Gioco
LIVORNO
Restaurare i portici? Bologna ha fatto così
Alessandro Guarducci (ha collaborato Roberto Riu)
Al centro del programma di riqualificazione del centro cittadino ("Pensiamo in Grande" è lo slogan che il sindaco Alessandro Cosimi ha lanciato per questa operazione), l'amministrazione comunale ha messo il restauro dei portici di via Grande, largo Duomo, via del Tempio, via di Franco, piazza Grande, via Cogorano e via Pieroni che oggi si trovano in una situazione di serio degrado. L'intervento si annuncia di per sé molto complesso.
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LIVORNO. Al centro del programma di riqualificazione del centro cittadino ("Pensiamo in Grande" è lo slogan che il sindaco Alessandro Cosimi ha lanciato per questa operazione), l'amministrazione comunale ha messo il restauro dei portici di via Grande, largo Duomo, via del Tempio, via di Franco, piazza Grande, via Cogorano e via Pieroni che oggi si trovano in una situazione di serio degrado. L'intervento si annuncia di per sé molto complesso. E a renderlo ancora più complicato è il fatto che dal punto di vista economico i lavori dovrebbero essere quasi interamente a carico dei proprietari dei palazzi che si affacciano sui portici.
Il Comune, di conseguenza, dovrà per prima cosa convincere oltre un migliaio di cittadini - tanti sono i proprietari di appartamenti, uffici e fondi commerciali situati lungo i portici - a "frugarsi" per finanziare il completo rifacimento della pavimentazione e il restauro delle colonne. Poi non sarà un compito facile mettere tutti i privati d'accordo sulle caratteristiche del progetto: il materiale da utilizzare per il pavimento, la sua colorazione, la tipologia di arredi, l'imbiancatura delle facciate, etc. Infine dovrà decidere come comportarsi con i commercianti-proprietari che già chiedono sgravi fiscali per il periodo dell'esecuzione dei lavori.
Un primo assaggio di queste difficoltà si avrà nell'assemblea con i proprietari (o gli amministratori di condominio con delega) che l'amministrazione comunale ha convocato per la metà di gennaio. L'obiettivo del Comune è di raccogliere proposte, idee e suggerimenti entro febbraio, per poi presentare un progetto di massima nel giugno prossimo.
Una scadenza breve, fin troppo ottimistica, soprattutto se si compara con la tempistica con cui hanno dovuto fare i conti le amministrazioni con analoghi problemi. E' il caso di Bologna e dei suoi famosi portici che, proprio a partire dalle prossime settimane, saranno oggetto di un intervento di manutenzione straordinaria. Per far partire l'operazione "restauro della pavimentazione dei portici", l'amministrazione emiliana ha infatti impiegato più di due anni per riuscire a convincere cittadini e commercianti. E ha dovuto mettere sul piatto anche degli importanti sgravi fiscali.
Le analogie tra l'intervento che presto inizierà a Bologna e quelle di Livorno sono tantissime. A cominciare dallo status giuridico dei portici che, anche nel capoluogo felsineo, sono di proprietà privata con servitù di passaggio pubblica.
In conseguenza di ciò, le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei portici sono a carico dei privati, proprio come a Livorno (dove il Comune si accolla la manutenzione dei lampioni e le spese per l'illuminazione).
A Bologna i privati si sono riuniti in consorzi al fine di eseguire i lavori, mentre il Comune si è ritagliato il ruolo di coordinatore del restauro. La stessa cosa che vorrebbe fare l'amministrazione livornese.
Per incentivare i commercianti-proprietari a contribuire i lavori, l'amministrazione bolognese si è poi impegnata ad esonerare i privati dal canone di occupazione di suolo pubblico, oltre che dal pagamento della concessione per gli impianti pubblicitari collocati in corrispondenza dei cantieri (il tutto ovviamente per il periodo della durata dei lavori, che a Bologna è stata fissata in 2 anni).
Visto il buon risultato conseguito dall'amministrazione bolognese, forse è proprio il caso che la giunta comunale livornese segua l'esempio.
Il Comune, di conseguenza, dovrà per prima cosa convincere oltre un migliaio di cittadini - tanti sono i proprietari di appartamenti, uffici e fondi commerciali situati lungo i portici - a "frugarsi" per finanziare il completo rifacimento della pavimentazione e il restauro delle colonne. Poi non sarà un compito facile mettere tutti i privati d'accordo sulle caratteristiche del progetto: il materiale da utilizzare per il pavimento, la sua colorazione, la tipologia di arredi, l'imbiancatura delle facciate, etc. Infine dovrà decidere come comportarsi con i commercianti-proprietari che già chiedono sgravi fiscali per il periodo dell'esecuzione dei lavori.
Un primo assaggio di queste difficoltà si avrà nell'assemblea con i proprietari (o gli amministratori di condominio con delega) che l'amministrazione comunale ha convocato per la metà di gennaio. L'obiettivo del Comune è di raccogliere proposte, idee e suggerimenti entro febbraio, per poi presentare un progetto di massima nel giugno prossimo.
Una scadenza breve, fin troppo ottimistica, soprattutto se si compara con la tempistica con cui hanno dovuto fare i conti le amministrazioni con analoghi problemi. E' il caso di Bologna e dei suoi famosi portici che, proprio a partire dalle prossime settimane, saranno oggetto di un intervento di manutenzione straordinaria. Per far partire l'operazione "restauro della pavimentazione dei portici", l'amministrazione emiliana ha infatti impiegato più di due anni per riuscire a convincere cittadini e commercianti. E ha dovuto mettere sul piatto anche degli importanti sgravi fiscali.
Le analogie tra l'intervento che presto inizierà a Bologna e quelle di Livorno sono tantissime. A cominciare dallo status giuridico dei portici che, anche nel capoluogo felsineo, sono di proprietà privata con servitù di passaggio pubblica.
In conseguenza di ciò, le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei portici sono a carico dei privati, proprio come a Livorno (dove il Comune si accolla la manutenzione dei lampioni e le spese per l'illuminazione).
A Bologna i privati si sono riuniti in consorzi al fine di eseguire i lavori, mentre il Comune si è ritagliato il ruolo di coordinatore del restauro. La stessa cosa che vorrebbe fare l'amministrazione livornese.
Per incentivare i commercianti-proprietari a contribuire i lavori, l'amministrazione bolognese si è poi impegnata ad esonerare i privati dal canone di occupazione di suolo pubblico, oltre che dal pagamento della concessione per gli impianti pubblicitari collocati in corrispondenza dei cantieri (il tutto ovviamente per il periodo della durata dei lavori, che a Bologna è stata fissata in 2 anni).
Visto il buon risultato conseguito dall'amministrazione bolognese, forse è proprio il caso che la giunta comunale livornese segua l'esempio.
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