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Permessi auto per invalidi, caccia ai furbi

L’assessore Maurizio Bettini e alcuni posti riservati ai veicoli dei disabili
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L’assessore Maurizio Bettini e alcuni posti riservati ai veicoli dei disabili

Verifiche dei vigili urbani sui decessi per chiedere la restituzione dei tagliandi ai familiari dei titolari morti. «Spesso l'autorizzazione viene esposta anche se l'invalido non è a bordo»

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LIVORNO. Sembra che a Livorno quasi tutti abbiano un familiare invalido che necessiti di essere trasportato con l'auto. Non si spiega altrimenti il numero record di autorizzazioni rilasciate nella nostra città: stiamo parlando di ben 2.604 permessi auto per disabili, in pratica un tagliando ogni sessanta residenti. E l'assessore alla mobilità urbana Maurizio Bettini non ha alcun dubbio ad ammettere «che i tagliandi rilasciati sono troppi».

Ma il vero problema, come aggiunge Bettini, è che c'è «il malcostume di viaggiare nelle zone a traffico limitato e soprattutto di parcheggiare l'auto negli spazi riservati ai disabili, utilizzando il tagliando anche se in quel momento l'invalido a bordo non c'è».
Insomma, vigili urbani e tecnici dell'ufficio Traffico hanno la sensazione che il contrassegno arancione venga richiesto con troppa disinvoltura (magari denunciando l'effettiva invalidità di un parente, che però su quell'auto non salirà mai o quasi mai), al solo fine di procurarsi il vantaggio di transitare e parcheggiare un po' dappertutto, o che comunque si abusi della sua esposizione sul parabrezza dell'auto, magari solo per andare a fare la spesa senza perdere tempo a trovare un posto per parcheggiare.

Tutti comportamenti che finiscono con il danneggiare i veri disabili, coloro cioé che guidano veicoli con appositi comandi o che si fanno trasportare in auto dai familiari perché impossibilitati a farlo autonomamente: capita infatti molto spesso che queste persone non riescano a trovare posto negli spazi per la sosta a loro riservati, non solo perché questi sono occupati da auto senza contrassegno (un comportamento assolutamente incivile), ma perché ci sono anche auto che, pur avendo il permesso arancione, sono state lasciate lì da persone che avevano da sbrigare qualche commissione propria e non accompagnavano un invalido.

Per frenare questo fenomeno, oltre a sollecitare un maggiore senso senso civico, l'assessore Bettini ha annunciato un'intensificazione dei controlli. «Quelli più efficaci riguardano direttamente le autorizzazioni - afferma - Per sfrondare l'elenco dei beneficiari da chi in modo improprio è in possesso del contrassegno, l'ufficio Gestione Permessi ogni tre o quattro mesi effettua una verifica incrociata dell'elenco dei deceduti con quello dei tagliandi rilasciati. Nei casi in cui si accerti il decesso del titolare dell'autorizzazione, viene contattata la famiglia per segnalare la perdita di efficacia del documento e per chiedere la sua restituzione. Questa procedura è efficace nell'80% dei casi e permette di tenere sempre aggiornata la situazione dei permessi in vigore».

Oltre alle verifiche a tavolino, sono scattati anche i controlli in strada. «Però in questo caso il compito è più difficile - sottolinea l'assessore Bettini - Può capitare che un vigile scopra che chi è alla guida non sia il titolare del permesso o che sull'auto non ci sia la persona a cui è intestato il tagliando. Ma i conducenti spiegano che il titolare del permesso è in farmacia o dal medico, oppure dicono che stavano andando a prendere a casa il parente invalido: è sinceramente difficile accertare l'eventuale abuso».

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