La protesta
ECONOMIA IN CRISI
Livorno, chiude la Master a rischio anche Telegate
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Operatori al lavoro alla Telegate di GuasticceChiude la Master, azienda di telefonia di Livorno. Ancora non ci sono comunicazioni ufficiali ma la decisione è presa. L'attività potrebbe cessare il 31 dicembre. A rischio, sempre nella provincia, è anche la Telegate di Guasticce, quella del "12-40". Per la Master è stato inutile anche l'ultimo incontro con le banche
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LIVORNO. Chiude la Master, azienda di telefonia di Livorno. Ancora non ci sono comunicazioni ufficiali ma la decisione è presa. L'attività potrebbe cessare il 31 dicembre. A rischio, sempre nella provincia, è anche la Telegate di Guasticce, quella del "12-40". Per la Master è stato inutile anche l'ultimo incontro con le banche: gli istituti di crediti non hanno accettato il piano industriale proposto dai soci.
Un piano duro che avrebbe portato a una drastica riduzione degli addetti lasciandone al lavoro solo 20-30 ma che avrebbe tenuto in piedi l'attività.
La chiusura dell'azienda arriva per ragioni economiche, finanziarie, gestionali. La crisi mondiale ha fatto crollare le vendite di telefoni (apparecchi Nokia, Samsung, Lg) passate da 157 milioni nel 2007 a 87 milioni nel 2008. E gli investimenti fatti per diversificare la produzione, con incursioni nell'informatica, non hanno dato i frutti sperati. Anzi, hanno ulteriormente aggravato la situazione finanziaria. Fatale è stato il forte indebitamento con le banche, tanto che già l'anno scorso si prendeva in considerazione l'ipotesi della chiusura. Il sindacato chiede impegni a tutela dei lavoratori che perderanno il posto (un'ottantina): la proroga della cassa integrazione per un altro anno e garanzie per il pagamento di tutte le spettanze.
Intanto alla Telegate di Guasticce trema l'esercito del "12 40" che risponde alle chiamate di tutta Italia: 360 addetti che dopo una lunga battaglia per la conquista del posto fisso (vinta con la formula part time) ora potrebbero essere costretti a dover lottare per la difesa del lavoro. La Seat Pagine Gialle, proprietaria dei due call center Telegate italiani - a Torino e a Livorno - ha annunciato un consistente taglio dei costi e avviato un confronto coi sindacati. La società starebbe per cedere i centri Telegate. L'ipotesi di un acquirente estero è quella che più preoccupa i dipendenti.
Un piano duro che avrebbe portato a una drastica riduzione degli addetti lasciandone al lavoro solo 20-30 ma che avrebbe tenuto in piedi l'attività.
La chiusura dell'azienda arriva per ragioni economiche, finanziarie, gestionali. La crisi mondiale ha fatto crollare le vendite di telefoni (apparecchi Nokia, Samsung, Lg) passate da 157 milioni nel 2007 a 87 milioni nel 2008. E gli investimenti fatti per diversificare la produzione, con incursioni nell'informatica, non hanno dato i frutti sperati. Anzi, hanno ulteriormente aggravato la situazione finanziaria. Fatale è stato il forte indebitamento con le banche, tanto che già l'anno scorso si prendeva in considerazione l'ipotesi della chiusura. Il sindacato chiede impegni a tutela dei lavoratori che perderanno il posto (un'ottantina): la proroga della cassa integrazione per un altro anno e garanzie per il pagamento di tutte le spettanze.
Intanto alla Telegate di Guasticce trema l'esercito del "12 40" che risponde alle chiamate di tutta Italia: 360 addetti che dopo una lunga battaglia per la conquista del posto fisso (vinta con la formula part time) ora potrebbero essere costretti a dover lottare per la difesa del lavoro. La Seat Pagine Gialle, proprietaria dei due call center Telegate italiani - a Torino e a Livorno - ha annunciato un consistente taglio dei costi e avviato un confronto coi sindacati. La società starebbe per cedere i centri Telegate. L'ipotesi di un acquirente estero è quella che più preoccupa i dipendenti.
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