Gioco
LIVORNO PROMOSSA DA SOLE24ORE E ITALIA OGGI
Qualità della vita, che balzo ma i soldi dove sono finiti?
Mauro Zucchelli
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Nella nostra provincia trionfano le palestre e la voglia di sportLa (doppia) pagella del vivere bene quest'anno ci regala la gioia di una (doppia) promozione. Basta però ficcare il naso dentro le statistiche per accorgersi che, al di là delle cautele con cui vanno maneggiati questi "termometri" della febbre sociale, saltano agli occhi più contraddizioni di quante ci si immaginerebbe. Ad esempio, la più macroscopica riguarda il tenore di vita
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LIVORNO. La (doppia) pagella del vivere bene quest'anno ci regala la gioia di una (doppia) promozione. E se per i parametri di "Italia Oggi" siamo tutt'al più bravini (ma guadagnando metà classifica in un sol colpo così da balzare dal 65º al 35º posto), per il quotidiano confindustriale "Sole 24 Ore" eccoci a un passo dal Bengodi: 19ª posizione, undici gradini più su del 2008.
Basta però ficcare il naso dentro le statistiche per accorgersi che, al di là delle cautele con cui vanno maneggiati questi "termometri" della febbre sociale, saltano agli occhi più contraddizioni di quante ci si immaginerebbe. Ad esempio, la più macroscopica riguarda il tenore di vita (dove la nostra provincia fa un balzo in avanti dal 29º al 13º posto): al contrario, là dove la ricchezza si produce, nel capitolo lavoro e affari, ecco che scivoliamo giù dal 43º al 57º scalino.
Guardiamo, per dirne una, la crescita del Pil pro capite dal 2004 al 2008: Livorno è fra le 25 province dove la "torta" della ricchezza da distribuire è aumentata meno. Al tempo stesso, però, bruciamo tutto quel che è possibile nei consumi delle famiglie: qui altro che zona retocessione, siamo semmai fra le prime 12 in Italia. Meglio di tutta la fascia emiliana e del Nord Est. Eppure nel test sul "sentiment", cioè sulla percezione soggettiva dei problemi da parte degli abitanti, i livornesi non si strappano i capelli: siamo al 38º posto.
D'altronde, sarà il salmastro, la beata incoscienza, l'inverno mite (fino alla settimana scorsa) o la ripresina degli amaranto di mister Cosmi: fatto sta che torna un po' di sorriso fra i livornesi. Nel sondaggio in base alla percentuale di quanti vedono un miglioramento nella propria provincia rispetto a 2-3 anni fa, Livorno risale dal 81º al 62º posto. Non è granché ma nel 2005 eravamo quasi la maglia nera del pessimismo made in Italy.
Le dolenti note vengono da tre aspetti: uno lo segnala "Italia Oggi" al capitolo disagio sociale (siamo fra le 11 province dove ci sono più infortuni sul lavoro, fra le 10 con più disabili e fra le 20 con più parasubordinati); due li mette a fuoco il "Sole 24 Ore" indicando la fisionomia della popolazione (nascite, arrivi, rapporto giovani/anziani) e la microcriminalità (con una punta negativa per i furti in casa). E tuttavia va detto che l'aumento dei reati è stato meno drammatico che altrove negli ultimi cinque anni: più 24%, mentre a Pisa c'è stato il boom (più 54%).
Cos'è che funziona? Servizi e ambiente, giura "Il Sole": dal 26º all'11º posto (ma per la dotazione infrastrutturale, che ci vedeva stabilimente fra le prime cinque da anni, eccoci giù al 25º scalino). Idem "Italia Oggi", che addirittura divide questo settore in due e fa volare Livorno dalla parte bassa della graduatoria (65º) all'Olimpo delle prime dieci. Il segreto del successo è però, manco a dirlo, il tempo libero: siamo in 33ª posizione per numero di organizzazioni di volontariato e per numero di spettatori agli spettacoli, in 5ª per numero di cinema, in 10ª per numero di bar e ristoranti. E addirittura trionfiamo nell'indice dedicato allo sport. La sorpresa? Siamo anche un popolo di lettori: siamo al 14º posto in Italia per quanti libri divoriamo (e al 3º se escludiamo le città universitarie). Questo sì che è un miracolo.
Basta però ficcare il naso dentro le statistiche per accorgersi che, al di là delle cautele con cui vanno maneggiati questi "termometri" della febbre sociale, saltano agli occhi più contraddizioni di quante ci si immaginerebbe. Ad esempio, la più macroscopica riguarda il tenore di vita (dove la nostra provincia fa un balzo in avanti dal 29º al 13º posto): al contrario, là dove la ricchezza si produce, nel capitolo lavoro e affari, ecco che scivoliamo giù dal 43º al 57º scalino.
Guardiamo, per dirne una, la crescita del Pil pro capite dal 2004 al 2008: Livorno è fra le 25 province dove la "torta" della ricchezza da distribuire è aumentata meno. Al tempo stesso, però, bruciamo tutto quel che è possibile nei consumi delle famiglie: qui altro che zona retocessione, siamo semmai fra le prime 12 in Italia. Meglio di tutta la fascia emiliana e del Nord Est. Eppure nel test sul "sentiment", cioè sulla percezione soggettiva dei problemi da parte degli abitanti, i livornesi non si strappano i capelli: siamo al 38º posto.
D'altronde, sarà il salmastro, la beata incoscienza, l'inverno mite (fino alla settimana scorsa) o la ripresina degli amaranto di mister Cosmi: fatto sta che torna un po' di sorriso fra i livornesi. Nel sondaggio in base alla percentuale di quanti vedono un miglioramento nella propria provincia rispetto a 2-3 anni fa, Livorno risale dal 81º al 62º posto. Non è granché ma nel 2005 eravamo quasi la maglia nera del pessimismo made in Italy.
Le dolenti note vengono da tre aspetti: uno lo segnala "Italia Oggi" al capitolo disagio sociale (siamo fra le 11 province dove ci sono più infortuni sul lavoro, fra le 10 con più disabili e fra le 20 con più parasubordinati); due li mette a fuoco il "Sole 24 Ore" indicando la fisionomia della popolazione (nascite, arrivi, rapporto giovani/anziani) e la microcriminalità (con una punta negativa per i furti in casa). E tuttavia va detto che l'aumento dei reati è stato meno drammatico che altrove negli ultimi cinque anni: più 24%, mentre a Pisa c'è stato il boom (più 54%).
Cos'è che funziona? Servizi e ambiente, giura "Il Sole": dal 26º all'11º posto (ma per la dotazione infrastrutturale, che ci vedeva stabilimente fra le prime cinque da anni, eccoci giù al 25º scalino). Idem "Italia Oggi", che addirittura divide questo settore in due e fa volare Livorno dalla parte bassa della graduatoria (65º) all'Olimpo delle prime dieci. Il segreto del successo è però, manco a dirlo, il tempo libero: siamo in 33ª posizione per numero di organizzazioni di volontariato e per numero di spettatori agli spettacoli, in 5ª per numero di cinema, in 10ª per numero di bar e ristoranti. E addirittura trionfiamo nell'indice dedicato allo sport. La sorpresa? Siamo anche un popolo di lettori: siamo al 14º posto in Italia per quanti libri divoriamo (e al 3º se escludiamo le città universitarie). Questo sì che è un miracolo.
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