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COMMERCIO

La crisi mette in ginocchio anche i discount

Juna Goti
La crisi mette in ginocchio anche i discount

Anche il mondo della media distribuzione e dei discount inizia a scricchiolare sotto il peso della crisi economica e finanziaria. E i primi cedimenti si cominciano a registrare anche a Livorno.Tra pochi giorni, infatti, per l'esattezza il 31 dicembre prossimo, ad abbassare definitivamente la saracinesca sarà il grande punto vendita Dico di via Bandi

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LIVORNO. Anche il mondo della media distribuzione e dei discount inizia a scricchiolare sotto il peso della crisi economica e finanziaria. E i primi cedimenti si cominciano a registrare anche a Livorno.

Tra pochi giorni, infatti, per l'esattezza il 31 dicembre prossimo, ad abbassare definitivamente la saracinesca sarà il grande punto vendita Dico di via Bandi, attivo nel rione Garibaldi dagli anni Novanta. «Siamo in perdita da molti mesi - annuncia Federico Grillo, amministratore unico della Grillo Commerciale, società che da dieci anni gestisce sia il discount di via Bandi che l'affiliato Dico di via del Bosco - e di questi tempi tenere aperta un'attività per pagare a malapena gli stipendi dei dipendenti sarebbe davvero assurdo».

Eppure la crisi economica e la diminuzione dei consumi dovrebbe spingere sempre più clienti a rivolgersi proprio ai discount, dove è possibile acquistare prodoti di qualità, a prezzi inferiori a quelli di marca. A quanto pare, però, le cose non stanno proprio così: c'è troppa concorrenza anche tra queste strutture commerciali. «Ormai in città ci sono troppi discount - aggiunge - ben attrezzati e dotati di parcheggi. E la fetta di clienti, nonostante la crisi, è rimasta grossomodo la stessa».

Così, proprio nel bel mezzo delle festività natalizie, sono spuntati nel discount i cartelli che annunciano lo stop definitivo: «Si informano i signori clienti che questo negozio riaprirà il 28/12 a causa della chiusura definitiva del locale che avverrà il 31/12». E ancora: «Nei giorni 28, 29 e 30 sarà effettuata una vendita della merce rimanente con sconto alla cassa sul totale della spesa». Un duro colpo per molti residenti che ormai consideravano quello di via Bandi (circa 400 metri quadrati, tre dipendenti assunti a tempo indeterminato e qualche interinale) come un vero e proprio negozio di quartiere, una sorta di bottega di fiducia d'altri tempi.

E forse il problema sta proprio qui. "Riceviamo molti clienti - spiega il responsabile del punto vendita, Marco Ricci - come dimostrano i 500-600 scontrini giornalieri, che per un discount non sono niente male. Ma la spesa media va dai 7 ai 9 euro. Insomma, acquisti essenziali come zucchero, pasta, qualche cesto di insalata, che non permettono certo di fare cassa». Complice, come fanno notare dalla Grillo Commerciale, il recente fiorire di grandi market e discount in tutta la zona: dall'Eurospin al Penny, passando dall'altro super Dico di via Mastacchi.

Ma c'è anche la realtà di un quartiere che, come testimoniano gli addetti ai lavori, «spende poco e spesso non ce la fa ad arrivare a fine mese». La società che gestisce il negozio ha provato a restituirne la conduzione diretta alla catena Dico, che però ha rifiutato, essendo già in possesso del vicino negozio di via Mastacchi e degli altri due centri di via Lulli e Collinaia. Gli stessi dipendenti hanno cercato prima di ridurre gli orari di lavoro, poi di rilevare l'attività. Ma i bilanci non hanno lasciato vie d'uscita e il discount dovrà abbassare per sempre le saracinesche. Dalla Grillo almeno una rassicurazione per i lavoratori: «Saranno tutti riassorbiti nelle altre attività della società". Anche se viene da chiedersi che spazio potranno trovare, in futuro e per tutto il settore, gli interinali che fino ad oggi sono stati chiamati a raccolta nei momenti di piena.

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