Il Tirreno

Livorno

TRAGEDIA

Stava per diventarepadre di due gemelli

Lara Loreti
<strong>LUNGA STORIA D’AMORE. </strong>Maffei stava con Alessia da otto anni
◗
LUNGA STORIA D’AMORE. Maffei stava con Alessia da otto anni

«Signora, suo marito ha avuto un incidente, dovrebbe venire in ospedale...». Ma Alessia Castelli, moglie di Gabriele Maffei, il pasticcere di 33 anni morto l'altra sera sul viale Nazario Sauro, all'ospedale c'era già. Da una decina di giorni è ricoverata a Pisa perché sta per partorire due gemelli. Una gravidanza tanto desiderata da entrambi i coniugi, che da anni aspettavano il primo figlio

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Signora, suo marito ha avuto un incidente, dovrebbe venire in ospedale...». Ma Alessia Castelli, moglie di Gabriele Maffei, il pasticcere di 33 anni morto l'altra sera sul viale Nazario Sauro, all'ospedale c'era già. Da una decina di giorni è ricoverata a Pisa perché sta per partorire due gemelli. Una gravidanza tanto desiderata da entrambi i coniugi, che da anni aspettavano il primo figlio. E invece il destino, quando il parto era vicino, s'è portato via Gabriele. Giovedì sera il giovane a bordo della sua nuova Cherokee intestata alla moglie, s'è schiantato contro un albero sul viale Nazario Sauro, all'altezza di via Caduti del lavoro, mentre andava in direzione mare. Era mezzanotte e venti quando, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo e ha sbattuto contro un pino.
Inutile la corsa in ospedale a bordo dell'ambulanza della Misericordia, giunta in pochi minuti da via Verdi.

La prima ad essere avvertita è stata proprio la moglie, le forze dell'ordine hanno trovato il suo numero sul cellulare di Maffei. La donna sconvolta, non potendosi muovere, ha dato l'allarme ai familiari, che si sono precipitati in ospedale.
Una famiglia numerosa e unita quella di Gabriele. Circa dodici anni fa il padre Gigi ha fondato la pasticceria la Fortezza, che ha sede a Stagno di fronte all'Eni. Un'attività ben avviata condotta da tutta la famiglia. Gabriele era il punto fermo della pasticceria. Lui aveva l'incarico, insieme allo zio Agostino, di consegnare le paste a bar ed esercizi. La Fortezza infatti rifornisce oltre la metà dei locali in città e Gabriele era conosciutissimo e molto apprezzato.

La notizia della sua morte ha sconvolto tutti, non solo le persone della sua grande famiglia, ma anche i numerosi clienti. Lo testimoniano gli zii che ieri, tra le lacrime, erano al lavoro, non potendo interrompere in nessun modo le consegne. «Gabriele era il nostro punto di riferimento - dice lo zio materno, Agostino Chifari - Un ragazzo buono, bravo, stimato e ben voluto. Qui in azienda tutto ruotava intorno a lui. È una tragedia nella tragedia». Sconvolto lo zio paterno Fabio Maffei: «È un dramma senza fine. E poi, se penso a quanto Gabriele aveva desiderato questi bambini... mi viene la pelle d'oca. Stare qui al lavoro ora, senza di lui, per noi è più doloroso che mai». Ma il lavoro in questo momento è l'ultimo dei pensieri nella famiglia Maffei: ogni attenzione è rivolta alla moglie Alessia. «Come faremo ora a farla stare tranquilla e a convincerla a non uscire dall'ospedale?», si chiede disperato lo zio Agostino. La giovane donna è incinta da sette mesi e mezzo: una gravidanza un po' problematica che l'aveva costretta qualche giorno fa al ricovero a Pisa per cercare di evotare un parto prematuro. Ma ora l'unico desiderio di Alessia è recarsi alla camera mortuaria dell'ospedale per abbracciare un'ultima volta il suo Gabriele. I due si erano sposati 5 anni fa, ma stavano insieme da circa 8. Una bella e lunga storia d'amore.

Dolore e incredulità anche in via Modigliani 4, alle Sorgenti, dove il giovane viveva da circa due anni con la moglie. La notizia ha fatto irruzione nel quartiere, come una freccia che trafigge il bersaglio alle spalle. «Non è possibile, Gabriele... ma perché?». Una domanda, un grido, che resta senza risposta. «L'avevo visto l'altro giorno - racconta un vicino - era preoccupato ma felice per la gravidanza di Alessia. Mi aveva raccontato che andava a Pisa tutti i giorni per trovarla». E c'era stato anche giovedì pomeriggio, qualche ora prima della tragedia. Un ultimo incontro, affettuoso e tenero come sempre.

Oltre alla moglie, il giovane lascia nel dolore i genitori Pierluigi e Graziella Chifari, la sorella Francesca, il fratellino, tutti gli zii, i cugini e tanti amici. «Era un tipo solare, trovava sempre qualcosa da fare e aveva tanti hobby - dice Agostino Chifari - A partire dai motori: era matto per moto, minimoto e auto. Da poco aveva preso la Cherokee al posto della vecchia Mercedes e poi spesso andavamo insieme in giro sulle due ruote. Amava tanto anche la musica, lo sport, in particolare la palestra, e l'elettronica».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini