Gioco
Controversia Tia
Iva sulla Tia, intervenga il Governo
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Due netturbine dell’Aamps al lavoroNon è solo il premier Berlusconi a infischiarsene della Corte Costituzionale: basti pensare all'Iva sulla Tia, la tariffa che paghiamo per i rifiuti. La Consulta ha detto l'ultima parola su una controversia infinita: non può esserci una tassa (Iva) sulla tassa (Tia). Peccato che l'Aamps attenda chiarimenti e intanto continuiamo ad applicare l'Iva. Benché definitivamente dichiarata illegittima
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LIVORNO. Non è solo il premier Berlusconi a infischiarsene della Corte Costituzionale: basti pensare all'Iva sulla Tia, la tariffa che paghiamo per i rifiuti. La Consulta ha detto l'ultima parola su una controversia infinita: non può esserci una tassa (Iva) sulla tassa (Tia). Peccato che l'Aamps attenda chiarimenti e intanto continuiamo ad applicare l'Iva. Benché definitivamente dichiarata illegittima.
E' la prima grana che finisce sul tavolo del nuovo presidente Massimo Cappelli.
Ma dal fronte delle associazioni dei consumatori si punta a mettere sulla graticola il governo più che l'azienda: «La palla - dice Roberto Boschi, numero uno della Federconsumatori - è nelle mani del governo: o cancella la vecchia direttiva all'Agenzia delle Entrate o chiunque non applichi l'Iva rischia di finire paradossalmente nei guai come evasore solo perché applica la sentenza della Consulta. Anziché inviare raccomandate con richieste di rimborso che ora rischiano di essere inutili, è opportuno che ciascuno tiri la giacca dei politici. Lo dico soprattutto agli elettori del centrodestra: bisogna incalzare il governo».
Nel ping pong sulla Finanziaria è adesso sul tavolo un emendamento, proprio di marca Pdl, che immagina di rimborsare con uno sconto sull'Irpef l'Iva pagata negli anni scorsi: ma la spunterà?
Le imprese, comunque, non fanno mistero di avere un diavolo per capello: temono che alla fin fine la (dovuta) eliminazione del 10% di Iva inglobi il taglio del 5% della Tia promsso dal sindaco in campagna elettorale, come sottolinea Marco Valtriani, leader degli artigiani Cna.
Alzano la voce anche gli ecologisti di Verdi Ambiente Società: «L'Aamps deve rispettare la sentenza della Corte Costituzionale, e per farlo non ha che una strada: aspetti pure i chiarimenti ma intanto tolga l'Iva illegittima».
In effetti, molte aziende del settore sembrano voler fare finta di nulla come Aamps, eppure il "fronte del no" si sta incrinando: a Pontremoli la giunta di centrosinistra ha deciso di smettere di applicare l'Iva sulla Tia. E una grande città come Genova vuol fare qualcosa di simile.
Sull'applicazione dell'Iva sulla Tia dei prossimi anni il sindaco Alessandro Cosimi si era detto nei giorni scorsi pubblicamente «contrario all'ipotesi di applicare l'Iva sulle bollette del prossimo anno». E adesso aggiunge: «C'è una gran confusione normativa. Visto che quasi ovunque in Toscana l'Iva viene lasciata, è indispensabile un provvedimento che riveda complessivamente tutta questa materia e la renda equa perché non è pensabile che si vada in ordine sparso: qui si paga l'Iva e nella città accanto no». L'assessore al bilancio Valter Nebbiai preferisce dividere in due gli effetti della sentenza della Consulta La prima metà riguarda i rimborsi relativamente a quanto è accaduto negli anni scorsi: «E' realistico dire che la soluzione - afferma - sta in un provvedimento di legge perché le aziende l'Iva l'hanno già versata nelle casse dello Stato e obbligarle a restituirla significa mandarle tutte ko». Ma l'altra metà del ragionamento riguarda il futuro, e qui non ha molti dubbi: «La sentenza della Corte costituzionale si applica, punto e basta. Tutta questa querelle è un non-problema».
m.z.
E' la prima grana che finisce sul tavolo del nuovo presidente Massimo Cappelli.
Ma dal fronte delle associazioni dei consumatori si punta a mettere sulla graticola il governo più che l'azienda: «La palla - dice Roberto Boschi, numero uno della Federconsumatori - è nelle mani del governo: o cancella la vecchia direttiva all'Agenzia delle Entrate o chiunque non applichi l'Iva rischia di finire paradossalmente nei guai come evasore solo perché applica la sentenza della Consulta. Anziché inviare raccomandate con richieste di rimborso che ora rischiano di essere inutili, è opportuno che ciascuno tiri la giacca dei politici. Lo dico soprattutto agli elettori del centrodestra: bisogna incalzare il governo».
Nel ping pong sulla Finanziaria è adesso sul tavolo un emendamento, proprio di marca Pdl, che immagina di rimborsare con uno sconto sull'Irpef l'Iva pagata negli anni scorsi: ma la spunterà?
Le imprese, comunque, non fanno mistero di avere un diavolo per capello: temono che alla fin fine la (dovuta) eliminazione del 10% di Iva inglobi il taglio del 5% della Tia promsso dal sindaco in campagna elettorale, come sottolinea Marco Valtriani, leader degli artigiani Cna.
Alzano la voce anche gli ecologisti di Verdi Ambiente Società: «L'Aamps deve rispettare la sentenza della Corte Costituzionale, e per farlo non ha che una strada: aspetti pure i chiarimenti ma intanto tolga l'Iva illegittima».
In effetti, molte aziende del settore sembrano voler fare finta di nulla come Aamps, eppure il "fronte del no" si sta incrinando: a Pontremoli la giunta di centrosinistra ha deciso di smettere di applicare l'Iva sulla Tia. E una grande città come Genova vuol fare qualcosa di simile.
Sull'applicazione dell'Iva sulla Tia dei prossimi anni il sindaco Alessandro Cosimi si era detto nei giorni scorsi pubblicamente «contrario all'ipotesi di applicare l'Iva sulle bollette del prossimo anno». E adesso aggiunge: «C'è una gran confusione normativa. Visto che quasi ovunque in Toscana l'Iva viene lasciata, è indispensabile un provvedimento che riveda complessivamente tutta questa materia e la renda equa perché non è pensabile che si vada in ordine sparso: qui si paga l'Iva e nella città accanto no». L'assessore al bilancio Valter Nebbiai preferisce dividere in due gli effetti della sentenza della Consulta La prima metà riguarda i rimborsi relativamente a quanto è accaduto negli anni scorsi: «E' realistico dire che la soluzione - afferma - sta in un provvedimento di legge perché le aziende l'Iva l'hanno già versata nelle casse dello Stato e obbligarle a restituirla significa mandarle tutte ko». Ma l'altra metà del ragionamento riguarda il futuro, e qui non ha molti dubbi: «La sentenza della Corte costituzionale si applica, punto e basta. Tutta questa querelle è un non-problema».
m.z.
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