Gioco
Acque putride
Scarichi nei fossi, indaga la Procura
Luciano De Majo
Nei prossimi giorni il magistrato riceverà la relazione dalle Fiamme gialle. Sversamenti anche dai palazzi
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LIVORNO. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo d'indagine sugli scarichi abusivi nei fossi medicei. E la Guardia di Finanza ormai da diverse settimane sta lavorando per cercare di comporre un quadro organico della situazione.
Su delega della magistratura, i finanzieri hanno compiuto - e stanno ancora compiendo, secondo quanto sta emergendo - un accurato giro dei fossi. Stanno passando al setaccio scalandroni e cantine. E hanno visitato numerosi fondi, parlando con i proprietari e i gestori, chiedendo a loro informazioni su quali impianti e attrezzature hanno messo in funzione per evitare che gli scarichi delle loro attività finiscano in acqua.
Sono tante le cantine che si affacciano sui fossi. Alcune hanno un livello di manutenzione e di decoro apprezzabile, altre invece sono praticamente ruderi che avrebbero bisogno di lavori di ristrutturazione radicali. Eppure i fondi vuoti e abbandonati a se stessi si contano sulle dita di una mano, perché anche i bugigattoli più angusti vengono utilizzati come depositi di attrezzi per la pesca o utensili di vario tipo per eseguire qualche lavoretto, magari sulle imbarcazioni che sono ormeggiate nelle acque dei canali.
Esistono, poi, altre situazioni, sicuramente migliori dal punto di vista esteriore. Cantine ben curate, frequentate da molte persone, come quelle dei circoli della pesca che dai contributi dei loro soci traggono le finanze per mantenere un aspetto gradevole.
Davanti a una situazione del genere, nella quale le responsabilità sono tutt'altro che chiare, la Procura vuol vederci più chiaro sul fronte degli scarichi, delle quantità di materiale che ogni giorno finiscono nel circuito dei fossi da molte parti e anche sulla potenziale pericolosità delle sostanze che vengono sversate nelle acque dei nostri canali.
Se da un lato sono le cantine i locali dai quali possono provenire gli scarichi abusivi, dall'altro le maggiori responsabilità sembrano provenire dai numerosi palazzi dei quartieri che si affacciano sui fossi. Soprattutto quelli più vecchi presentano problemi alle condutture che danno origine a infiltrazioni destinate a finire nelle acque dei canali. E le tracce di queste perdite, spesso, si osservano a occhio nudo lungo le mura dei fossi e sugli scalandroni.
Una situazione estremamente complessa, che la Finanza sta cercando di ricostruire nei particolari per poi consegnare al magistrato il materiale su cui completare l'indagine e accertare le responsabilità.
Su delega della magistratura, i finanzieri hanno compiuto - e stanno ancora compiendo, secondo quanto sta emergendo - un accurato giro dei fossi. Stanno passando al setaccio scalandroni e cantine. E hanno visitato numerosi fondi, parlando con i proprietari e i gestori, chiedendo a loro informazioni su quali impianti e attrezzature hanno messo in funzione per evitare che gli scarichi delle loro attività finiscano in acqua.
Sono tante le cantine che si affacciano sui fossi. Alcune hanno un livello di manutenzione e di decoro apprezzabile, altre invece sono praticamente ruderi che avrebbero bisogno di lavori di ristrutturazione radicali. Eppure i fondi vuoti e abbandonati a se stessi si contano sulle dita di una mano, perché anche i bugigattoli più angusti vengono utilizzati come depositi di attrezzi per la pesca o utensili di vario tipo per eseguire qualche lavoretto, magari sulle imbarcazioni che sono ormeggiate nelle acque dei canali.
Esistono, poi, altre situazioni, sicuramente migliori dal punto di vista esteriore. Cantine ben curate, frequentate da molte persone, come quelle dei circoli della pesca che dai contributi dei loro soci traggono le finanze per mantenere un aspetto gradevole.
Davanti a una situazione del genere, nella quale le responsabilità sono tutt'altro che chiare, la Procura vuol vederci più chiaro sul fronte degli scarichi, delle quantità di materiale che ogni giorno finiscono nel circuito dei fossi da molte parti e anche sulla potenziale pericolosità delle sostanze che vengono sversate nelle acque dei nostri canali.
Se da un lato sono le cantine i locali dai quali possono provenire gli scarichi abusivi, dall'altro le maggiori responsabilità sembrano provenire dai numerosi palazzi dei quartieri che si affacciano sui fossi. Soprattutto quelli più vecchi presentano problemi alle condutture che danno origine a infiltrazioni destinate a finire nelle acque dei canali. E le tracce di queste perdite, spesso, si osservano a occhio nudo lungo le mura dei fossi e sugli scalandroni.
Una situazione estremamente complessa, che la Finanza sta cercando di ricostruire nei particolari per poi consegnare al magistrato il materiale su cui completare l'indagine e accertare le responsabilità.
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