Il Tirreno

Livorno

Il Consiglio di Stato dà l'ok al rigassificatore

Alessandro Guarducci
La gasiera che sarà trasformata
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La gasiera che sarà trasformata

I lavori per la realizzazione del rigassificatore al largo della costa possono andare avanti. Il Consiglio di Stato ha accolto in via definitiva i due appelli che erano stati presentati da Olt nei confronti di Greenpeace (il primo) e di Forum Ambientale, Medicina Democratica e un gruppo di cittadini (il secondo)

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LIVORNO. I lavori per la realizzazione del rigassificatore al largo della costa possono andare avanti. Il Consiglio di Stato ha accolto in via definitiva i due appelli che erano stati presentati da Olt nei confronti di Greenpeace (il primo) e di Forum Ambientale, Medicina Democratica e un gruppo di cittadini (il secondo), giudicando "inammissibili e/o irricevibili" i ricorsi che avevano presentato al Tar contro il decreto autorizzativo rilasciato nel febbraio 2006 dal ministero delle Attività produttive.

Con le sentenze depositate ieri l'altro nella segreteria della sesta sezione del Consiglio di Stato, che fanno seguito all'udienza del 15 dicembre, si chiude pertanto una vicenda giudiziaria che era iniziata proprio nel 2006 e che nel luglio 2008 aveva visto il Tar accogliere parzialmente le istanze delle associazioni ambientaliste e dei cittadini, con conseguente annullamento dell'autorizzazione. Olt aveva subito presentato appello contro le due sentenze e lo stop alla costruzione dell'impianto era durato poco più di un mese: i giudici del Consiglio di Stato, nel settembre dello stesso anno, avevano infatti ribaltato clamorosamente le decisioni del Tribunale amministrativo, disponendo la sospensione della loro efficacia. I giudici avevano ritenuto, all'epoca, «che l'appello di Olt è fondato su ragioni che ne rendono probabili l'accoglimento in sede di merito».

E così è avvenuto. Rispetto al contenzioso con Greenpeace, il Consiglio di Stato ha accolto l'appello di Olt ritenendo che il ricorso che in primo luogo aveva portato alla sentenza del Tar era «irricevibile o, comunque, improcedibile». Inoltre, secondo il Consiglio di Stato, Greenpeace aveva a suo tempo anche omesso di costituirsi in giudizio davanti al Tar «nel termine perentorio di 20 giorni». Nell'altra sentenza, i giudici hanno rilevato che i cittadini ricorrenti «non erano sufficientemente legittimati a intentare un'azione contro il progetto».

Tra i ricorrenti e l'impianto, sottolinea il Consiglio di Stato, manca un adeguata relazione di «vicinitas», intesa come uno «stabile collegamento» con l'area interessata dall'azione amministrativa, laddove tale «stabile collegamento» si differenzia dalla semplice residenza anagrafica perché richiede la prova (in questo caso mancante) che l'impianto che si contesta «sia almeno potenzialmente in grado di incidere sulla sfera giuridica (economica o personale) del ricorrente». Inoltre il ricorso «avrebbe dovuto già allora essere dichiarato irricevibile per tardività o, comunque, dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione».

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