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IL MISTER AL TIRRENO

«Livorno, io ci resterei»Cosmi "assalito" dai tifosi

Alessandro Bernini
«Livorno, io ci resterei»Cosmi "assalito" dai tifosi

" Una piazza che mi affascina, mi stuzzica. Ma i matrimoni da sempre si fanno in due. Io sono disponibile". L'allenatore amaranto al forum con i tifosi che ci hanno tempestato di mail e telefonate: ecco il resonconto

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LIVORNO. Un'ora e mezzo senza tregua, senza respiro. Telefonate a raffica, sms, mail, tutti in cerca di un contatto con Cosmi. Che Serse avesse conquistato i tifosi amaranto si era capito, ma non fino a questo punto. Arrivato al nostro giornale con gli addetti stampa Mariolina Maggiori e Paolo Nacarlo, per il tecnico amaranto il filo diretto coi tifosi è stato un tuffo dentro una piscina piena di affetto e stima.

Pronti via e Alessandro Casarosa scoperchia subito il pentolone. «Buongiorno mister. Dipendesse dai tifosi, un bel rinnovo del contratto per 3 anni sarebbe già stato fatto. Ci sono presupposti perché lei possa rimanere a lungo a Livorno?». Gli occhi di Cosmi si illuminano. «Sì, da parte mia ci sono tutti i presupposti. L'idea di lavorare anche diversi anni in una piazza come Livorno mi affascina, mi stuzzica, ma i matrimoni si fanno sempre in due. A oggi devo solo pensare alla salvezza del Livorno, però non ho problemi a dire che da parte mia c'è la massima disponibilità a prolungare questo rapporto con Livorno».

È la prima goccia di un temporale d'amore. Matteo Bellesi bissa subito. «Caro mister la vorrei ringraziare per la chiarezza, passione, determinazione e sincerità. Non c'eravamo piu abituati dai tempi di Jaconi. Io sono di Firenze, se riesco a percepirlo anche da qui... Resti con noi». E Cosmi non si tira indietro «È un'idea che mi affascina anche perchè la città mi ha accolto benissimo. Guardi, è una cosa che spero anch'io».

Andrea di Ardenza insiste. «Serse, devi restare». E lui: «Non dipende solo da me. Ora dobbiamo salvarci, è la cosa piu difficile. Poi, 3 minuti dopo la salvezza, valuteremo col presidente. Io non ho alcuna riserva, anzi, resterei piu che volentieri».

Saverio Beccherini va oltre: «Lei caro mister è nato per allenare Livorno, resti qui per tanti anni e faremo grandi cose insieme». Cosmi raccoglie e rilancia: «Intanto mi auguro di salvare il Livorno, anche perchè quando sono arrivato tutta Italia dava questa squadra già per spacciata».

C'è anche chi ci tiene a fare i complimenti all'uomo prima che all'allenatore, «perché lei è proprio una bella persona», afferma Ubaldo Morelli, tifoso dai tempi Eccellenza. «Grazie, gli elogi come persona sono sempre rari. Essere valutato come allenatore è facile, come uomo è più difficile».

Nello scorrere delle domande respiri entusiasmo ma anche un pizzico di nostalgia. «Grande Serse, sei il numero uno. Peccato però che non hai conosciuto Livorno quando s'era davvero una bolgia...» sospira Marco. «Ho conosciuto questa piazza da avversario - dice Cosmi - e poi Mario Palazzi sa tutto di questa tifoseria. Vedi Marco, io credo che i tifosi non dovrebbero piangere sul passato, i ricordi devono solo aiutare a tornare grandi. E sono sicuro, perché lo vivo ogni giorno, che qui a Livorno si può ricreare un entusiasmo d'altri tempi. Io da parte mia prometto di mandare in campo una squadra che sappia sempre dare l'anima, come piace ai livornesi. E poi magari, se dovessi restare, mi piacerebbe anche creare un gruppo dove la livornesità sia un valore, poco importa se prendo un ragazzo dalla C2. Tutti devono fare un passo avanti, anche i tifosi per quanto possibile».

Fabio della curva nord rilancia: «Vorremmo che lei venisse a fare il tuffo sotto la nord insieme ai giocatori, e soprattutto deve sempre mandare la squadra a salutare la curva anche quando si perde, per i sacrifici che fanno i ragazzi della nord. Lei è uno di noi». Sorride Cosmi: «Per ora sotto la curva ci sono venuto solo contro la Sampdoria perché quella è stata una vittoria particolare. Comunque va bene qualsiasi iniziativa pur di legare ancora di più i tifosi a questa squadra».

Anche Simone, che si definisce «fresco di diffida» spera che Cosmi sia l'uomo giusto «per riportare l'entusiasmo allo stadio». La risposta è una perla: «Mi piacerebbe ricreare un piccolo calcio antico qui a Livorno. Io ci credo».

In questa ottica Sandro chiede: «Ti piacerebbe svolgere il tuo lavoro nell'ambito di una società dove trovassero spazio glorie amaranto cone Protti, Balleri e un domani i due Lucarelli?» Il tecnico allarga le braccia «È un problema della società, io non posso scegliere dirigenti o team manager». Poi sorride: «Se arriva uno di questi rischio anche che mi tolgano Mario Palazzi...».

Dopo però a Riccardo rivela: «Io ho sempre amato vivere dentro una città, credo che anche i giocatori dovrebbero fare altrettanto. Una volta ad Arezzo sentii un giocatore che non sapeva cos'era la Giostra del saracino, eppure eravamo già verso la fine del campionato. Quel giocatore il giorno dopo rimase in panchina. Per me tutti dovrebbero conoscere anche la storia di una società». La fiera appartenenza che tanto piace ai livornesi.

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di Redazione web