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Cosimi si attira le ire dei tifosi laziali

Cosimi si attira le ire dei tifosi laziali

E' diventato un vero e proprio caso nazionale. «È normale - si era chiesto il sindaco, che è anche presidente dell'Anci Toscana - che alcuni soggetti istituzionali scendano in campo per tutelare la permanenza in serie A di una società di calcio?».

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LIVORNO. L'intervento del sindaco Alessandro Cosimi sulla vicenda dei tifosi della Lazio, che hanno sollecitato le istituzioni ad intervenire sulle sorti della squadra biancoceleste che si trova in zona retrocessione, è diventato un vero e proprio caso nazionale. «È normale - si era chiesto il sindaco, che è anche presidente dell'Anci Toscana - che alcuni soggetti istituzionali scendano in campo per tutelare la permanenza in serie A di una società di calcio?».

Il riferimento era chiaramente rivolto al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e al presidente della Camera, Gianfranco Fini che si sarebbero mossi per far arrivare l'allenatore Reja alla Lazio quando, in realtà il tecncio friulano sarebbe voluto rimanere a Spalato. «Dobbiamo attrezzare le istituzioni che partecipano al campionato della massima serie con assessorati alla tutela del titolo sportivo?», aveva poi aggiunto Cosimi.

E visto che il Livorno ha gli stessi punti in classifica della Lazio, il sindaco aveva buttato lì una provocazione: «Dobbiamo attrezzarci anche noi per tutelare la squadra della nostra città perché non vada in serie B?»
Ieri mattina di buon ora, quasi inevitabilmente, il blog del sindaco (blog.comune.livorno.it) era già stato preso d'assalto dai tifosi laziali. Qualcuno, ad esempio l'ultrà che si è firmato "Giovinezza al potere", ha rispedito le critiche al mittente per attaccare Livorno, la sua amministrazione e la sua tifoseria calcistica.
«Caro sindaco - si legge - pensa piuttosto ad educare i tuoi tifosi a non inneggiare ai militari morti a Nassirya in missione di pace ed altre amenità di questo tipo. capiamo che per un sindaco del Pd, e per di più di provincia, non vi siano oggi altri modi di uscire dall'ombra ma ci sembra che il tuo intervento sia un po' fuori luogo e che tu abbia altre cose di cui preoccuparti».

A proposito di interventi fuori luogo, c'è sicuramente quello di un altro ultrà laziale che scrive testualmente: «Pensi ai brigatisti che frequentano la curva livornese, che espongono la falce e il martello, inneggiano a Stalin e sparano razzi contro i giocatori della Lazio come è successo un paio di anni fa! Ma nessun provvedimento è stato preso, chissà perché! Mi sembra abbia perso una buona occasione per tacere e per non fare una figuraccia». Altri interventi di questo tenore non lasciano presagire niente di buono in vista della partita Livorno-Lazio che per fortuna si giocherà tra un po' di tempo (il 9 maggio) e che dovrebbe veder scattare il divieto di trasferta per gli ultrà biancocelesti.

La maggior parte degli interlocutori del blog del sindaco è però più dialogante. Tutti confermano con i contatti con le istituzioni ci sono stati, ma non allo scopo di evitare la retrocessione in serie B della Lazio. Insomma, la minaccia di non andare a votare alle elezioni regioonale c'è stata ma non ha alcun collegamento con i risultati della squadra capitolinea. Il problema vero, almeno a leggere i post dei tifosi della Lazio, è il patron della società.

«Noi non protestiamo per non retrocedere - scrive un sostenitore - ma protestiamo sin da quando la politica ha messo in mano la Lazio a un personaggio che si erge a moralizzatore ma che in realtà è tutt'altro. Questo personaggio ha ottenuto il pacchetto di maggioranza della società come pagamento da parte della Regione Lazio dei crediti vantati dalle sue aziende. Ora, dopo tentativi finiti nel vuoto di allontanare questo personaggio, il fronte di chi lo contesta ha semplicemente deciso di battere l'unica strada che chi ha permesso tutto ciò teme: il dissenso politico».

Sulla stessa linea un altro intervento. «Vorrei ricordarle - si legge - che i tifosi laziali si sono rivolti a quelle che lei ha definito istituzioni per la semplice ragione che, quando il signor Lotito acquisì la Ss Lazio che era avviata al fallimento, le istituzioni dell'epoca fecero pressione sugli imprenditori localiper intervenire nel salvataggio della società. Oggi i tifosi laziali hanno investito quelle stesse istituzioni che fecero di tutto perché il signor Lotito potesse intervenire nel salvataggio del fallimento affinché convincano lo stesso o ad investire nella società o a dimettersi dando spazio a chi vuole comprare».

Insomma, secondo i tifosi laziali, la politica si sarebbe messa di mezzo una volta e ora dovrebbe intervenire nuovamente. Questo è ciò che dicono la maggior parte degli interventi comparsi ieri sul blog del sindaco Cosimi. Oggi, probabilmente, ci sarà la seconda puntata.

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di Redazione web