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Emergenza occupazione

Vendita Telegate, accordo quasi fatto

Operatori del 12.40 al lavoro nel call center di Telegate a Guasticce
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Operatori del 12.40 al lavoro nel call center di Telegate a Guasticce

La vendita di Telegate è a un passo dal traguardo. Da Torino filtrano indiscrezioni che parlano di un'accelerazione della trattativa per la cessione, da parte di Seat, dei due call center di Torino e Livorno. Fonti sindacali danno l'affare per già fatto

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LIVORNO. La vendita di Telegate è a un passo dal traguardo. Da Torino filtrano indiscrezioni che parlano di un'accelerazione della trattativa per la cessione, da parte di Seat, dei due call center di Torino e Livorno. Fonti sindacali danno l'affare per già fatto, tuttavia non c'è stata alcuna comunicazione ufficiale. La società che rileverebbe Telegate, e con essa i destini di quasi mille lavoratori, sarebbe la torinese Contacta. Una società nata nel 1997 e che si è progressivamente affermata in una gamma di servizi che va dalla ricerche di mercato alla promozione alla gestione di attività in outsourcing per conto di grandi gruppi: attività diverse da quella delle informazioni telefoniche che sono il core business di Telegate. Seicento i dipendenti, tutti impiegati nel call center di Contacta a Torino, e un fatturato che nel 2009 ha raggiunto i 30 milioni di euro.
Presto per dire se l'affare sarà davvero concluso ma il soggetto con cui trattare - partendo da una rosa di cinque pretendenti - è stato individuato. Una situazione che ha messon in allerta i sindacati torinesi. I lavoratori del call center di Torino, che rispondono al servizio 89.24.24, hanno scioperato tra il 31 dicembre e il 1 gennaio a tutela del loro posto di lavoro, chiedendo garanzie che, al momento, nessuno è in grado di dare. Rispetto ai colleghi livornesi, hanno una preoccupazione in più. Sono, infatti, inquadrati come lavoratori metalmeccanici, con un contratto di lavoro che rappresenta un'eccezione nel panorama variegato dei call center, e più economicamente vantaggioso di quello dei colleghi di Livorno (telecomunicazioni). Assunti come lavoratori delle telecomunicazioni anche gli operatori di Contacta, per il 70% a tempo indeterminato.
Magra consolazione, per i lavoratori livornesi, quella di avere di meno da perdere rispetto ai colleghi di Torino. Perchè a rischio, con la vendita di Telegate, non è tanto il tipo di contratto quanto il posto di lavoro. «Chi compra presenterà un piano di ristrutturazione e temiamo che ci saranno tagli al personale» commenta, preoccupato, il sindacalista della Fiom Cgil torinese Doriano Ravarino.
A inquietare i lavoratori di Telegate sono inoltre le scarsissime informazioni di cui dispongono. Se da una parte i vertici della società assicurano che tutto è ancora in alto mare - e che addirittura non è detto che i call center saranno venduti - dall'altra ufficiosamente filtrano notizie che indicano come l'affare bell'è fatto. E sono notizie che arrivano dall'interno delle società interessate.
E così a Torino si sciopera e a Livorno si proclama lo stato di agitazione, in attesa che la società rompa il silenzio e faccia chiarezza. Domani il presidente della Provincia Giorgio Kutufà - che ha seguito la vicenda passo per passo - scriverà all'amministratore delegato di Seat Pagine Gialle e al presidente della controllata Telegate Italia per manifestare la preoccupazione per l'incertezza che regna sul destino dei lavoratori del call center di Guasticce e per chiedere un incontro ufficiale ai massimi livelli. Un'iniziativa concertata con le rappresentanze sindacali aziendali nell'incontro che si è svolto mercoledì in Provincia. (c.m.)

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di Redazione web