Gioco
Tragedia nella notte
Bimbo di 8 mesitrovato dalla nonnamorto nella culla
Lara Loreti
Il piccolo Tommaso dormiva nella sua culla. Ma quando la nonna è andata a controllarlo, l'ha trovato immobile. Il bebè non rispondeva. Aveva appena otto mesi ed era molto malato. «Ho provato a scuoterlo, a rianimarlo, ma non dava segni di vita. Ho chiamato aiuto, ma è stato inutile»
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LIVORNO. Il piccolo Tommaso dormiva nella sua culla. Ma quando la nonna è andata a controllarlo, l'ha trovato immobile. Il bebè non rispondeva. Aveva appena otto mesi ed era molto malato. «Ho provato a scuoterlo, a rianimarlo, ma non dava segni di vita. Ho chiamato aiuto, ma è stato inutile». Tommaso è stato trasportato d'urgenza dalla Misericordia in pronto soccorso, dove tutto lo staff medico si è dato da fare per salvargli la vita. Ma il bimbo non s'è più svegliato. Tommaso Calabrò, nato da Alessia, 20 anni, e Daniele, idraulico in una ditta, ha sempre avuto gravi problemi di salute.
Aveva forti disagi respiratori e doveva alimentarsi con un sondino perché non riusciva a deglutire. Proprio per questo il piccolo veniva controllato spesso dai genitori e per sicurezza doveva stare sempre sdraiato su un fianco.
L'allarme è scattato ieri alle 5 in via di Popogna, dove vive la famiglia Calabrò. Il bimbo aveva mangiato alle 3 e fino a quell'ora era stato con i genitori e gli altri familiari. Poi alle 5 la nonna materna è andata a verificare come stesse e si è accorta che non respirava più. Immediatamente ha avvertito i genitori, che hanno chiamato il 118. Nel giro di pochissimi minuti sul posto sono arrivati i soccorritori della Misericordia insieme al medico del 118. Tutti hanno cercato di rianimarlo e poi l'hanno intubato e portato via. Intanto è stato allertato il pronto soccorso. I medici l'hanno provate tutte per farlo riprendere, ma non è stato possibile: il cuore del piccolo aveva cessato di battere.
«Aveva otto mesi, ma pesava appena cinque chili - racconta la nonna disperata - Del resto, cresceva piano piano perché non poteva mangiare normalmente. Sin dai primi giorni di vita è stato spesso in ospedale: è stato ricoverato a Livorno, Firenze e Pisa. Nel passato si era sentito male spesso ed episodi del genere erano già successi due volte, ma poi lui si era ripreso. Gli specialisti hanno cercato in tutti i modi di tenerlo in vita in questi mesi, ma alla fine se n'è andato».
I familiari sapevano che Tommaso era un bimbo a rischio, ma in cuor loro speravano sempre che si fosse potuto ristabilire, con il tempo. «È vero, eravamo coscienti del fatto che la sua salute fosse molto precaria, ma la speranza non ci ha mai abbandonato - dice la nonna - Quando ti trovi in una situazione del genere, non ci pensi alla morte. Credi sempre che le cose possano cambiare e preghi per un miracolo. Noi pensavamo che magari, crescendo, potesse essere sottoposto a qualche intervento chirurgico. E invece, purtroppo, è andata così...».
La salma del piccolo Tommaso è stata rimossa dal servizio funebre della Pubblica assistenza, che si occuperà del funerale. Il piccino ora è esposto nella camera mortuaria dell'ospedale. La cerimonia funebre ci sarà domani mattina alle 10 nella chiesetta in viale Alfieri. Poi il bebè sarà trasportato al cimitero dei Lupi per la sepoltura.
Aveva forti disagi respiratori e doveva alimentarsi con un sondino perché non riusciva a deglutire. Proprio per questo il piccolo veniva controllato spesso dai genitori e per sicurezza doveva stare sempre sdraiato su un fianco.
L'allarme è scattato ieri alle 5 in via di Popogna, dove vive la famiglia Calabrò. Il bimbo aveva mangiato alle 3 e fino a quell'ora era stato con i genitori e gli altri familiari. Poi alle 5 la nonna materna è andata a verificare come stesse e si è accorta che non respirava più. Immediatamente ha avvertito i genitori, che hanno chiamato il 118. Nel giro di pochissimi minuti sul posto sono arrivati i soccorritori della Misericordia insieme al medico del 118. Tutti hanno cercato di rianimarlo e poi l'hanno intubato e portato via. Intanto è stato allertato il pronto soccorso. I medici l'hanno provate tutte per farlo riprendere, ma non è stato possibile: il cuore del piccolo aveva cessato di battere.
«Aveva otto mesi, ma pesava appena cinque chili - racconta la nonna disperata - Del resto, cresceva piano piano perché non poteva mangiare normalmente. Sin dai primi giorni di vita è stato spesso in ospedale: è stato ricoverato a Livorno, Firenze e Pisa. Nel passato si era sentito male spesso ed episodi del genere erano già successi due volte, ma poi lui si era ripreso. Gli specialisti hanno cercato in tutti i modi di tenerlo in vita in questi mesi, ma alla fine se n'è andato».
I familiari sapevano che Tommaso era un bimbo a rischio, ma in cuor loro speravano sempre che si fosse potuto ristabilire, con il tempo. «È vero, eravamo coscienti del fatto che la sua salute fosse molto precaria, ma la speranza non ci ha mai abbandonato - dice la nonna - Quando ti trovi in una situazione del genere, non ci pensi alla morte. Credi sempre che le cose possano cambiare e preghi per un miracolo. Noi pensavamo che magari, crescendo, potesse essere sottoposto a qualche intervento chirurgico. E invece, purtroppo, è andata così...».
La salma del piccolo Tommaso è stata rimossa dal servizio funebre della Pubblica assistenza, che si occuperà del funerale. Il piccino ora è esposto nella camera mortuaria dell'ospedale. La cerimonia funebre ci sarà domani mattina alle 10 nella chiesetta in viale Alfieri. Poi il bebè sarà trasportato al cimitero dei Lupi per la sepoltura.
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