Il Tirreno

Livorno

DOPO PENSIAMO ALLE OPERETTE...

Rigoletto voce e techno

Maurizio Costanzo
Paola Cigna nel Rigoletto
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Paola Cigna nel Rigoletto

Si inaugura la Stagione Lirica del Goldoni con un capolavoro di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Pavia, “Rigoletto”. Allestito con scene virtuali, perché non estendere l'idea a tutte le forme di spettacolo? di Maurizio Costanzo

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Oggi si inaugura la Stagione Lirica del Goldoni con un capolavoro di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Pavia, “Rigoletto”. Questo debutto, fortemente voluto da Marco Bertini e da Alberto Paloscia, rispettivamente presidente del consiglio di amministrazione del Teatro Goldoni e direttore artistico della stagione lirica e progetto mascagni sempre del Goldoni di Livorno, merita alcune considerazioni.

Innanzi tutto va ricordato che Bertini e Paloscia da anni sono impegnati non già e solo nella realizzazione di importanti stagioni liriche, ma nella ricerca di innovazioni, pur nel rispetto della tradizione. Ad esempio, questo "Rigoletto" si avvale di scenografie virtuali progettate ed eseguite da Arte & Spettacolo che ha come direttore Sebastiano Raffa.

Solo qualche anno fa sarebbe stato impensabile che un'opera lirica potesse venir allestita con scenografie virtuali proiettate e ancor meno che si potesse sviluppare una interazione tra il palcoscenico e lo schermo. Ebbene, la virtualità assai suggestiva, è entrata a pieno titolo nella lirica ed è una innovazione dalla quale, a mio parere, non si potrà più tornare indietro. C'è un coinvolgimento emotivo dello spettatore che supera quel bagaglio di emotività che la lirica ha comunque nel suo DNA. Attenzione: non parliamo di futuro ma di presente e principalmente, come già scritto, di innovazione contigua alla tradizione.

Merito sì a Sebastiano Raffa o al Direttore di questa edizione di "Rigoletto", Giuseppe Raffa, come al regista Renato Bonajuto, ma merito, permettetemi, di una realtà culturale come il Teatro Goldoni che ci ha creduto. Merito insomma di tutti, davanti e dietro il palcoscenico.
"Rigoletto" sarà replicato anche domani, mercoledì 20 gennaio.

Interessato e colpito dalla virtualità applicata alla lirica, mi chiedo, ma è una domanda oziosa in quanto certamente è già così, perché non applicarla ad ogni forma di spettacolo dal vivo e quindi anche alla prosa o al musical, per consentire un notevole abbattimento dei costi che non riguardano solo la realizzazione delle scenografie ma, in caso di tournée, dell'oneroso trasporto con relativo montaggio e smontaggio. Tranquillizzo gli artisti precisando che al momento la virtualità non potrà essere estesa a loro altrimenti la prospettiva sarebbe anche il pubblico virtuale.

Ai miei amici Bertini e Paloscia e a quanti lavorano alla Fondazione Teatro Goldoni, vorrei dire che l'evidente e crescente allungamento della vita media porterà, se non sta già portando, un incremento del pubblico che ama il melodramma, il grande melodramma che ha reso l'Italia famosa in tutto il mondo. Al di là perciò di far innamorare dell'opera i giovani, agevoliamo il riscatto di quanti amando la lirica hanno qualche tempo pensato che appartenesse alla loro gioventù e basta. A bassa voce vi dico e dico a Bertini: perché, caro Marco, non pensi anche ad una stagione di operette, riviste, ovviamente con la virtualità?

Raiuno, credo partendo da questo ragionamento, ha già mandato in onda con successo e sta confezionando prodotti che guardano proprio al melò.

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