspettano a bordo, sulla lettiga col collare.
Sono le 12 quando in via Grande, all'altezza dell'hotel Giappone, avviene l'incidente. Il bus 1R (da Ardenza alla stazione e ritorno) sta andando in direzione mare quando, in corrispondenza delle strisce, fa una brusca manovra: proprio in quel momento sbuca un pedone e l'autista, non avendolo visto in tempo, frena all'ultimo momento per non investirlo. I passeggeri vengono presi del tutto alla sprovvista: quattro di loro non riescono a tenersi e cadono. Si tratta di quattro donne, Donella Pucciarelli, 56 anni, Suhreta Salini, 26, Fatima Megeri e Marisa Damiani. Tutte riportano ferite piuttosto serie, anche se per fortuna nessuna è grave: trauma cranico e cervicale, ferite agli arti, botte alla schiena e alle spalle.
Immediato scatta l'allarme al 118 e la sala operativa invia sul posto quattro ambulanze della Svs, che arrivano in pochi minuti dalla vicina sede di via San Giovanni. I volontari con la dottoressa soccorrono le donne sul posto. Due di loro non riescono neppure a muoversi e perciò è necessario caricarle sulle lettighe direttamente sul bus. Poi le pazienti vengono portate in pronto soccorso, dove vengono visitate e curate.
Intanto in via Grande si creano code e disagi. Intervengono gli agenti della municipale che si occupano dei rilievi e del traffico.
Tuttavia, via Grande non è l'unico posto dove la viabilità è intasata. Al pronto soccorso c'è caos totale. Le quattro ambulanze della Svs non riescono a passare e a raggiungere la meta. Sulla loro strada, entrando da via Gramsci, incontrano diverse difficoltà, a partire dalle numerose e grandi buche diventate ormai parte dell'arredo dell'ospedale fino alla gimkana tra un mezzo e l'altro all'esterno del pronto soccorso. È qui che vanno in scena gag deliranti, tragicomiche. Oltre alle auto in sosta vietata, al centro della strada c'è anche un mezzo dell'Asl fermo con le quattro frecce accese che, evidentemente, ha incontrato gli stesse problemi nel passare. Solo che, invece di cercare la via più breve per risolvere il problema, il conducente inizia a inveire contro l'autista dell'ambulanza. E i volontari protestano: «Non ne possiamo più, a volte siamo costretti a entrare in ospedale con la sirena in funzione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
