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Marcello e le altre morti oscurei genitori marciano per la verità

Danilo Fastelli
Maria Ciuffi annuncia la marcia di sabato
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Maria Ciuffi annuncia la marcia di sabato

L'appello della madre di Marcello Lonzi, morto dietro alle sbarre nel 2003, è stato raccolto dalle famiglie delle vittime di altre morti "oscure". Sabato marceranno a Livorno per chiedere la verità e per protestare contro le condizioni in cui versano le carceri italiani

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Una manifestazione per chiedere che sulla morte in carcere di Marcello Lonzi, avvenuta alle Sughere l'11 luglio del 2003, sia fatta luce. E perché, quando manca ormai un passo alla chiusura dell'inchiesta, e si va verso la decisione sul rinvio a giudizio dei tre indagati, "non ci siano reticenze e insabbiature per coprire i responsabili". A organizzarla è la madre di "Marcellino", Maria Ciuffi, che da oltre sei anni lotta perché sulla morte di suo figlio venga fatta chiarezza.

L'appello di Maria Ciuffi ha raccolto l'adesione dei familiari e delle associazioni di altre - così vengono definite - "vittime dello Stato". Persone decedute in carcere. Ma anche ragazzi morti fuori dalle celle, in circostanze da chiarire, la cui tragica fine viene a vario titolo imputata da parte dei familiari a carico di uomini in divisa.

Così sfileranno insieme alla madre di marcello Lonzi le madri e i padri e le associazioni in memoria di Carlo Giuliani (morto a Genova il 20 luglio 2001, colpito dal proiettile sparato da un carabiniere durante gli scontri di piazza in concomitanza con il G8), Emanuel Eliantonio (morto a Genova nel carcere di Marassi il 23 dicembre 2007), Riccardo Rasman (morto il 27 ottobre del 2006 a Trieste, nella sua abitazione, dopo un intervento dei Vigili del Fuoco chiamati a forzare la porta d'ingresso), Niki Gatti (il cui cadavere fu ritrovato in una cella del carcere di Sollicciano, Firenze, il 24 giugno 2008), Aldo Bianzino (deceduto il 14 ottobre 2007 nel carcere di Capanne, a Perugia), Giulio Comuzzi (morto il 28 febbraio 2007 a Trieste in un centro di riabilitazione mentale), Stefano Frapporti (morto il 22 luglio 2009 nel carcere di Rovereto) e Davide Grigion. Presente anche l'associazione familiari e amici di Fausto e Iaio (Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, uccisi a Milano il 18 marzo 1978). Non ci saranno per impedimenti, salvo novità dell'ultima ora, i parenti di Stefano Cucchi e Federico Aldovrandi.

Sono attese circa ottocento persone per le strade del centro, all'appuntamento fissato da Maria Ciuffi per sabato 16 dicembre alle 11 in piazza della Repubblica. "I politici stiano lontani - dice Ciuffi - non voglio vedere bandiere di partito. Nessuno deve mettere il proprio vessillo su una manifestazione che è nata 'dal basso' e tale deve rimanere".  La marcia è stata indetta per chiedere che la magistratura vada fino in fondo "senza proteggere nessuno". La madre di Marcello lo dice chiaramente: "Non mi fido della magistratura, il caso di mio figlio è già stato archiviato una volta e solo grazie alla mia determinazione è stato riaperto".

"Non siamo qui per insabbiare nessun caso o per coprire alcuna responsabilità, il nostro mestiere è fare luce sui fatti", commenta il procuratore capo di Livorno, Francesco De Leo che conferma l'imminente chiusura del fascicolo d'indagine sul caso Lonzi.

Il movimento antagonista livornese si è reso disponibile a dare una mano sulla logistica della manifestazione. Un suo portavoce, Omar Franconi, auspica la massiccia partecipazione della società civile livornese e chiama a raccolta movimenti, associazioni e privati cittadini per questa "battaglia di civiltà".

"La determinazione di Maria è servita a restituire coraggio a tanti padri e madri con storie simili che si erano ormai rassegnati", dice Massimo De Santi, del Comitato internazionale Educazione per la Pace, che sottolinea come la marcia serva anche a reclamare un sistema giudiziario mirato al recupero del detenuto, nella città dove venne stampata la prima edizione del "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria.

Alberto Mari del Collettivo psichiatrico Antonin Artaud auspica che il movimento sollevato dalla marcia di Maria possa servire a rendere più trasparenti le strutture carcerarie.

Nell'ultimo anno nelle carceri italiane, sovraffollate oltre ogni ragionevole misura, con organici carenti e strutture sanitarie inadeguate, nel 2009 si sono suicidati 72 detenuti. È il record storico nel nostro Paese. Dal 1990 a oggi i casi di suicidio accertati sono stati 1.018. E tra queste ci sono anche decine di storie in bilico, casi sospetti a partire dall'analisi delle lesioni sui corpi delle vittime. Casi su cui la verità solo nel migliore dei casi viene approfondita dalla magistratura e accertata nelle aule dei tribunali.

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di Redazione web