Toscana
La contestazione
Scritte spray contro La Russa
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In alto, la scritta contro La Russa, sopra, quella inneggiante a Bobby Sands; a sinistra, quella per i 4 arrestati di PistoiaAltre frasi lasciate sui muri esaltano Lenin, l'Eta e l'Ira, oltre a chiedere la liberazione dei quattro giovani arrestati per i fatti di Pistoia
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LIVORNO. Quella che sembrerebbe essere stata una notte di Ntale alternativa, con una specie di marcia nelle vie del centro lasciandosi dietro una traccia di scritte contro il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ma anche contro banche ed eserciti e soprattutto in favore dei quattro arrestati per i fatti di Pistoia, oltre che per Stalin e Lenin, sta suscitando un vespaio di polemiche. Infatti le scritte hanno provocato l'immediata reazione del centrodestra cittadino, ma anche del ministro la Russa, che durante la visita in città ai paracadutisti della caserma Vannucci per gli auguri di Natale aveva anche citato la X Mas, formazione della Repubblica Sociale che combattè contro i partigiani.
I fatti si sono svolti intorno alla mezzanotte del 24, quando un gruppo di 25-30 giovani dei gruppi della sinistra antagonista livornese hanno fatto questa sorta di minicorteo per le strade del centro. Due di loro, a giudicare dalla grafia delle scritte, uno armato di bomboletta spray rossa, l'altro nera, hanno pensato bene di sottolineare il passaggio lasciando le scritet sui muri, in largo Duomo, via Cairoli, paizza Cavour e nella prima parteb di via Ernesto Rossi.
L'ouverture del raid grafico è stato un "La Russa m...», scritto con la vernice rossa in Largo Duomo, poi seguito da altre 20 scritte. Tra di esse diverse falci e martello, un paio di "viva Stalin" e "viva Lenin", e tre o quattro frasi che chiedevano la libertà per i quattro giovani livornesi ancora agli arresti domiciliari dopo essere stati accusati per l'irruzione alla Casa Pound di Pistoia.
Sempre in vernice rossa, altre frasi che inneggiavano all'Eta, alcune anche in lingua basca, e all'Ira, l'esercito repubblicano irlandese. Tra queste si segnala una scritta in perfetto stile anni'80, che recita "Bobby Sands vive", sul muro del liceo in via Ernesto Rossi. Bobby Sands è il militante dell'Ira che si lasciò morire di fame in prigione nel 1981 per protestare contro l'atteggiamento tenuto dal governo britannico nell'Irlanda del Nord e che riuscì a provocare un imponente moto di opinione pubblica in tutto il mondo verso la propria parte politica.
Conla vernice nera e firmate con il simbolo dei "nabat", altre due scritte: una, sulla vetrina della Bnl di via dei Carabinieri, che se la prende con "banche ladre e finanza assassina", ed un'altra in piazza Cavour che recita "eserciti assassini".
Le scritte sono state subito esaminate dalle forze dell'ordine, in particolare dalla Digos, che hanno iniziato le indagini per cercare di risalire ai loro autori.
I fatti si sono svolti intorno alla mezzanotte del 24, quando un gruppo di 25-30 giovani dei gruppi della sinistra antagonista livornese hanno fatto questa sorta di minicorteo per le strade del centro. Due di loro, a giudicare dalla grafia delle scritte, uno armato di bomboletta spray rossa, l'altro nera, hanno pensato bene di sottolineare il passaggio lasciando le scritet sui muri, in largo Duomo, via Cairoli, paizza Cavour e nella prima parteb di via Ernesto Rossi.
L'ouverture del raid grafico è stato un "La Russa m...», scritto con la vernice rossa in Largo Duomo, poi seguito da altre 20 scritte. Tra di esse diverse falci e martello, un paio di "viva Stalin" e "viva Lenin", e tre o quattro frasi che chiedevano la libertà per i quattro giovani livornesi ancora agli arresti domiciliari dopo essere stati accusati per l'irruzione alla Casa Pound di Pistoia.
Sempre in vernice rossa, altre frasi che inneggiavano all'Eta, alcune anche in lingua basca, e all'Ira, l'esercito repubblicano irlandese. Tra queste si segnala una scritta in perfetto stile anni'80, che recita "Bobby Sands vive", sul muro del liceo in via Ernesto Rossi. Bobby Sands è il militante dell'Ira che si lasciò morire di fame in prigione nel 1981 per protestare contro l'atteggiamento tenuto dal governo britannico nell'Irlanda del Nord e che riuscì a provocare un imponente moto di opinione pubblica in tutto il mondo verso la propria parte politica.
Conla vernice nera e firmate con il simbolo dei "nabat", altre due scritte: una, sulla vetrina della Bnl di via dei Carabinieri, che se la prende con "banche ladre e finanza assassina", ed un'altra in piazza Cavour che recita "eserciti assassini".
Le scritte sono state subito esaminate dalle forze dell'ordine, in particolare dalla Digos, che hanno iniziato le indagini per cercare di risalire ai loro autori.
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