Gioco
ALLUVIONE
Altri due mesi per riaprire l'Aurelia a Migliarino
Matteo Tuccini
L'acqua ha devastato il substrato della strada e l'asfalto non tiene più. I sopralluoghi dell'Anas confermano l'allungamento dei tempi. Insomma si andrà ben oltre la data prevista del 20 gennaio
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VIAREGGIO. Brutte notizie per gli automobilisti. Il tratto di Aurelia invaso dall’acqua del Serchio dopo l’esondazione di Natale a Migliarino non potrà essere riaperto prima di due mesi. I danni causati dall’alluvione, infatti, sono più seri del previsto.
Così dicono i tecnici dell’Anas, che ieri mattina hanno svolto un altro sopralluogo sulla strada statale. La società di gestione della rete viaria nazionale, dal canto suo, afferma che «per accelerare le procedure di intervento, abbiamo chiesto che i lavori siano inseriti dalla protezione civile tra quelli previsti per l’emergenza maltempo in Toscana». I danni. A quanto pare, l’acqua è filtrata sotto il manto e ha causato la formazione di una serie di bolle, che provocano uno sfaldamento continuo dell’asfalto.
Per una completa messa in sicurezza della strada, insomma, ci vorrà molto tempo: oltre al completo deflusso grazie al pompaggio del Consorzio di bonifica Versilia-Massaciuccoli, che sta svuotando l’area alluvionata, serviranno tutte le prove e le verifiche del caso, dopodiché si dovrà risistemare il manto con un piano di lavori adeguato. I tempi, insomma, si allungano.
E il termine del 20 gennaio, indicato in un primo momento dall’Anas come data buona per la riapertura dell’Aurelia, si rivela fallace. «I tecnici del compartimento Anas della Toscana - afferma in una nota la società - tengono costantemente sotto controllo la situazione della strada statale 1 Aurelia interrotta al chilometro 343. I recenti sopralluoghi confermano problemi di natura tecnica che, al momento, non consentono ancora di definire una tempistica certa: il rilevato stradale infatti è stato invaso da oltre 3 metri d’acqua che viene filtrata e eliminata dalle pompe messe in azione dal Consorzio di bonifica, che prevedono un abbassamento del livello di acqua di 5 centimetri al giorno».
Così dicono i tecnici dell’Anas, che ieri mattina hanno svolto un altro sopralluogo sulla strada statale. La società di gestione della rete viaria nazionale, dal canto suo, afferma che «per accelerare le procedure di intervento, abbiamo chiesto che i lavori siano inseriti dalla protezione civile tra quelli previsti per l’emergenza maltempo in Toscana». I danni. A quanto pare, l’acqua è filtrata sotto il manto e ha causato la formazione di una serie di bolle, che provocano uno sfaldamento continuo dell’asfalto.
Per una completa messa in sicurezza della strada, insomma, ci vorrà molto tempo: oltre al completo deflusso grazie al pompaggio del Consorzio di bonifica Versilia-Massaciuccoli, che sta svuotando l’area alluvionata, serviranno tutte le prove e le verifiche del caso, dopodiché si dovrà risistemare il manto con un piano di lavori adeguato. I tempi, insomma, si allungano.
E il termine del 20 gennaio, indicato in un primo momento dall’Anas come data buona per la riapertura dell’Aurelia, si rivela fallace. «I tecnici del compartimento Anas della Toscana - afferma in una nota la società - tengono costantemente sotto controllo la situazione della strada statale 1 Aurelia interrotta al chilometro 343. I recenti sopralluoghi confermano problemi di natura tecnica che, al momento, non consentono ancora di definire una tempistica certa: il rilevato stradale infatti è stato invaso da oltre 3 metri d’acqua che viene filtrata e eliminata dalle pompe messe in azione dal Consorzio di bonifica, che prevedono un abbassamento del livello di acqua di 5 centimetri al giorno».
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