Il Tirreno

Livorno

Abusi insanabili, gli annessi vanno abbattuti

Juna Goti
Annessi agricoli nella zona del Puntone “ripresi” dalla Forestale
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Annessi agricoli nella zona del Puntone “ripresi” dalla Forestale

Eventuali modifiche al regolamento urbanistico del Comune potranno riguardare solo gli annessi agricoli del futuro e non quelli che sono nati in modo abusivo e che non sono mai stati condonati. La Forestale: "Situazione ben delineata da tempo, tutti gli annessi che non sono stati condonati in passato devono essere demoliti"

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LIVORNO. Gli annessi abusivi e la questione del Limoncino? Basta la battuta a caldo del responsabile del nucleo investigativo del Corpo Forestale, il commissario capo Davide Ciccarelli, per capire le considerazioni che verranno dopo: "Dura lex, sed lex". Insomma, "la legge c'è e va rispettata".

Con una doverosa una premessa: «Attualmente non stiamo portando avanti alcuna indagine sul Limoncino, perché la situazione è ben delineata da tempo e tutti gli annessi che non sono stati condonati in passato devono essere demoliti. Ci sono violazioni del territorio che non possono essere sanate. Neppure con l'intervento della politica».

«Gli enti locali - sottolinea con un pizzico di polemica - hanno trascurato il fenomeno per decenni e ora, in quell'area, molti reati sono andati in prescrizione». Dal punto di vista penale, ma non sotto il profilo amministrativo. «Il percorso amministrativo - riprende - va avanti indipendentemente da quello penale. E in presenza dell'abuso il Comune è obbligato a intervenire. La legge è chiarissima: deve fare ingiunzione e intimare la demolizione della struttura. In caso di lottizzazione abusiva, poi, è prevista la confisca del terreno con demolizione di eventuali annessi a carico dei privati».

Una conferma, dopo le parole del sindaco Alessandro Cosimi, del fatto che eventuali modifiche al regolamento urbanistico del Comune potranno riguardare solo gli annessi agricoli del futuro e non quelli che sono nati in modo abusivo e che non sono mai stati condonati. «Ben venga una regolamentazione - riprende il commissario capo - ma il nostro è un lavoro di investigazione e quindi non voglio e non posso entrare nel merito della proposta. Certo bisogna fare molta attenzione perché là dove si consente la realizzazione di un annesso agricolo, anche se in legno e sotto i 28 metri quadri, si devono autorizzare urbanizzazioni primarie (come strade e allacci) che possono anche creare squilibri».

«Il fenomeno dell'abusivismo ambientale - chiude - è un po' come l'evasione fiscale: tutti sanno che c'è, ma in qualche modo viene sempre tollerato. Quasi giustificato, come fosse qualcosa di innocuo. Bisogna smetterla con questa mentalità: il regolamento urbanistico c'è e, come specificato dalla legge, noi dobbiamo farlo rispettare e il Comune pure. Per questo fotografiamo il territorio dall'alto quattro volte all'anno. In presenza di "buchi" nella regolamentazione ben vangano gli interventi da parte di chi amministra. Ad esempio, più che parlare della grandezza degli annessi bisognerebbe impedire subito la lottizzazione abusiva: nel regolamento urbanistico manca l'indicazione di una unità minima consentita nella suddivisione degli appezzamenti e ognuno fa quel che vuole».

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di Redazione web