IL DIBATTITO
Cure palliative - i lettori scrivono sul web
Tantissimi interventi sul nostro sito dopo il trasferimento della dottoressa Antonella Mazzoni dal reparto delle Cure Palliative dell'ospedale di Livorno. Il dibattito resta aperto
4 MINUTI DI LETTURA
Quali giustificazioni?
La cosa che colpisce di più è che la direzione non ha ancora fornito la benchè minima giustificazione di ordine tecnico, professionale o amministrativo alla rimozione della dott. ssa Mazzoni. Sono giorni che l’utenza, i familiari e tutta la cittadinanza attendono un plausibile e concreto chiarimento da parte della dott. ssa Calamai: il silenzio della burocrazia è assordante.
Michele Jeri
Servono risposte di altro tipo
Dottoressa Galli, è sicura che abbia dato risposta all’articolo precedente? O forse ha cercato di impietosire la popolazione? Arrivi al punto: ci racconti come è arrivata a ricoprire la sua attuale posizione, sarebbe interessante approfondire; non travisi il vero senso della denuncia, l’indispensabilità delle persone è oggettiva nella vita e il suo messaggio moralista lascia il tempo che trova, piuttosto la mala-gestio politico- amministrativa e il mancato rispetto delle persone sono per lei giustificabili? Le cure palliative sono una meravigliosa realtà fatta di un’équipe formidabile e questo nessuno l’ha messo in discussione: anzi, quindi se desidera intervenire lo faccia con cognizione di causa descrivendo le dinamiche per le quali in Italia la pubblica amministrazione decide e si impossessa delle cose che funzionano in modi e tempi discutibili, dimenticando il principio del rispetto della persona.
Fabio Vigo
Io la conosco bene: è una grande persona
Essendo amica della dottoressa Mazzoni da quasi quaranta anni, la mia interpretazione potrebbe apparire di parte, ma a smentire questa interpretazione valgono le testimonianze di tanti cittadini, livornesi e non, che purtroppo, per loro stessi o per i loro stretti congiunti, hanno dovuto usufruire delle cure del reparto da lei diretto. Per attestare le alte capacità umane e professionali della dottoressa Mazzoni, è sufficiente sfogliare gli archivi del quotidiano “Il Tirreno”, del resto io stessa ho potuto apprezzare da vicino la competenza della dottoressa in occasione della grave malattia di una mia cara amica. Il mio intervento vuole piuttosto denunciare la luce falsa in cui, strumentalmente, da parte di taluni è stata voluta presentare la personalità della dottoressa. Io, che la conosco più sul piano umano, posso con sincerità attestare che Antonella Mazzoni non si è mai sentita “indispensabile nel suo ruolo professionale”.
Giorgia Elia
E pensare che era nato un gioiello...
Sono rimasta molto colpita dalla lettura dei vari articoli riguardanti la dottoressa Mazzoni e le sue vicende. Ho seguito le sorti dell’hospice fin dall’inizio quando anche abitavo in Inghilterra dove la medicina palliativa è nata e si è sviluppata. Mai mi sarei aspettata un tale successo presso un ospedale livornese che avevo lasciato un tempo disastrato. Era nato un gioiello grazie alla capacità e dedizione di questa mia amica che a sue spese e usufruendo delle sue ferie si era formata per un anno a milano presso l’Istituto tumori. Mi sconvolge vedere come un ente pubblico non sappia tenersi stretti collaboratori validissimi ma anzi li allontani e si permetta di dire che “tutti sono necessari ma nessuno è indispensabile”.
Nicoletta Comi
Basta coi dirigenti nominati per tessera
...E vai, questa è l’ennesima dimostrazione che la regione vuole distruggere chi fa bene o fa del bene, è tanto che sto polemizzando contro questa gestione della sanità, via i dirigenti, potere ai primari, a quelli che da vicino sanno cosa si combina in corsia, sono specialisti della loro professione e sanno chi vale e chi no. Primari si diventa per merito e per anzianità ma non della tessera di partito. Via dirigenti e soprattutto quelli con la tessera, siano essi di destra che sinistra. Ma non si vergognano. Questo della dottoressa Mazzoni è solo la punta di un iceberg che sta piombando addosso ai medici e quindi ai cittadini. Enrico Rossi parla tanto di file di attesa, ha anche inventato un numero verde, ma perché non dice che ci sono strutture minacciate a non lavorare? Perché non racconta dei tagli a chi fa bene e sprechi di stipendi a figli di dirigenti pensionati e riciclati? Bisogna alternare e questo lo scrive un vecchio militante comunista.
Carlo Baioli
Cara dottoressa Mazzoni, grazie di tutto cuore
Che tristezza! nella pubblica amministrazione l’eccellenza non viene mai premiata. Un grazie di cuore alla dottoressa Mazzoni per tutto quello che ha creato e quello che ha fatto per una persona a me molto cara che purtroppo ha avuto bisogno delle sue cure.
Lucia Lazzeri
La cosa che colpisce di più è che la direzione non ha ancora fornito la benchè minima giustificazione di ordine tecnico, professionale o amministrativo alla rimozione della dott. ssa Mazzoni. Sono giorni che l’utenza, i familiari e tutta la cittadinanza attendono un plausibile e concreto chiarimento da parte della dott. ssa Calamai: il silenzio della burocrazia è assordante.
Michele Jeri
Servono risposte di altro tipo
Dottoressa Galli, è sicura che abbia dato risposta all’articolo precedente? O forse ha cercato di impietosire la popolazione? Arrivi al punto: ci racconti come è arrivata a ricoprire la sua attuale posizione, sarebbe interessante approfondire; non travisi il vero senso della denuncia, l’indispensabilità delle persone è oggettiva nella vita e il suo messaggio moralista lascia il tempo che trova, piuttosto la mala-gestio politico- amministrativa e il mancato rispetto delle persone sono per lei giustificabili? Le cure palliative sono una meravigliosa realtà fatta di un’équipe formidabile e questo nessuno l’ha messo in discussione: anzi, quindi se desidera intervenire lo faccia con cognizione di causa descrivendo le dinamiche per le quali in Italia la pubblica amministrazione decide e si impossessa delle cose che funzionano in modi e tempi discutibili, dimenticando il principio del rispetto della persona.
Fabio Vigo
Io la conosco bene: è una grande persona
Essendo amica della dottoressa Mazzoni da quasi quaranta anni, la mia interpretazione potrebbe apparire di parte, ma a smentire questa interpretazione valgono le testimonianze di tanti cittadini, livornesi e non, che purtroppo, per loro stessi o per i loro stretti congiunti, hanno dovuto usufruire delle cure del reparto da lei diretto. Per attestare le alte capacità umane e professionali della dottoressa Mazzoni, è sufficiente sfogliare gli archivi del quotidiano “Il Tirreno”, del resto io stessa ho potuto apprezzare da vicino la competenza della dottoressa in occasione della grave malattia di una mia cara amica. Il mio intervento vuole piuttosto denunciare la luce falsa in cui, strumentalmente, da parte di taluni è stata voluta presentare la personalità della dottoressa. Io, che la conosco più sul piano umano, posso con sincerità attestare che Antonella Mazzoni non si è mai sentita “indispensabile nel suo ruolo professionale”.
Giorgia Elia
E pensare che era nato un gioiello...
Sono rimasta molto colpita dalla lettura dei vari articoli riguardanti la dottoressa Mazzoni e le sue vicende. Ho seguito le sorti dell’hospice fin dall’inizio quando anche abitavo in Inghilterra dove la medicina palliativa è nata e si è sviluppata. Mai mi sarei aspettata un tale successo presso un ospedale livornese che avevo lasciato un tempo disastrato. Era nato un gioiello grazie alla capacità e dedizione di questa mia amica che a sue spese e usufruendo delle sue ferie si era formata per un anno a milano presso l’Istituto tumori. Mi sconvolge vedere come un ente pubblico non sappia tenersi stretti collaboratori validissimi ma anzi li allontani e si permetta di dire che “tutti sono necessari ma nessuno è indispensabile”.
Nicoletta Comi
Basta coi dirigenti nominati per tessera
...E vai, questa è l’ennesima dimostrazione che la regione vuole distruggere chi fa bene o fa del bene, è tanto che sto polemizzando contro questa gestione della sanità, via i dirigenti, potere ai primari, a quelli che da vicino sanno cosa si combina in corsia, sono specialisti della loro professione e sanno chi vale e chi no. Primari si diventa per merito e per anzianità ma non della tessera di partito. Via dirigenti e soprattutto quelli con la tessera, siano essi di destra che sinistra. Ma non si vergognano. Questo della dottoressa Mazzoni è solo la punta di un iceberg che sta piombando addosso ai medici e quindi ai cittadini. Enrico Rossi parla tanto di file di attesa, ha anche inventato un numero verde, ma perché non dice che ci sono strutture minacciate a non lavorare? Perché non racconta dei tagli a chi fa bene e sprechi di stipendi a figli di dirigenti pensionati e riciclati? Bisogna alternare e questo lo scrive un vecchio militante comunista.
Carlo Baioli
Cara dottoressa Mazzoni, grazie di tutto cuore
Che tristezza! nella pubblica amministrazione l’eccellenza non viene mai premiata. Un grazie di cuore alla dottoressa Mazzoni per tutto quello che ha creato e quello che ha fatto per una persona a me molto cara che purtroppo ha avuto bisogno delle sue cure.
Lucia Lazzeri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
