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Livorno degrado

Le biciclette dimenticate e arrugginite

Alessandro Guarducci
Le biciclette dimenticate e arrugginite

Nei capannoni fatiscenti dell'ex Pirelli ci si può trovare un po' di tutto: mattoni, assi di legno, lastre di marmo, tubi, sanitari, vasi, sedie di plastica, materiale metallico in gran parte arrugginito e addiritura materiale non utilizzato per la costruzione delle baracchine sul lungomare (compresi i famigerati ascensori, finiti nel mirino della Corte dei conti)

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LIVORNO. Nei capannoni fatiscenti dell'ex Pirelli ci si può trovare un po' di tutto: mattoni, assi di legno, lastre di marmo, tubi, sanitari, vasi, sedie di plastica, materiale metallico in gran parte arrugginito e addiritura materiale non utilizzato per la costruzione delle baracchine sul lungomare (compresi i famigerati ascensori, finiti nel mirino della Corte dei conti). Non è una sorpresa visto che, in attesa di decidere sulla riutilizzazione di questi spazi degradati, l'amministrazione comunale utilizza i capannoni come magazzino dove ammassare un po' di tutto.
Sì, proprio di tutto, comprese una trentina di biciclette di colore amaranto - la gran parte delle quali arrugginite ma funzionanti - che il Comune aveva acquistato tra il 1999 e il 2000 per noleggiarle ai cittadini e favorire così l'uso delle due ruote a tutto vantaggio dell'ambiente e della viabilità in centro. E a quanto pare, quelle biciclette sono lì da almeno 4 o 5 anni.
Anzi, in passato erano molte di più: probabilmente qualche senzatetto che ha trovato riparo all'ex Pirelli - e sono stati tantissimi nel corso di questi anni - ha approfittato dell'occasione per impossessarsi di un mezzo con cui muoversi in città. Sì, perché le bici acquistate all'epoca dal Comune erano più di cento: qualcuna si sarà sciupata durante l'utilizzazione, altre saranno sparite, ma la gran parte era tornata a nella disponibilità di Palazzo Civico.
Resta da capire come sia stato possibile che queste decine di biciclette, ancora in buono stato, siano state abbandonate come dei ferri vecchi nei capannoni dell'ex Pirelli. In attesa di una risposta da Palazzo Civico - dove probabilmente dovranno essere fatte delle specifiche ricerche negli archivi - non ci resta che ricordare che l'acquisto di oltre cento biciclette amaranto è datato 1999/2000, e che pochi mesi dopo il servizio fu affidato in gestione all'Arci.
«Noi gestivamo tre punti di noleggio - spiega Marco Solimano, presidente dell'Arci livornesi - alla stazione, alla Rotonda d'Ardenza e in via Ginori. Poi c'erano altre postazioni minori. In tutto avevamo oltre cento biciclette per il noleggio: alla stazione il servizio funzionava, dalle altre parti invece non è mai decollato».
«Poi alla scadenza della convenzione, mi pare fosse il 2004 - afferma Solimano - non ci fu il rinnovo e noi restituimmo le biciclette al Comune. Da allora non ho saputo più nulla».
E infatti la loro funzione è finita lì: una volta cancellato il servizio di noleggio, le biciclette sono state riposte in uno dei grandi capannoni di via della Meridiana usati dal Comune come magazzini. E lasciate lì ad arrugginire.
Ora però, Palazzo Civico ci ritenta. E rilancia le due route come mezzo ideale per circolare a Livorno, soprattutto sul lungomare e per le vie del centro.
Domenica scorsa l'amministrazione comunale, d'intesa con Atl, Aamps, Wwf e Giubbe Verdi, ha infatti presentato una postazione sperimentale per il noleggio delle bici (bike sharing): a partire dal prossimo marzo, il servizio di noleggio sarà presente in cinque aree di Livorno, con i i cittadini che potranno richiedere una tessera che servirà per il noleggio. Speriamo solo che alle nuove biciclette "rosse" non capiti la stessa sorte delle precedenti "amaranto".

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