Gioco
Livorno, troppe rapinechiude l'ufficio postale
Jimmy Morrone
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Clienti sconcertati davanti alle Poste chiuse in via PannocchiaChiuso per troppe rapine. Da ieri le Poste di via Pannocchia, hanno ufficialmente e a tempo indeterminato interrotto la propria attività. I clienti arrivano, salgono sulle scale del terrazzino, fanno per entrare e quasi sbattono nella porta scorrevole. Fissa, bloccata. Dentro luci spente, i macchinari e i due postamat esterni staccati. Niente da fare: l'ufficio non aprirà
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LIVORNO. Da ieri le Poste di via Pannocchia, hanno ufficialmente e a tempo indeterminato interrotto la propria attività.
Questo è l'ufficio da dove i malviventi hanno portato via oltre 400mila euro il primo dicembre, fatto che ha dato origine al provvedimento clamoroso e del tutto eccezionale dell'Ente, raramente adottato in casi come questi, se non per brevi periodi. Sulla porta un avviso spiega che l'ufficio dal 9 dicembre sarà «temporaneamente» chiuso (fino a quando?), e che il pagamento delle pensioni avverrà allo sportello di via Azzati (zona via Provinciale Pisana), aperto anche nel pomeriggio (dalle 8.15 alle 19), mentre per le altre operazioni si indicano le Poste più vicine, sugli Scali Bettarini e alle Fonti del Corallo.
«L'ufficio in via Pannocchia ha subito quattro rapine negli ultimi tre anni - spiegano da Poste Italiane a Firenze - i clienti del quartiere potranno appoggiarsi alla succursale 6 in attesa di nuove decisioni, prese di concerto fra azienda e questura». Insomma, una rapina così grave, in un ufficio che ha già fatto felici i rapinatori in passato, è un motivo valido per giustificarne la chiusura. «Per motivi di sicurezza, dato che si tratta di episodi criminosi reiterati, è possibile chiudere - conferma Giuseppe Luongo, sindacalista della Slc-Cgil - per domani (oggi, ndr) ho chiesto un incontro con la direzione, per discutere diversi aspetti che non possono essere lasciati in sospeso». Se l'incontro si terrà, i temi riguarderanno tre versanti: il primo quello dei dipendenti di Livorno 7, da ieri dislocati negli uffici 6, 8, Fonti del Corallo e Livorno Centro, con turni (anche doppi) e orari in molti casi differenti. Verrà poi sottolineato che lo sportello di via Azzati, in un periodo oltretutto di festa, non può reggere il volume di traffico che inevitabilmente si porterà dietro (qualche giorno fa lo sportello Fonti del Corallo per assicurare il servizio fino alle 19.30 ha dovuto interrompere la distribuzione dei biglietti già alle 17.30). Infine si discuterà del disagio che la clientela dovrà sopportare recandosi in altre succursali. Da quanto trapela l'ufficio di via Pannocchia dovrebbe essere abbandonato per una nuova sede, anche perché quella attuale si è dimostrata priva di ogni minima sicurezza. «L'errore è stato aver scelto quell'edificio, assolutamente inadatto - prosegue Luongo - metterlo in sicurezza ora è impresa complicata, meglio una diversa sede nel quartiere. Ma credo che una soluzione, prima di 5-6 mesi, non sarà facile trovarla».
Questo è l'ufficio da dove i malviventi hanno portato via oltre 400mila euro il primo dicembre, fatto che ha dato origine al provvedimento clamoroso e del tutto eccezionale dell'Ente, raramente adottato in casi come questi, se non per brevi periodi. Sulla porta un avviso spiega che l'ufficio dal 9 dicembre sarà «temporaneamente» chiuso (fino a quando?), e che il pagamento delle pensioni avverrà allo sportello di via Azzati (zona via Provinciale Pisana), aperto anche nel pomeriggio (dalle 8.15 alle 19), mentre per le altre operazioni si indicano le Poste più vicine, sugli Scali Bettarini e alle Fonti del Corallo.
«L'ufficio in via Pannocchia ha subito quattro rapine negli ultimi tre anni - spiegano da Poste Italiane a Firenze - i clienti del quartiere potranno appoggiarsi alla succursale 6 in attesa di nuove decisioni, prese di concerto fra azienda e questura». Insomma, una rapina così grave, in un ufficio che ha già fatto felici i rapinatori in passato, è un motivo valido per giustificarne la chiusura. «Per motivi di sicurezza, dato che si tratta di episodi criminosi reiterati, è possibile chiudere - conferma Giuseppe Luongo, sindacalista della Slc-Cgil - per domani (oggi, ndr) ho chiesto un incontro con la direzione, per discutere diversi aspetti che non possono essere lasciati in sospeso». Se l'incontro si terrà, i temi riguarderanno tre versanti: il primo quello dei dipendenti di Livorno 7, da ieri dislocati negli uffici 6, 8, Fonti del Corallo e Livorno Centro, con turni (anche doppi) e orari in molti casi differenti. Verrà poi sottolineato che lo sportello di via Azzati, in un periodo oltretutto di festa, non può reggere il volume di traffico che inevitabilmente si porterà dietro (qualche giorno fa lo sportello Fonti del Corallo per assicurare il servizio fino alle 19.30 ha dovuto interrompere la distribuzione dei biglietti già alle 17.30). Infine si discuterà del disagio che la clientela dovrà sopportare recandosi in altre succursali. Da quanto trapela l'ufficio di via Pannocchia dovrebbe essere abbandonato per una nuova sede, anche perché quella attuale si è dimostrata priva di ogni minima sicurezza. «L'errore è stato aver scelto quell'edificio, assolutamente inadatto - prosegue Luongo - metterlo in sicurezza ora è impresa complicata, meglio una diversa sede nel quartiere. Ma credo che una soluzione, prima di 5-6 mesi, non sarà facile trovarla».
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