Sicurezza
Livorno
Due bambine sparite nel nulla
Luciano De Majo
Saida ha compiuto cinque anni a luglio, Amira ne farà tre nel prossimo febbraio. Nate a Livorno, da madre livornese e padre tunisino, adesso non si sa dove si trovino. E la famiglia della mamma rivolge un appello alle istituzioni
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LIVORNO. Saida ha compiuto cinque anni a luglio, Amira ne farà tre nel prossimo febbraio. Nate a Livorno, da madre livornese e padre tunisino, adesso non si sa dove si trovino. E la famiglia della mamma rivolge un appello alle istituzioni.
Elio Dini e Cinzia Cipolli, i nonni delle due piccole, non sanno che cosa fare perché le bambine tornino alla madre, che ormai da un anno le sta cercando in Tunisia. Il padre di Amira e Saida si chiama Nabil Zakraoui. Nel 2001 sposò Laura Dini. Poi, dopo la nascita delle figlie, il rapporto si logora e la donna chiede la separazione. Malgrado questo, nel novembre del 2008 decide di seguire Nabil a Tunisi, per un breve soggiorno, salvo poi scoprire, la notte prima della partenza, che lui e le bambine non sarebbero tornati in Italia il giorno seguente.
«Nostra figlia - raccontano Elio e Cinzia - non sapeva cosa fare. Tornò in Italia, ma prima contattò la nostra ambasciata a Tunisi. E una settimana dopo riprese l'aereo per andare nuovamente in Tunisia». E' in questo momento che Laura Dini comincia la sua battaglia. Una battaglia difficile, che però dopo una lunga serie di vicissitudini riesce a vincere: tanto la giustizia italiana quanto quella tunisina, nella quale non ha mai smesso di avere fiducia, le affidano le bambine. Ma è tutto inutile, perché lei le figlie non le vede da otto mesi. L'8 aprile 2009 il padre preleva Saida e Amira dall'asilo dove vanno, a Rades, nella zona di Tunisi. Lo fa con le maniere spicce, aggredendo le insegnanti e portandole via di forza. Da quel giorno, Laura non sa più dove siano le sue figlie. Anche perché, nel frattempo, Nabil viene arrestato.
«Nessuno sa dove siano le nostre nipoti - dicono addolorati Elio Dini e Cinzia Cipolli - perché lui non parla, dice soltanto che le bimbe stanno bene ma non vuol dire dove si trovino. Nostra figlia ha dovuto sopportare di tutto: per alcuni giorni è stata perfino segregata in casa dal marito, i lucchetti alle finestre, e solo l'intervento della polizia ha potuto farla uscire nuovamente».
Saida e Amira, finché hanno vissuto a Livorno, avevano amici e amiche. La prima frequentava l'asilo "I girasoli" di viale Marconi, l'altra il nido di Salviano, in via Haiphong. Erano felici con la madre, il padre, i nonni che le coccolavano. Adesso la loro assenza ha lasciato un vuoto enorme nella famiglia della mamma, che aspetta con ansia il momento di rivederle. Un'ansia che spesso lascia spazio all'angoscia: «Noi chiediamo aiuto alle istituzioni, tutti coloro che possono fare giustizia ci diano una mano». Intanto del caso si occupa il programma televisivo di Raitre "Chi l'ha visto?".
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