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Livorno

TRAGEDIA

Malore fatale al cinemaMuore il re della Cassatina Dai-Dai

Chiara Castaldi
Malore fatale al cinemaMuore il re della Cassatina Dai-Dai

Un malore improvviso lo ha ucciso la sera di Natale, mentre era allamultisala Medusa a Porta a Terra con il figlio Bernardo. È morto così, a 58 anni, Antonio Bartoletti, il re della cassatina Dai Dai

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LIVORNO. Un malore improvviso lo ha ucciso la sera di Natale, mentre era allamultisala Medusa a Porta a Terra con il figlio Bernardo. È morto così, a 58 anni, Antonio Bartoletti, il re della cassatina Dai Dai, il gelato che tanti livornesi hanno imparatao ad apprezzare. Antonio Bartoletti, conosciuto a Castiglioncello come Tony, lascia tre figli, Bernardo appunto di 24 anni, Allegra di 28 e Rosa di 20, e la moglie Susanna.

Abitava in via del Poggetto, sopra la baia del Quercetano, nello stabile del Dai Dai, locale di proprietà della famiglia Bartoletti, dove risiedeva anche l'anziana mamma, Matilde Volterrani, che col marito Marcello Bartoletti ha gestito per mezzo secolo lo storico Tennis Club di Pineta Marradi. Tony era il mezzano di tre fratelli: Walter, il primogenito, che fa l'architetto, e Claudio detto "Dady", proprietario del locale "Bevafresca" di Guardistallo.

«È stato il figlio - racconta Giacomo Cantini, un amico di Castiglioncello - ad accorgersi che stava male. I soccorsi sono stati inutili. Non c'erano stati particolari campanelli d'allarme - dice Cantini. Ora è all'obitorio dell'ospedale di Livorno dove resterà fino a domani mattina. Poi, secondo la sua volontà, sarà cremato».

Dopo avere lavorato nell'attività di famiglia, nel 1984 acquistò i diritti di produzione della cassatina Dai Dai, recuperando la tradizione di un prodotto nato a Castiglioncello sul finire degli anni Venti. Un gelato a base di panna e glassa di cioccolato. Veniva trasportato su un carretto trainato da una ciuchina alla quale il padrone rivolgeva l'incitamento che poi ha dato il nome al prodotto. Il primo laboratorio Tony lo aprì a Casale. Dopo pochi anni si trasferì nella sede attuale, nel locale che all'epoca gestiva il padre Marcello, sopra il promontorio del Quercetano. In seguito anch'esso prese il nome "Dai Dai". Tony ha ampliato la produzione e l'ha differenziata, creando molte varianti del prodotto originario. Oggi ha una quindicina di dipendenti.

«Grazie a una convenzione con l'azienda Bindi - spiega Cantini - i prodotti Dai Dai vengono distribuiti in tutta Italia. E anche all'estero: in Russia, Svizzere, Germania Francia, Turchia, per una compagnia aerea degli Emirati Arabi, negli Stati Uniti. Stava pensando di creare un laboratorio a San Francisco. Era un autodidatta: ultimamente aveva studiato per mesi alla creazione di una nuova ricetta».

Autodidatta sì, ma con un'eredità importante: quella del babbo. Marcello Bartoletti fu l'istrionico gestore di celebri locali della Costa. Nel dopoguerra aveva rilevato il Tennis, poi gestì il "Chioma Beach" a Quercianella e il celebre "Fazzoletto", oltre allo stesso ristorante "Il Poggetto", che con Tony, diventò Dai Dai.

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