Gioco
TRAGEDIA A MONSUMMANO
Ucciso da un infartodavanti alla fidanzata
Luigi Spinosi / Lara Loreti
Quarantacinque minuti che non passavano mai. L'ultimo tentativo disperato di salvare la giovane vita di Piero. Ma non c'è stato nulla da fare. Un malore, la corsa veloce verso l'ambulanza, il tentativo dei soccorritori di rianimarlo
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LIVORNO. Quarantacinque minuti che non passavano mai. L'ultimo tentativo disperato di salvare la giovane vita di Piero. Ma non c'è stato nulla da fare. Un malore, la corsa veloce verso l'ambulanza, il tentativo dei soccorritori di rianimarlo. Tutto inutile, il cuore di Piero Mori, livornese di 28 anni, residente in via Battisti, studente di scienze infermieristiche a Pistoia e grande appassionato d'arte, aveva cessato di battere per sempre. Un dramma vissuto sotto gli occhi di decine di persone, ieri pomeriggio in piazza Martini, in pieno centro di Monsummano, dove il giovane s'era trasferito da settembre.
L'allarme è scattato attorno alle 15, a Monsummano Alto. Qui, dallo scorso settembre, Piero Mori si era trasferito insieme alla fidanzata monsummanese Matilde, in un casolare in collina. Nel primo pomeriggio Piero ha accusato il malore. Un fortissimo dolore toracico che ha messo in allarme la sua compagna. È stata lei a dare l'allarme. La giovane ha avvertito il 118 e, per facilitare l'intervento dei soccorritori (dal momento che il casolare dove si trovavano è in una zona impervia), ha fatto salire il 28enne in auto fissando un punto d'incontro in piazza Martini. Qui sono intervenute l'ambulanza della Misericordia di Monsummano e l'automedica.
I soccorritori si sono subito resi conto della gravità del caso. Il giovane era ormai in arresto cardiaco. L'autovettura su cui si trovava, un fuoristrada Toyota, si è così trasformato in una sorta di clinica in cui medico e sanitari hanno fatto di tutto per cercare di far battere nuovamente il cuore di Piero Mori. Ma dopo quasi un'ora di massaggio cardiaco i soccorritori si sono dovuti arrendere, e non hanno potuto far altro che dichiararne la morte. Una tragedia consumatasi davanti a molti passanti e sotto gli occhi disperati di Matilde. Del resto occorreva intervenire con urgenza, ed è stato inevitabile prestare le prime cure direttamente sulla vettura. Alcuni lenzuoli sono stati sistemati attorno alla macchina per isolare la zona di attività dei medici, mentre carabinieri e polizia municipale cercavano di tenere lontano i curiosi.
Adesso resta da capire come sia stata possibile una morte del genere in un ragazzo così giovane. Per questo il sostituto procuratore di Pistoia Emiliano Raganella ha disposto l'autopsia, che sarà effettuata oggi. Tra le ipotesi quella di una malformazione cardiaca, oppure, dal momento che da qualche giorno soffriva di influenza, quella di una reazione allergica a un farmaco.
«Piero era un ragazzo socievole e sempre col sorriso sulle labbra - lo ricorda così l'amica Eleonora - Veniva sempre in biblioteca a Monsummano a studiare e se non trovava un pc libero si metteva a disegnare. Lo conoscevo da pochi mesi, ma era come se fossimo amici da sempre. Stavo andando in biblioteca quando ho incrociato la sua auto: Matilde era fuori, in lacrime. Lui a terra, stavano cercando di rianimarlo. È stata una sofferenza immane».
L'allarme è scattato attorno alle 15, a Monsummano Alto. Qui, dallo scorso settembre, Piero Mori si era trasferito insieme alla fidanzata monsummanese Matilde, in un casolare in collina. Nel primo pomeriggio Piero ha accusato il malore. Un fortissimo dolore toracico che ha messo in allarme la sua compagna. È stata lei a dare l'allarme. La giovane ha avvertito il 118 e, per facilitare l'intervento dei soccorritori (dal momento che il casolare dove si trovavano è in una zona impervia), ha fatto salire il 28enne in auto fissando un punto d'incontro in piazza Martini. Qui sono intervenute l'ambulanza della Misericordia di Monsummano e l'automedica.
I soccorritori si sono subito resi conto della gravità del caso. Il giovane era ormai in arresto cardiaco. L'autovettura su cui si trovava, un fuoristrada Toyota, si è così trasformato in una sorta di clinica in cui medico e sanitari hanno fatto di tutto per cercare di far battere nuovamente il cuore di Piero Mori. Ma dopo quasi un'ora di massaggio cardiaco i soccorritori si sono dovuti arrendere, e non hanno potuto far altro che dichiararne la morte. Una tragedia consumatasi davanti a molti passanti e sotto gli occhi disperati di Matilde. Del resto occorreva intervenire con urgenza, ed è stato inevitabile prestare le prime cure direttamente sulla vettura. Alcuni lenzuoli sono stati sistemati attorno alla macchina per isolare la zona di attività dei medici, mentre carabinieri e polizia municipale cercavano di tenere lontano i curiosi.
Adesso resta da capire come sia stata possibile una morte del genere in un ragazzo così giovane. Per questo il sostituto procuratore di Pistoia Emiliano Raganella ha disposto l'autopsia, che sarà effettuata oggi. Tra le ipotesi quella di una malformazione cardiaca, oppure, dal momento che da qualche giorno soffriva di influenza, quella di una reazione allergica a un farmaco.
«Piero era un ragazzo socievole e sempre col sorriso sulle labbra - lo ricorda così l'amica Eleonora - Veniva sempre in biblioteca a Monsummano a studiare e se non trovava un pc libero si metteva a disegnare. Lo conoscevo da pochi mesi, ma era come se fossimo amici da sempre. Stavo andando in biblioteca quando ho incrociato la sua auto: Matilde era fuori, in lacrime. Lui a terra, stavano cercando di rianimarlo. È stata una sofferenza immane».
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