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BIMBE SCOMPARSE IN TUNISIA
GUARDA - IL VIDEOAPPELLO"Aiutatemi, rivoglio le mie figlie"
Laura Dini, livornese, da più di otto mesi vive in Tunisia ed è costantemente sulle tracce delle figlie scomparse dopo la separazione dal marito che le ha nascoste. Tutti i giorni percorre 100 km e va in cerca delle sue bimbe, ma da sola non ce la fa. "Mi rivolgo al governo italiano - dice - so che il ministro Frattini conosce il caso ma gli chiedo di fare un qualcosa in più" dall'inviato Cristiano Meoni
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TUNISI. «Mi chiamo Laura Dini e sono la mamma di Amira e Saida, le bambine di 2 e 5 anni che da otto mesi non riesco più a trovare perchè il babbo le ha portate in Tunisia e le ha nascoste». Due minuti di filmato, il tono fermo della voce che si incrina solo quando la mamma si rivolge alle sue bimbe. «Penseranno che le ho abbandonate. Amira, Saida - dice la mamma guardando dritta nella telecamera come se parlasse alle sue piccole - io non vi ho abbandonato, io sono qui e non mi muoverò da qui finchè non vi ritrovo, ve lo prometto, mamma ve lo promette».
GUARDA - L'APPELLO DELLA MAMMA PER TROVARE LE FIGLIE
Laura Dini ha affidato a un video il suo disperato appello da Tunisi. Dopo otto mesi di ricerche vane fra vicoli, commissariati e sedi diplomatiche, è stremata («io da sola non ce la faccio più, ho bisogno di aiuto») ma non doma. Si rende conto che volere è potere e allora si rivolge alle autorità italiane e tunisine. Solo un intervento dall'alto può rompere la penosa impasse che lascia in sospeso la sua vita da aprile.
Laura registra l'appello in un albergo di Tunisi, dove si è trasferita da alcuni giorni - risiede sulla costa a cento chilometri dalla capitale - per seguire più da vicino le ricerche delle piccole. La donna sa che il ministro degli Esteri Franco Frattini conosce il suo caso, glielo ha segnalato anche Maurizio Costanzo in una lettera pubblicata dal "Tirreno".
«Mi appello al governo italiano e in particolare al ministro Frattini - dice la mamma coraggio - Io so che è a conoscenza di tutto, però gli chiedo un qualcosa in più, un aiuto da vicino, che si prenda a cuore la questione». Ma Laura punta dritto a chi la può capire, cerca la comprensione e la complicità delle donne, delle mamme. «Chi è mamma mi capisce», capisce che non si può accettare di stare lontano dalle proprie figlie sapendo che sono vive, «ma io non so dove, nè con chi sono e così non posso più stare».
La polizia tunisina sta cercando le bambine ma le indagini si sono rivelate più complicate del previsto. Il quartiere dove potrebbero essere nascoste, Somrane, è una casbah inestricabile di vicoli dove tutti sono parenti o si conoscono o comunque si aiutano a vicenda. Il nuovo ambasciatore italiano a Tunisi, Pietro Benassi, appena si è insediato (1º dicembre), ha contattato un alto dirigente del ministero degli Esteri tunisino per sollecitare una soluzione. Un primo passo che può annunciarne altri più impegnativi, come riferiscono fonti diplomatiche, nel caso la situazione non si dovesse sbloccare. L'ambasciata di Rue de Russie monitora la vicenda quotidianamente e chiede pazienza: «E' solo una questione di tempi».
Laura Dini è fiduciosa che l'azione diplomatica darà frutti. Ma ha sentito l'urgenza di inserire, nel filmato, anche un appello al presidente della Tunisia Ben Alì, decisivo almeno quanto il ministro Frattini. Un uomo politico molto amato nel suo Paese. Poche frasi in francese in cui Laura Dini, piangente, chiede a Ben Alì di aiutarla a riabbracciare le sue figlie per costruire insieme a loro una vita in Tunisia.
C.M.
GUARDA - L'APPELLO DELLA MAMMA PER TROVARE LE FIGLIE
Laura Dini ha affidato a un video il suo disperato appello da Tunisi. Dopo otto mesi di ricerche vane fra vicoli, commissariati e sedi diplomatiche, è stremata («io da sola non ce la faccio più, ho bisogno di aiuto») ma non doma. Si rende conto che volere è potere e allora si rivolge alle autorità italiane e tunisine. Solo un intervento dall'alto può rompere la penosa impasse che lascia in sospeso la sua vita da aprile.
Laura registra l'appello in un albergo di Tunisi, dove si è trasferita da alcuni giorni - risiede sulla costa a cento chilometri dalla capitale - per seguire più da vicino le ricerche delle piccole. La donna sa che il ministro degli Esteri Franco Frattini conosce il suo caso, glielo ha segnalato anche Maurizio Costanzo in una lettera pubblicata dal "Tirreno".
«Mi appello al governo italiano e in particolare al ministro Frattini - dice la mamma coraggio - Io so che è a conoscenza di tutto, però gli chiedo un qualcosa in più, un aiuto da vicino, che si prenda a cuore la questione». Ma Laura punta dritto a chi la può capire, cerca la comprensione e la complicità delle donne, delle mamme. «Chi è mamma mi capisce», capisce che non si può accettare di stare lontano dalle proprie figlie sapendo che sono vive, «ma io non so dove, nè con chi sono e così non posso più stare».
La polizia tunisina sta cercando le bambine ma le indagini si sono rivelate più complicate del previsto. Il quartiere dove potrebbero essere nascoste, Somrane, è una casbah inestricabile di vicoli dove tutti sono parenti o si conoscono o comunque si aiutano a vicenda. Il nuovo ambasciatore italiano a Tunisi, Pietro Benassi, appena si è insediato (1º dicembre), ha contattato un alto dirigente del ministero degli Esteri tunisino per sollecitare una soluzione. Un primo passo che può annunciarne altri più impegnativi, come riferiscono fonti diplomatiche, nel caso la situazione non si dovesse sbloccare. L'ambasciata di Rue de Russie monitora la vicenda quotidianamente e chiede pazienza: «E' solo una questione di tempi».
Laura Dini è fiduciosa che l'azione diplomatica darà frutti. Ma ha sentito l'urgenza di inserire, nel filmato, anche un appello al presidente della Tunisia Ben Alì, decisivo almeno quanto il ministro Frattini. Un uomo politico molto amato nel suo Paese. Poche frasi in francese in cui Laura Dini, piangente, chiede a Ben Alì di aiutarla a riabbracciare le sue figlie per costruire insieme a loro una vita in Tunisia.
C.M.
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