Gioco
ARTE
Tra acquatinte e pastellil'inconscio ha i colori di Mirò
Alice Barontini
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Una litografia di Mirò al Centro Arte GuastallaEra il 1972 quando Joan Mirò, in occasione della pubblicazione dell'edizione italiana del primo e secondo volume del Catalogo Ragionato delle sue litografie (edito da Graphis Arte di Livorno), realizzò un pastello su carta dedicato "a Giorgio Guastalla afectuosament"
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LIVORNO. Proprio da questa opera, significativa seppur sintetica, nasce la mostra "Il colore dei sogni", recentemente inaugurata al Centro Arte Guastalla.
In esposizione, oltre al pastello, ci saranno sessanta opere grafiche originali, realizzate dagli anni '50 e rappresentative delle varie tecniche usate da Mirò.
Si tratta di litografie coloratissime, incisioni di grande impatto visivo, acquatinte e carborundum dalle quali traspare lo stile di Mirò, surrealista capace di dar vita a segni fantastici e fiabeschi, evocativi dell'inconscio.
In mostra merita particolare interesse una rara litografia del '53: Centenarie Mourlot, per commemorare il centenario della stamperia Mourlot di Parigi, punto di riferimento dei più importanti artisti del Ventesimo secolo.
La grafica occupa un posto di primo piano nella produzione artistica di Mirò, anche per la quantità di opere realizzate. In questo campo Mirò era un grande sperimentatore. Dopo il dominio della tecnica dell'incisione tradizionale infatti entrò in contatto con mezzi diversi per produrre nuovi effetti materici. Oltre ad opere come "Archipel sauvage" e "Barrio chino"(1971), "Le trubadour"(1976) e "Colpir sense nafrari"(1981) ne sono esposte altre create per illustrare opere letterarie. Ci sono per esempio le litografie della serie "Ubu Roi" di Jarry del 1966, "Bouquet de reves pour Neila" (1967) di Ivan Gool, "Cahiers d'ombres" (1971) di Denis, e ancora "Oda a Joan Mirò" (1973) di Joan Brossa.
INFO: La mostra è aperta fino al 28 febbraio in via Roma, 45 (tel. 0586 808518, e mail. info@guastallacentroarte.com). Tutti i giorni 10-13 / 16,30-20 escluso sabato pomeriggio e domenica. A dicembre apertura anche il sabato pomeriggio.
In esposizione, oltre al pastello, ci saranno sessanta opere grafiche originali, realizzate dagli anni '50 e rappresentative delle varie tecniche usate da Mirò.
Si tratta di litografie coloratissime, incisioni di grande impatto visivo, acquatinte e carborundum dalle quali traspare lo stile di Mirò, surrealista capace di dar vita a segni fantastici e fiabeschi, evocativi dell'inconscio.
In mostra merita particolare interesse una rara litografia del '53: Centenarie Mourlot, per commemorare il centenario della stamperia Mourlot di Parigi, punto di riferimento dei più importanti artisti del Ventesimo secolo.
La grafica occupa un posto di primo piano nella produzione artistica di Mirò, anche per la quantità di opere realizzate. In questo campo Mirò era un grande sperimentatore. Dopo il dominio della tecnica dell'incisione tradizionale infatti entrò in contatto con mezzi diversi per produrre nuovi effetti materici. Oltre ad opere come "Archipel sauvage" e "Barrio chino"(1971), "Le trubadour"(1976) e "Colpir sense nafrari"(1981) ne sono esposte altre create per illustrare opere letterarie. Ci sono per esempio le litografie della serie "Ubu Roi" di Jarry del 1966, "Bouquet de reves pour Neila" (1967) di Ivan Gool, "Cahiers d'ombres" (1971) di Denis, e ancora "Oda a Joan Mirò" (1973) di Joan Brossa.
INFO: La mostra è aperta fino al 28 febbraio in via Roma, 45 (tel. 0586 808518, e mail. info@guastallacentroarte.com). Tutti i giorni 10-13 / 16,30-20 escluso sabato pomeriggio e domenica. A dicembre apertura anche il sabato pomeriggio.
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