Il Tirreno

Livorno

«Impegni scritti o sarà sciopero»

Cristiano Meoni
«Impegni scritti o sarà sciopero»

Maurizio Colombai, segretario provinciale della Filt Cgil, indica una via d'uscita dal cul de sac in cui si è infilato il porto: la Cgil ha dichiarato uno sciopero di 24 ore per venerdì, Cisl e Uil si sono dissociate, l'Autorità Portuale è apparsa irritata, le associazioni imprenditoriali sono furenti

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LIVORNO. «Possiamo anche revocare o sospendere lo sciopero se i lavoratori saranno d'accordo, ma chiediamo impegni scritti sulle questioni che abbiamo finora sollevato e che, purtroppo, non hanno ricevuto risposte adeguate: un accordo di salvaguardia dell'occupazione, della sicurezza, della relazioni sindacali». Maurizio Colombai, segretario provinciale della Filt Cgil, indica una via d'uscita dal cul de sac in cui si è infilato il porto: la Cgil ha dichiarato uno sciopero di 24 ore per venerdì, Cisl e Uil si sono dissociate, l'Autorità Portuale è apparsa irritata, le associazioni imprenditoriali sono furenti. «Lo sciopero è stato proclamato e resta proclamato - dice Colombai - Non spetta a noi decidere le iniziative per scongiurarlo. Ma è chiaro che non ci accontenteremo di parole. Questa è un'iniziativa autentica, che nasce da un sentimento molto nobile e lungimirante dei lavoratori portuali: la preoccupazione per il futuro del porto, non le piccole beghe quotidiane».

Leggendo il vostro volantino il porto sembra Beirut: violazione delle regole, concorrenza al ribasso, guerra di carte bollate, relazioni sindacali che vengono meno.
«Questa è la situazione che nelle assemblee hanno riportato i nostri delegati nelle aziende. La viviamo ogni giorno, la leggiamo sui giornali. C'è un progressivo deterioramento delle relazioni che è preoccupante: non riguarda più una sola azienda ma tante. Si cerca di approfittare della crisi per superare un modello. A fronte di questa situazione, i lavoratori hanno risposto in maniera forte e chiara».

Lo sciopero non è forse una risposta spropositata?
«E' stata una decisione ponderata, maturata dopo mesi e mesi di mancate risposte alle nostre sollecitazioni. Abbiamo presentato documenti alle autorità, abbiamo rilasciato interviste sui giornali, sollecitato discussioni, ma non siamo stati ascoltati in nessun modo. Per fare un accordo di salvaguardia, se si vuole, bastano quattro minuti».

Adesso vi ascolteranno. Che cosa chiedete per revocare o sospendere lo sciopero?
«Quello che non siamo riusciti a ottenere in tutti questi mesi: un impegno sottoscritto dalle parti sociali e dalle istituzioni che ci garantisca nel periodo che ci separa dalla ripresa. Anche il 2010 sarà difficile. Ebbene: chiediamo la salvaguardia dell'occupazione, l'impegno di tutti a fare il massimo perchè non si perdano posti di lavoro; la salvaguardia della sicurezza sui luoghi di lavoro, che è scesa sotto il livello di guardia. E poi vogliamo un ristabilimento di corrette relazioni sindacali. Abbiamo bisogno di impegni scritti, di qualcosa che ci vincoli tutti».

Ma mancano pochi giorni a venerdì.
«Se si vuole fare un accordo, si può. Le istituzioni mettano in campo tutte le loro capacità. Sappiamo che non è facile, ma il fatto di firmare tutti un documento nel quale diciamo basta alla deregulation e all'imbarbarimento delle relazioni può portare un clima più sereno. Se ci sarà quest'accordo, ci ritroveremo con i lavoratori e decideremo».

Si è parlato di uno sciopero contro Piccini...
«Lo ripeto: è uno sciopero "per" e non uno sciopero "contro". Ridurlo a un'iniziativa contro l'attuale gestione del porto è un tentativo maldestro per minimizzare la discussione. Non si vuol parlare dei problemi veri e allora si parla d'altro. Comunque, anche al vostro forum, ho detto che sarebbe positivo che vi fosse una riconferma del presidente dell'Autorità Portuale. Credo che non possano esserci fraintendimenti su come la pensiamo».

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