Gioco
AMBIENTE E FUTURO
Una piattaforma da fantascienza via ai lavori del rigassificatore
Sembra un'astronave ma non lo è. Davanti alla spiaggia di Tirrenia si è materializzata la piattaforma di Saipem che effettuerà la posa della conduttura marina che sarà usata dal famoso e contestato rigassificatore. Il "mostro" che adesso si vede dalla spiaggia è la nave posa cavi “Castoro 7” della Saipem, in pratica il cantiere dei lavori a mare. Il rigassificatore sarà collocato molto più al largo, a 12 miglia dalla costa, praticamente invisibile a occhio nudo
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LIVORNO. Otto anni di polemiche, ricorsi e sentenze, referendum mancati e petizioni fatte, allarmi e rassicurazioni, senza vedere un “tubo”. Ma da ieri il rigassificatore non è più solo un progetto evocato o temuto, è anche “un tubo”.
Davanti alla spiaggia di Tirrenia si è materializzata la piattaforma di Saipem che effettuerà la posa della conduttura marina per il trasporto del gas. Dopo tanto parlare, si vede qualcosa in mare. Che ha atterrito pescatori, podisti e curiosi che si trovavano a passare per Tirrenia. No, tranquilli, non è quella la piattaforma a cui sarà ancorata la gasiera ma solo la nave posa cavi “Castoro 7” della Saipem, in pratica il cantiere dei lavori a mare.
Il rigassificatore sarà collocato molto più al largo, a 12 miglia dalla costa, praticamente invisibile a occhio nudo. Per i pignoli ecco le coordinate: 43º 38’ 40’’. I lavori a mare sono iniziati già da un mese ma il clou - risolta l’ultima controversia al Consiglio di Stato - viene adesso, con il posizionamento della nave-cantiere e la posa della conduttura. Secondo il cronoprogramma consegnato da Olt Lng Toscana alla capitaneria di porto, occorrerà un mese per depositare sul fondale marino la tubazione (37 chilometri, compreso il tratto terrestre). Poi, a marzo, la conduttura sarà allagata e ricoperta.
Ai lavori a mare partecipano diverse unità navali di Saipem, che ha preso l’appalto da Snam. La nave-posa tubi è la Castoro 7, una enorme chiatta di 167 metri di lunghezza e 58 di larghezza, dotata di quattro gru e di piattaforma per elicotteri. Ci sono poi la “Sentinel” (indagini e preparazione degli attraversamenti dei cavi), i rimorchiatori “Ievoli Blue”, “Maersk Tender Terrier” e “Brodospas Beta”, due navi trasporta tubi (la Maersk Finder e la Maersk Feeder/Fighter), un rimorchiatore oceanico (Ocean Mainport) e una nave per attività post-posa (Far Samson). La capitaneria di porto ha diffuso la piantina della conduttura. Partendo dal punto dove sarà collocato il rigassificatore, avrà un andamento perpendicolare alla costa per poi piegare verso sud nell’ultimo tratto e riemergerà all’altezza della foce dello scolmatore. Il gas sarà poi instradato verso la cabina di Insuese, a Stagno, e da qui pompato nella rete nazionale di Snam.
Una volta posato il tubo (le operazioni termineranno a fine marzo) i lavori subiranno una pausa di alcuni mesi per riprendere in estate con l’arrivo della “Golar”, la gasiera che rappresenta il cuore del rigassificatore, attualmente in trasformazione nei cantieri di Dubai. Olt ha smentito ritardi e problemi legati alle difficoltà finanziarie dell’emirato. Poi, a gasiera ancorata, avranno inizio i collaudi del rigassificatore offshore: l’impianto dovrebbe entrare in funzione nei primi mesi del prossimo anno. Intanto resta quella sagoma davanti ai nostri occhi, che fa assomigliare Calambrone alle coste del Mar del Nord.
Davanti alla spiaggia di Tirrenia si è materializzata la piattaforma di Saipem che effettuerà la posa della conduttura marina per il trasporto del gas. Dopo tanto parlare, si vede qualcosa in mare. Che ha atterrito pescatori, podisti e curiosi che si trovavano a passare per Tirrenia. No, tranquilli, non è quella la piattaforma a cui sarà ancorata la gasiera ma solo la nave posa cavi “Castoro 7” della Saipem, in pratica il cantiere dei lavori a mare.
Il rigassificatore sarà collocato molto più al largo, a 12 miglia dalla costa, praticamente invisibile a occhio nudo. Per i pignoli ecco le coordinate: 43º 38’ 40’’. I lavori a mare sono iniziati già da un mese ma il clou - risolta l’ultima controversia al Consiglio di Stato - viene adesso, con il posizionamento della nave-cantiere e la posa della conduttura. Secondo il cronoprogramma consegnato da Olt Lng Toscana alla capitaneria di porto, occorrerà un mese per depositare sul fondale marino la tubazione (37 chilometri, compreso il tratto terrestre). Poi, a marzo, la conduttura sarà allagata e ricoperta.
Ai lavori a mare partecipano diverse unità navali di Saipem, che ha preso l’appalto da Snam. La nave-posa tubi è la Castoro 7, una enorme chiatta di 167 metri di lunghezza e 58 di larghezza, dotata di quattro gru e di piattaforma per elicotteri. Ci sono poi la “Sentinel” (indagini e preparazione degli attraversamenti dei cavi), i rimorchiatori “Ievoli Blue”, “Maersk Tender Terrier” e “Brodospas Beta”, due navi trasporta tubi (la Maersk Finder e la Maersk Feeder/Fighter), un rimorchiatore oceanico (Ocean Mainport) e una nave per attività post-posa (Far Samson). La capitaneria di porto ha diffuso la piantina della conduttura. Partendo dal punto dove sarà collocato il rigassificatore, avrà un andamento perpendicolare alla costa per poi piegare verso sud nell’ultimo tratto e riemergerà all’altezza della foce dello scolmatore. Il gas sarà poi instradato verso la cabina di Insuese, a Stagno, e da qui pompato nella rete nazionale di Snam.
Una volta posato il tubo (le operazioni termineranno a fine marzo) i lavori subiranno una pausa di alcuni mesi per riprendere in estate con l’arrivo della “Golar”, la gasiera che rappresenta il cuore del rigassificatore, attualmente in trasformazione nei cantieri di Dubai. Olt ha smentito ritardi e problemi legati alle difficoltà finanziarie dell’emirato. Poi, a gasiera ancorata, avranno inizio i collaudi del rigassificatore offshore: l’impianto dovrebbe entrare in funzione nei primi mesi del prossimo anno. Intanto resta quella sagoma davanti ai nostri occhi, che fa assomigliare Calambrone alle coste del Mar del Nord.
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