Gioco
Gamba rotta? Ti visita lo pneumologo
Anna Cecchini
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Un paziente con problemi ortopedici (foto di archivio)Gambe o braccia rotte? Vi cura lo pneumologo, che poi è l'esperto nelle patologie polmonari. Non è uno scherzo, ma quello che da dicembre avviene all'interno del reparto di ortopedia dell'ospedale cittadino dopo la riorganizzazione dei turni di reperibilità
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LIVORNO. Gambe o braccia rotte? Vi cura lo pneumologo, che poi è l'esperto nelle patologie polmonari. Non è uno scherzo, ma quello che da dicembre avviene all'interno del reparto di ortopedia dell'ospedale cittadino dopo la riorganizzazione dei turni di reperibilità. Una stranezza, tanto che nei giorni scorsi i familiari di due pazienti con problemi ortopedici ricoverati durante la notte, quando si sono visti arrivare lo pneumologo hanno deciso di protestare. Chiamando anche le forze dell'ordine. Non che i parenti dei malati non si fidassero degli specializzati in malattie polmonari, anzi. Solo che per curare le ossa dei loro cari avrebbero preferito fosse un ortopedico.
La situazione è presto spiegata. In pratica sembra che i medici che lavorano in ortopedia non facciano guardie notturne né festive. In questo senso: la domenica, durante la notte e anche nei prefestivi ci sono uno o due medici ortopedici reperibili. I due non stanno in ospedale, ma devono essere pronti a raggiungere la struttura sanitaria in ogni momento. Se al pronto soccorso si presentano casi gravi, con traumi ortopedici che fanno ipotizzare la necessità di un'operazione, allora i medici reperibili devono intervenire.
Il problema è se il paziente che arriva al pronto soccorso non è grave, come per fortuna avviene di solito. Nel caso arrivi un politraumatizzato, magari una persona rimasta coinvolta in un incidente stradale, il medico del pronto soccorso non sta a chiamare gli ortopedici reperibili, ma può decidere il ricovero del paziente in ortopedia. Dove lo visita lo pneumologo, visto che la guardia notturna e festiva in quel reparto è affidata agli specialisti del polmone.
Questa singolarità, nei giorni passati, deve aver colpito i familiari di due persone ricoverate a ortopedia, che la notte hanno chiamato la polizia perché volevano che a visitare i parenti arrivasse un ortopedico.
Oltretutto, mentre visitano i pazienti in ortopedia, gli pneumologi lasciano sguarnito il loro reparto, dove spesso sono ricoverate persone con gravi disturbi respiratori, che quindi vengono seguiti solo dal personale infermieristico. Un controsenso, che mette a rischio i pazienti di ambedue i reparti. Pare che gli pneumologi abbiano fatto presente la singolare situazione all'azienda e ai sindacati, chiedendo una soluzione soprattutto in vista dell'estate, quando il numero dei traumi ortopedici in orario serale o festivo aumenta e quindi sarebbe meglio fornire un servizio più corretto.
La situazione è presto spiegata. In pratica sembra che i medici che lavorano in ortopedia non facciano guardie notturne né festive. In questo senso: la domenica, durante la notte e anche nei prefestivi ci sono uno o due medici ortopedici reperibili. I due non stanno in ospedale, ma devono essere pronti a raggiungere la struttura sanitaria in ogni momento. Se al pronto soccorso si presentano casi gravi, con traumi ortopedici che fanno ipotizzare la necessità di un'operazione, allora i medici reperibili devono intervenire.
Il problema è se il paziente che arriva al pronto soccorso non è grave, come per fortuna avviene di solito. Nel caso arrivi un politraumatizzato, magari una persona rimasta coinvolta in un incidente stradale, il medico del pronto soccorso non sta a chiamare gli ortopedici reperibili, ma può decidere il ricovero del paziente in ortopedia. Dove lo visita lo pneumologo, visto che la guardia notturna e festiva in quel reparto è affidata agli specialisti del polmone.
Questa singolarità, nei giorni passati, deve aver colpito i familiari di due persone ricoverate a ortopedia, che la notte hanno chiamato la polizia perché volevano che a visitare i parenti arrivasse un ortopedico.
Oltretutto, mentre visitano i pazienti in ortopedia, gli pneumologi lasciano sguarnito il loro reparto, dove spesso sono ricoverate persone con gravi disturbi respiratori, che quindi vengono seguiti solo dal personale infermieristico. Un controsenso, che mette a rischio i pazienti di ambedue i reparti. Pare che gli pneumologi abbiano fatto presente la singolare situazione all'azienda e ai sindacati, chiedendo una soluzione soprattutto in vista dell'estate, quando il numero dei traumi ortopedici in orario serale o festivo aumenta e quindi sarebbe meglio fornire un servizio più corretto.
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