Il Tirreno

Livorno

SICUREZZA STRADALE

L'odissea di essere pedoni Raccontaci le tue esperienze

Juna Goti
Pedoni che attraversano sul viale Carducci
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Pedoni che attraversano sul viale Carducci

Difficile vivere da pedoni sulle strade di oggi. Traffico impazzito, maleducazione, semafori a chiamata che non ci sono. A Livorno negli ultimi otto anni sono state investite sulle strisce 850 persone. Ma a volte è chi va a piedi a sbagliare pratendendo che le macchine si fermino, magari di notte e con la pioggia, nello spazio di pochi metri. Raccontateci le vostre disavventure e mandateci le foto dei punti più pericolosi delle vostre città

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LIVORNO. Distrazione a piedi e al volante, alta velocità, guida spericolata e anche scarsa manutenzione della cartellonistica o del manto stradali: le cause possono essere diverse, ma almeno una volta ogni tre giorni un livornese finisce sotto le ruote di uno scooter o di un'auto mentre attraversa sulle strisce pedonali. E' quanto emerso nella sesta commissione consiliare, presieduta da Andrea Romano (Idv), che ieri mattina ha discusso - tra le altre - un'interpellanza degli esponenti del Pdl Bruno Tamburini e Massimo Ciacchini.
I due consiglieri del centrodestra avevano puntato il dito su quello che è stato definito "sos strisce bianche".
«Ci risulta che alcuni punti della città - avevano scritto - si stiano rivelando davvero critici per quanto riguarda gli incidenti, in particolare gli investimenti dei pedoni. Per questo chiediamo al Comune di rendere pubblici i dati e provvedere di conseguenza». E i dati - a firma dell'assessore Maurizio Bettini, anche lui presente all'incontro - sono arrivati. Dal 2002 al 2009 sono stati investiti sulle strisce pedonali 858 livornesi.
Il picco nel 2002, con 136 incidenti, poi ridotti a 96 nei dodici mesi successivi. E ancora 111 sinistri nel 2004, 90 nel 2005 106 nel 2006, 113 nel 2007 e 109 nel 2008. Lo scorso anno gli incidenti sono stati, invece, 97.
«A Livorno - attaccano i due consiglieri del Pdl - non si può stare sicuri neppure sulle strisce. Alla luce di questi dati drammatici che testimoniano la pericolosità delle nostre strade, chiediamo all'assessore alla mobilità di presentare un cronoprogramma degli interventi da iniziare quanto prima: installazione di dissuasori di velocità, manutenzione degli attraversamenti (molti non sono più visibili o si trasformano in trappole quando piove), controlli a tappeto su tutto il territorio senza rimpalli di responsabilità, come avviene per la statale che porta a Tirrenia (di competenza della Provincia, ndr) divenuta strada killer per pedoni, automobilisti e ciclisti». Una precisazione immediata da parte dell'assessore: i dissuasori (ad esempio i dossi di altezza variabile) non possono essere installati ovunque e possono creare problemi di responsabilità oggettiva quando c'è l'incidente. Bettini ha comunque annunciato l'avvio di alcuni interventi nei tratti più a rischio: viale Italia (soprattutto all'angolo con via Lepanto), viale Carducci, via Enriques e via Firenze.
Tra il 2003 e il 2009 gli incidenti "pedonali" sono costati al Comune 84 cause per lesioni fisiche o materiali, 54 delle quali sono ancora in corso.

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