Il Tirreno

Livorno

ELETTRONICA E STRAFALCIONI

Voglio un decoder per i canali in Viagra

Stefano Bartoli
Voglio un decoder per i canali in Viagra

Nel mondo dell’elettronica di consumo errori e strafalcioni abbondano, tanto che all’Ipercoop di Livorno è nato una specie di “archivio”

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Chissà come sarà il televisore a raggi catodici chiesto con insistenza da un distinto, ma convintissimo cliente. Oppure quel navigatore che, oltre alle mappe terrestri, doveva avere anche quelle stellari. O magari lo strano telefono «con ottomila watt di potenza» di cui aveva sentito parlare un signore rimanendone talmente incantato da correre a comprarne subito un esemplare.

Certo è che, se da una parte ci si meraviglia degli strafalcioni grammaticali e linguistici che emergono nella vita di ogni giorno (valga per tutti il recente concorso per un vigile urbano a Pitigliano dove i partecipanti sono stati tutti bocciati per evidenti lacune culturali), dall'altra si può solo sorridere a quello che accade nel frenetico mondo dell'elettronica di consumo.

Un settore dove errori e imprecisioni ormai abbondano, vista l'ampiezza della produzione, la continua e velocissima evoluzione di apparecchi e software, l'uso di termini tecnici spesso astrusi e quasi sempre legati alla lingua inglese. «Il consumatore alla fine rimane confuso - commentano al reparto multimedia dell'Ipercoop di Livorno dove lavorano una decina di addetti - ed a volte viene veramente da sorridere. E' per questo che da quando abbiamo aperto, e cioè nel 2003, teniamo una specie di diario delle richieste più grossolane e divertenti. Non vogliamo ovviamente offendere nessuno, ma è un modo di affrontare il problema. Comunque, nel giro di questi sei-sette anni abbiamo già riempito una specie di libro e ne abbiamo già iniziato un secondo che completiamo di giorno in giorno, ovviamente quando se ne presenta l'occasione».

E dell'argomento, che rientra comunque nel quadro ben più ampio e proccupante di un nuovo tipo di analfabetismo, se ne occupa in modo serio anche la rivista specializzata Eurosat nel numero attualmente in edicola, con l'elenco degli errori più comuni e le spiegazioni degli esperti. Situazioni che appaiono comunque meno frequenti nei negozi superspecializzati, come conferma Pierluigi Longiave, titolare dell'omonimo punto di vendita pisano: «A dire la verita da noi arrivano con le idee abbastanza chiare - spiega quest'ultimo -. Ed anche i più anziani tutto sommato se la cavano grazie all'aiuto dei figli che navigano su Internet e li informano delle ultime novità».

Lo schermo al plasmon. Sì, lo sappiamo, è la battuta nata praticamente insieme a questo tipo di apparecchi televisivi che una volta era costosissimi e che ora stanno ormai soccombendo rispetto ai cristalli liquidi. Ma sembra comunque che clienti che chiedono "schermi al plasmon" (invece ovviamente che al plasma) ne esistano davvero parecchi, con tutto il contorno legato alla sterminata offerta di canali gratuiti o a pagamento. E così, come spiegano ancora all'Ipercoop e su alcuni siti specializzati, fioccano richieste tipo: «Ce l'avete il medium per vedere le partite?» (il riferimento è alle tessere Mediaset Premium), «Vorrei un televisore ad alta dimensione» (invece che ad alta definizione), «Cerco un permesso per vedere il cinema» (si parla sempre di tessere per le pay-tv). Oppure c'è chi dice di essere in possesso di «decoder meccanici» (si intendeva analogici), di ricevitori «common-rail» (invece che common-interface), di apparecchi che non funzionano «perché forse si è rotta una valvola», anche se queste ultime non vengono più usate da decenni, di tubi catodici che diventano «caotici» o «catalittici».

Stampanti e megagiga. Ma all'ipermercato, come si sa, viene venduto di tutto ed allora sotto anche con gli strafalcioni a tutto campo. «Volevo una cartuccia per la stampante quadrata nera con lo sportellino, ma non mi ricordo la marca» è una delle frasi-chiave del libro redatto dagli addetti Coop, un'idea che va di pari passo con il «megagiga», unità di misura inventata lì per lì perché, come ha affermato un altro cliente che voleva un modem, «non mi intendo di computeristica». Anche se merita un posto tutto suo la richiesta di una «memoria esponenziale» per il cellulare.

Proprio i telefoni, insieme ai navigatori satellitari, danno inoltre vita a perle di rara bellezza, come il famoso telefonino ad ottomila watt, oppure di un apparecchio «con schermo tangiscreen» (si voleva dire touch-screen) od del «codex», termime alternativo per indicare il normale cordless. Ma nel diario dell'Ipercoop c'è finita anche la signora che voleva ricaricare il telefono di casa, cosa ovviamente possibile solo con i cellulari, e, venendo ai navigatori gps, quel cliente che ne cercava uno di tipo «stellare» o che non si limitasse alle sole carte terrestri.

Lavatrici e Viagra. Non si salvano neppure gli elettrodomestici più comuni, come le lavatrici. Sempre all'Ipercoop un evidente appassionato di calcio ha infatti avanzato la richiesta per un modello marca «Liverpool» (voleva dire Whirpool), mentre c'è chi tra i tanti televisori e lettori dvd si è messo a cercare un qualche tipo di trapano. E' però la tv terrestre o dal satellite che si guadagna le ultime citazioni. La prima sulle misteriose cam, cioè i moduli di accesso in cui si inseriscono le smart-card per decodificare i programmi, che diventano regolarmente web-cam, cioè le telecamere che si usano su Internet. E poi, sempre nel campo dei decoder, la confusione sui sistemi di codifica: è un classico la richiesta di apparecchi «Viagra» in grado di far vedere i programmi spagnoli trasmessi invece in Nagra, abbreviazione di Nagravision. Canali evidentemente molto stimolanti.

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