Il Tirreno

Livorno

LA PROTESTA

Caos alle Poste di Porta a Terra

Lara Loreti
Accanto, da sinistra, la ressa al centro commerciale ieri pomeriggio e anziani all’interno della posta di via Azzati
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Accanto, da sinistra, la ressa al centro commerciale ieri pomeriggio e anziani all’interno della posta di via Azzati

Due cassiere per centinaia di persone, con code di 2/3 ore. Ressa pomeridiana ieri alle Poste dell'Ipercoop, le uniche aperte in città. Dal 24 al 31 dicembre, infatti, per le feste, gli uffici che di solito fanno orario continuato fino alle 19 (vie Cairoli, Azzati e La Rosa) sono chiusi

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LIVORNO. Due cassiere per centinaia di persone, con code di 2/3 ore. Ressa pomeridiana ieri alle Poste dell'Ipercoop, le uniche aperte in città. Dal 24 al 31 dicembre, infatti, per le feste, gli uffici che di solito fanno orario continuato fino alle 19 (vie Cairoli, Azzati e La Rosa) sono chiusi.

Decisione che ha scatenato un delirio nel piccolo ufficio dell'Ipercoop, dove ci sono solo due casse, che diventano una sola nella pausa pranzo, dalle 13.45 alle 14.45. Quella sede, infatti, era nata per offrire un servizio in più ai cittadini che si recano a far spesa nel centro commerciale e non certo per sostituire un ufficio di quartiere. Figuriamoci cosa può accadere se quella piccola filiale si trova a coprire le esigenze (pomeridiane) di un'intera città. Risultato: un caos generale. Ed è esattamente quello che è successo ieri pomeriggio.

Alle 13.30 chiudono i battenti tutti gli uffici postali cittadini e la gente si riversa all'Ipercoop.
Alle 14.25 circa la macchinetta dei numeri eroga il 386, ma alla cassa c'è il numero 260: ciò vuol dire 126 persone in attesa, più i titolari di carta Postamat (che seguono un'altra coda). Molti utenti, ovviamente, di fronte alla prospettiva di aspettare due-tre ore, rinunciano. C'è invece chi deve pagare bollettini in scadenza e non ha scelta. E così mette a frutto il tempo: pranzo veloce, la spesa al supermercato, un giro lento e approfondito ai negozi, e un buon caffè. A proposito di caffè, c'è anche chi riesce a beneficiare delle file. Ne sa qualcosa Claudio, che gestisce il bar che sta proprio accanto all'ufficio postale, "La Bottega del Caffè": «In questi giorni gli affari hanno subito un bell'incremento - racconta il gestore - La gente aspetta per ore alle poste, e durante l'attesa viene al bar a prendere un caffè o un succo... Noi non possiamo certo lamentarci».

Tuttavia, dopo aver fatto tutti i giri-shopping possibili, con una capatina anche a un negozio di telefonia per vedere i nuovi piani tariffari, sono le 15.30 e, davanti al numero 386, ci sono ancora 90 persone. Che fare? Ma come in tutte le storie che si rispettino, in questa cronaca di un ordinario pomeriggio di fila alle poste, non manca il colpo di scena: un giovane, che decide di rinunciare ala fila, altruisticamente offre il suo numero allo sfortunato utente del 386: sul biglietto c'è il 300! Un risparmio di 86 numeri, che vuol dire almeno un'ora e mezza in meno di attesa. Sono le 16: alla cassa c'è il numero 301, ma la macchinetta eroga il 500.

Per fortuna, da fine marzo i bollettini si potranno pagare on line dal conto bancario e in tabaccheria.

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