Il Tirreno

Livorno

ROTONDA D’ARDENZA

Guerra legale per lo Chalet

Alessandro Guarducci
Guerra legale per lo Chalet

La vicenda del restauro dello Chalet della Rotonda d'Ardenza è ormai a un passo dal trasformarsi in un contenzioso legale. L'amministrazione comunale, nei giorni scorsi, ha infatti comunicato all'associazione temporanea d'impresa Frangerini/Engineering un termine perentorio per la firma della convenzione

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LIVORNO. La vicenda del restauro dello Chalet della Rotonda d'Ardenza è ormai a un passo dal trasformarsi in un contenzioso legale. L'amministrazione comunale, nei giorni scorsi, ha infatti comunicato all'associazione temporanea d'impresa Frangerini/Engineering un termine perentorio per la firma della convenzione, pena l'avvio del procedimento di revoca dell'aggiudicazione dei lavori accompagnato da una richiesta di risarcimento dei danni. Dall'altra parte, però, il legale delle due società si appresta a comunicare formalmente l'impossibilità ad adempiere a questa richiesta a causa dello stato di necessità in cui si trova la Engineering service srl, che ha subìto vari danni nel terremoto in Abruzzo, ed è pronto a far valere questa posizione in tutte le sedi competenti. Due posizioni difficilmente conciliabili. E a questo punto lo scontro legale sembra inevitabile.

La convenzione.
Questi i fatti. Ma la sensazione è che la partita - quella vera - si giochi su un altro campo: quello del contenuto della convenzione. Da Palazzo Civico è stato ripetuto più volte che l'atto è stato concordato in tutti i suoi punti, che le richieste di Frangerini ed Engineering sono state accolte e che il piano di impresa presentato in sede di gara fa comunque parte della convenzione stessa. Non sembrano essere dello steso avviso i privati, che si sono sempre mostrati tiepidi di fronte al documento che è stato approvato dalla giunta l'estate scorsa. Segno che c'è qualcosa che non va. Per esempio l'orario di apertura dello chalet, destinato a diventare un bar-ristorante con spazio per appuntamenti culturali e artistici: i privati hanno chiesto l'apertura no-stop 24 ore.
Un altro motivo di frizione è il potenziamento della cabina dell'Enel: a chi spetta l'onere economico? E ancora: Frangerini ed Engineering hanno chiesto che nello spazio esterno alla pineta della Ronda siano vietate in futuro le manifestazioni politiche e ricreative. Tutti punti, questi, su cui le parti si erano "scontrate" prima del terremoto dell'Aquila. E questo non può essere considerato un semplice particolare. Ma l'avvocato Luciano Barsotti, legale delle due società, smorza le divergenze: «È vero, dovremo affrontare qualche chiarimento in merito alla convenzione e risolvere qualche questione tecnica, ma sono sicuro che quando ci metteremo a un tavolo troveremo un accordo». Sarà, ma proprio la convenzione che dovrà regolare i rapporti tra Comune e privati - sia durante i lavori di restauro che nella successiva gestione della struttura - sembra essere il vero motivo del contendere.

«Ora basta».
Nel frattempo il sindaco Alessandro Cosimi non nasconde di aver perso la pazienza e anzi fa capire di non essere più disposto ad accettare ulteriori rinvii: in pratica chiede a Frangerini ed Engineering di dimostrare con i fatti se sono realmente intenzionati a mettere in piedi questa operazione. «Seguiamo con molta attenzione la questione - afferma - e posso dire che ora abbiamo raggiunto il limite massimo: credo che a questo punto ci voglia la massima serietà da parte di tutti».
Il sindaco, pur di arrivare a un'intesa definitiva, si dice anche pronto ad ascoltare le eventuali perplessità dell'associazione temporanea d'impresa. «Sicuramente ci sono stati dei problemi che non sono dipesi dalla volontà di chi si è aggiudicata la gara (il riferimento è ai danni che la società abruzzese Engineering ha subito dal terremoto, ndr) - afferma - però non si può continuare a dilazionare nel tempo i lavori. L'interesse dell'amministrazione è quello di recuperare il tempo perduto, quindi auspico che nella correttezza delle regole si possa trovare rapidamente una soluzione della vicenda. Se così non dovesse accadere, faremo valere i nostri diritti ricorrendo a tutti gli strumenti che la legge ci garantisce».

«Non possiamo».
Frangerini ed Engineering, nella comunicazione che è stata annunciata dal loro legale, ribadiranno però loro posizione: ci siamo aggiudicati la gara per i lavori di restauro dello chalet e per la successiva gestione della struttura, siamo interessati a realizzare l'operazione ma per il momento non siamo in grado di realizzarla.
«È vero che il nuovo decreto governativo sospende espressamente il pagamento delle tasse e dei tributi per le imprese colpite dal terremoto mentre la sospensione dei termini degli adempimenti contrattuali non è più indicata (lo era fino al 31 dicembre scorso, ndr) - spiega l'avvocato Luciano Barsotti - Ma lo stato di necessità in cui versa la Engineering service è indipendente dalla normativa: la sua sede operativa a L'Aquila non è ancora agibile, più stato di necessità di questo».
«La Engineering service srl - prosegue il legale livornese - che è la società capofila in questa operazione, non vuole rinunciare però ha dei problemi reali e oggettivi: per esempio il Comune ha ovviamente chiesto il versamento di una fidujussione a garanzia degli impegni assunti. Ma se Engineering ha l'attività praticamente bloccata come può chiedere e ottenere la fidejussione da una banca? Io credo che il Comune capirà: Engeenering vuol firmare la convenzione, ma lo farà appena ci saranno le condizioni per riprendere la normale attività». Toni conclianti, ma lo scontro è dietro l'angolo.

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