Gioco
IL DRAMMA
"Un soldo per un po' di miseria" Il freddo uccide il clochard
Lara Loreti
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In alto e a destra l’intervento dei carabinieri in via Masi al momento della morte di Mura"Mi dai una monetina? Ti do un etto di miseria!". In tanti lo ricordano così, con la sua mole imponente, la sua simpatica insistenza nel chiedere l'elemosina. Gigi Mura aveva 36 anni. È morto solo in una gelida notte d'inverno, in cui il freddo tagliava a fette l'aria come una lama sottile e spietata
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LIVORNO. "Mi dai una monetina? Ti do un etto di miseria!". In tanti lo ricordano così, con la sua mole imponente, la sua simpatica insistenza nel chiedere l'elemosina. Gigi Mura aveva 36 anni. È morto solo in una gelida notte d'inverno, in cui il freddo tagliava a fette l'aria come una lama sottile e spietata. Barbone noto in città, se n'è andato lunedì alle 21.30 in via Masi, nel camper che da troppo tempo era la sua casa. E potrebbero essere le temperature polari di questi giorni ad aver contribuito al malore fatale.
Oggi il medico legale Luigi Papi effettuerà l'autopsia sul corpo di Mura. Non si esclude che avesse assunto stupefacenti o altre sostanze nocive. Fatto sta che il freddo, secondo i medici, potrebbe essere una concausa del suo decesso. Da mesi infatti il trentaseienne dormiva nel camper, esposto ad ogni intemperie.
Un alloggio di fortuna che per quanto possa andar bene per passare le notti d'estate, d'inverno invece si rivela una cella frigorifera. Lì l'ha trovato Paolo, suo compagno di avventure. Era privo di sensi e gelido. Il giovane, che con lui divideva il camper, ha immediatamente chiamato i soccorsi e così il 118 ha inviato sul posto un'ambulanza della Svs. Il medico, tuttavia, non ha potuto far altro che constatare il decesso: per Mura non c'è stato nulla da fare.
Nel giro di pochi minuti sul posto sono arrivate anche le pattuglie del Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri. I militari hanno immediatamente avviato gli accertamenti per capire le cause della morte. A tale scopo hanno ascoltato la testimonianza dell'amico Paolo e di altre persone senza dimora che bazzicano la zona.
Da tener presente, che Mura conduceva uno stile di vita ai margini della società. La vita difficile lo aveva indurito e lo aveva spinto a condurre un'esistenza spesso sregolata, all'insegna dell'alcol e a volte della droga.
Mura era nato il 17 febbraio del 1973 a Lanusei, in provincia di Nuoro. Ma da oltre dieci anni viveva in città. Tuttavia, non si era mai integrato e non aveva mai lavorato regolarmente, manifestando sempre disagio nell'integrazione. Ultimamente, come accertato dai carabinieri, era anche tornato per un periodo in Sardegna, ma poi era rientrato in città.
Qui era molto conosciuto sia dagli ambienti della Caritas e dei Servizi sociali sia dai cittadini. Ogni giorno si recava in centro, in via Ricasoli, e chiedeva l'elemosina ai passanti.
Avanzava le sue richieste mai banalmente, ma sempre personalizzandole con un tocco di simpatia e di originalità.
Da anni ormai conduceva una vita ai margini e viveva si stenti.
Negli ultimi tempi, dopo esser stato spesso ospite della Caritas e dei centri per homeless, aveva trovato un alloggio provvisorio in via Masi, famigerata per la presenza di barboni, costretti a vivere in condizioni precarie sia dal punto di vista igienico sia per quanto riguarda la sicurezza.
Oggi il medico legale Luigi Papi effettuerà l'autopsia sul corpo di Mura. Non si esclude che avesse assunto stupefacenti o altre sostanze nocive. Fatto sta che il freddo, secondo i medici, potrebbe essere una concausa del suo decesso. Da mesi infatti il trentaseienne dormiva nel camper, esposto ad ogni intemperie.
Un alloggio di fortuna che per quanto possa andar bene per passare le notti d'estate, d'inverno invece si rivela una cella frigorifera. Lì l'ha trovato Paolo, suo compagno di avventure. Era privo di sensi e gelido. Il giovane, che con lui divideva il camper, ha immediatamente chiamato i soccorsi e così il 118 ha inviato sul posto un'ambulanza della Svs. Il medico, tuttavia, non ha potuto far altro che constatare il decesso: per Mura non c'è stato nulla da fare.
Nel giro di pochi minuti sul posto sono arrivate anche le pattuglie del Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri. I militari hanno immediatamente avviato gli accertamenti per capire le cause della morte. A tale scopo hanno ascoltato la testimonianza dell'amico Paolo e di altre persone senza dimora che bazzicano la zona.
Da tener presente, che Mura conduceva uno stile di vita ai margini della società. La vita difficile lo aveva indurito e lo aveva spinto a condurre un'esistenza spesso sregolata, all'insegna dell'alcol e a volte della droga.
Mura era nato il 17 febbraio del 1973 a Lanusei, in provincia di Nuoro. Ma da oltre dieci anni viveva in città. Tuttavia, non si era mai integrato e non aveva mai lavorato regolarmente, manifestando sempre disagio nell'integrazione. Ultimamente, come accertato dai carabinieri, era anche tornato per un periodo in Sardegna, ma poi era rientrato in città.
Qui era molto conosciuto sia dagli ambienti della Caritas e dei Servizi sociali sia dai cittadini. Ogni giorno si recava in centro, in via Ricasoli, e chiedeva l'elemosina ai passanti.
Avanzava le sue richieste mai banalmente, ma sempre personalizzandole con un tocco di simpatia e di originalità.
Da anni ormai conduceva una vita ai margini e viveva si stenti.
Negli ultimi tempi, dopo esser stato spesso ospite della Caritas e dei centri per homeless, aveva trovato un alloggio provvisorio in via Masi, famigerata per la presenza di barboni, costretti a vivere in condizioni precarie sia dal punto di vista igienico sia per quanto riguarda la sicurezza.
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