Gioco
Famiglie in difficoltàAll'Ipercoop aumentano i furti di alimenti
◗
Una veduta dall’alto delle casse dell’Ipercoop di Porta a TerraDuecentoquarantamila euro di merce rubata in un anno, con un trend che ha visto i taccheggi raddoppiare nel giro di 5 anni. E negli ultimi tempi, oltre a beni e articoli di elettronica, salgono di numero e di valore i furti di generi alimentari, spesso nel segno di una difficoltà a far quadrare i bilanci familiari
4 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Duecentoquarantamila euro di merce rubata in un anno, con un trend che ha visto i taccheggi raddoppiare nel giro di 5 anni. E negli ultimi tempi, oltre a beni e articoli di elettronica, salgono di numero e di valore i furti di generi alimentari, spesso nel segno di una difficoltà a far quadrare i bilanci familiari.
Ecco l'elemento che esce dai dati dell'Ipercoop di Porta a Terra, una sede commerciale che comunque si dimostra più difesa di altri supermercati cittadini: in questi negozi i furti valgono l'1 per cento del bilancio, nella media europea di settore; all'Ipercoop, dove i sistemi di sorveglianza sono particolarmente efficaci, il dato scende di parecchio, attestandosi a circa lo 0,5% del bilancio.
A parlare del fenomeno, che come ogni anno ha la sua stagione di punta (ma anche di contromisure dell'azienda) per le feste natalizie, Andrea Falleni, responsabile sicurezza dell'Ipercoop. Falleni ricopre l'incarico dal 2004 e dal suo osservatorio privilegiato, (l'Ipercoop ha un sofisticato sistema di sorveglianza video) ha il polso del problema e conosce bene i trucchi per rubare e chi li mette in atto.
Nuovi poveri, nuovi ladri. «Le cose sono radicalmente cambiate in questi anni - spiega Falleni - e ora molti rubano generi alimentari». E accanto a cibi pregiati e costosi, spariscono dagli scaffali anche salumi e in genere beni che si possono nascondere in qualche modo addosso. E molti, approfittando del fatto che le pesate di frutta e verdura si fanno da soli, cercano di barare, in genere pesando la merce e poi aggiungendone un po' nella busta. «In questi casi cerchiamo di essere comprensivi - sottolinea il dirigente Ipercoop - quando ci accorgiamo dai monitor di questi episodi, mandiamo un addetto che, magari con una scusa, fa ripetere la pesata. Così evitiamo che queste persone, che oltretutto in genere cadono nel più violento imbarazzo, debbano fare i conti con denunce ed altro». A commettere questo genere di furtarelli persone di tutte le età, dalla madre che non ha i soldi per pagare il latte per la figlia ai pensionati che portano via il Polident, uno dei prodotti più rubati dell'ipermercato.
Elettronica che passione. E se sono cresciuti i furti di alimentari continuano quelli di prodotti elettronici. I beni più "gettonati" dai ladri sono le consolle per giochi elettronici, PlayStation e XBox in testa, ma anche i pc, specie i notebook, e i loro accessori, anche se qualcuno ha cercato di portare via televisori anche grandi, magari cercando di farli passare alla cassa grazie ad un bambino.
Paese che vai, furto che trovi. Falleni ha potuto constatare che spesso le varie tipologie di taccheggio si associano a persone di etnie diverse. In particolare per i furti di alimentari, la maggior parte dei responsabili sono nostri concittadini. Molti di loro spesso rubano per semplice fame, come fanno anche parecchi immigrati. Se invece spariscono bottiglie di liquori o di vino pregiato, i ladri in genere sono immigrati dell'Est, che poi li vendono come fanno con altri prodotti di fascia alta, come profumi e prodotti di bellezza. Sui prodotti elettronici, spesso si vedono agire vere e prooprie bande specializzate in questo tipo di furto, e anche qui spesso si tratta di immigrati, ma anche gli italiani si danno da fare il giusto.
Trucchi e contromisure. I trucchi dei ladri sono molti: «Si va dalle borse schermate per passare dai rilevatori delle casse - spiega Falleni - ai sistemi più o meno raffinati per togliere le placche antitaccheggio. Poi c'è anche stato chi, come una signora, ha nascosto dei porri nell'ombrello». Ma anche l'Ipercoop ha le sue contromisure: «Piuttosto che sui "gatti", gli incaricati che vanno aventi e indietro tra gli scaffali per sorprendere i taccheggiatori - sottolinea Falleni - noi ci basiamo sulla sorveglianza video e sull'esperienza. Spesso, specie se si tratta di gente che non è abituata a rubare, ci accorgiamo dall'atteggiamento nervoso e imbarazzato, che stanno per compiere un furtarello. E se si mettono qualcosa in tasca, mandiamo una persona che gli spiega che forse ha sbagliato a mettersela addosso». E per i professionisti del furto? «Li individuiamo spesso, come testimoniano gli articoli sui giornali di arresti e denunce dopo furti sventati all'Ipercoop».
Ma quanti sono i furti, più o meno gravi che vengono scoperti ogni giorno all'Ipercoop? «In media tre o quattro - conclude Falleni - tra quelli che portano alle denunce e quelli che in qualche modo risolviamo in via preventiva».
R.C.
Ecco l'elemento che esce dai dati dell'Ipercoop di Porta a Terra, una sede commerciale che comunque si dimostra più difesa di altri supermercati cittadini: in questi negozi i furti valgono l'1 per cento del bilancio, nella media europea di settore; all'Ipercoop, dove i sistemi di sorveglianza sono particolarmente efficaci, il dato scende di parecchio, attestandosi a circa lo 0,5% del bilancio.
A parlare del fenomeno, che come ogni anno ha la sua stagione di punta (ma anche di contromisure dell'azienda) per le feste natalizie, Andrea Falleni, responsabile sicurezza dell'Ipercoop. Falleni ricopre l'incarico dal 2004 e dal suo osservatorio privilegiato, (l'Ipercoop ha un sofisticato sistema di sorveglianza video) ha il polso del problema e conosce bene i trucchi per rubare e chi li mette in atto.
Nuovi poveri, nuovi ladri. «Le cose sono radicalmente cambiate in questi anni - spiega Falleni - e ora molti rubano generi alimentari». E accanto a cibi pregiati e costosi, spariscono dagli scaffali anche salumi e in genere beni che si possono nascondere in qualche modo addosso. E molti, approfittando del fatto che le pesate di frutta e verdura si fanno da soli, cercano di barare, in genere pesando la merce e poi aggiungendone un po' nella busta. «In questi casi cerchiamo di essere comprensivi - sottolinea il dirigente Ipercoop - quando ci accorgiamo dai monitor di questi episodi, mandiamo un addetto che, magari con una scusa, fa ripetere la pesata. Così evitiamo che queste persone, che oltretutto in genere cadono nel più violento imbarazzo, debbano fare i conti con denunce ed altro». A commettere questo genere di furtarelli persone di tutte le età, dalla madre che non ha i soldi per pagare il latte per la figlia ai pensionati che portano via il Polident, uno dei prodotti più rubati dell'ipermercato.
Elettronica che passione. E se sono cresciuti i furti di alimentari continuano quelli di prodotti elettronici. I beni più "gettonati" dai ladri sono le consolle per giochi elettronici, PlayStation e XBox in testa, ma anche i pc, specie i notebook, e i loro accessori, anche se qualcuno ha cercato di portare via televisori anche grandi, magari cercando di farli passare alla cassa grazie ad un bambino.
Paese che vai, furto che trovi. Falleni ha potuto constatare che spesso le varie tipologie di taccheggio si associano a persone di etnie diverse. In particolare per i furti di alimentari, la maggior parte dei responsabili sono nostri concittadini. Molti di loro spesso rubano per semplice fame, come fanno anche parecchi immigrati. Se invece spariscono bottiglie di liquori o di vino pregiato, i ladri in genere sono immigrati dell'Est, che poi li vendono come fanno con altri prodotti di fascia alta, come profumi e prodotti di bellezza. Sui prodotti elettronici, spesso si vedono agire vere e prooprie bande specializzate in questo tipo di furto, e anche qui spesso si tratta di immigrati, ma anche gli italiani si danno da fare il giusto.
Trucchi e contromisure. I trucchi dei ladri sono molti: «Si va dalle borse schermate per passare dai rilevatori delle casse - spiega Falleni - ai sistemi più o meno raffinati per togliere le placche antitaccheggio. Poi c'è anche stato chi, come una signora, ha nascosto dei porri nell'ombrello». Ma anche l'Ipercoop ha le sue contromisure: «Piuttosto che sui "gatti", gli incaricati che vanno aventi e indietro tra gli scaffali per sorprendere i taccheggiatori - sottolinea Falleni - noi ci basiamo sulla sorveglianza video e sull'esperienza. Spesso, specie se si tratta di gente che non è abituata a rubare, ci accorgiamo dall'atteggiamento nervoso e imbarazzato, che stanno per compiere un furtarello. E se si mettono qualcosa in tasca, mandiamo una persona che gli spiega che forse ha sbagliato a mettersela addosso». E per i professionisti del furto? «Li individuiamo spesso, come testimoniano gli articoli sui giornali di arresti e denunce dopo furti sventati all'Ipercoop».
Ma quanti sono i furti, più o meno gravi che vengono scoperti ogni giorno all'Ipercoop? «In media tre o quattro - conclude Falleni - tra quelli che portano alle denunce e quelli che in qualche modo risolviamo in via preventiva».
R.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
