Gioco
SALVIANO
Il Distretto in ritardo di 5 anni - FOTO
Alessandro Guarducci
Scritte con la vernice spray e graffiti su muri e porte dell'edificio. La struttura sanitaria di Salviano è ancora incompiuta. Ora Comune e Asl assicurano: tutto pronto nell’aprile 2010. Vedremo se davvero la previsione sarà rispettata
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LIVORNO. Viaggia con oltre cinque anni di ritardo la realizzazione del distretto sociosanitario di Salviano. La struttura, infatti, sarebbe dovuta essere pronta nell'estate dell'ormai lontano 2004, e invece oggi si scopre che il distretto non solo è ancora in costruzione ma manca dei collegamenti stradali e di tutte le opere di urbanizzazione. Davvero un brutto guaio, se si considera che l'azienda sanitaria livornese ha assegnato al distretto di Salviano un ruolo strategico nell'ambito della revisione dei servizi sanitari cittadini che accompagnerà la realizzazione del nuovo ospedale.
LE IMMAGINI Viaggio nel degrado di una struttura nuova di zecca
E ora, come troppe volte accade per le opere pubbliche, si cerca improvvisamente di accelerare i tempi di intervento nel tentativo di recuperare almeno in parte il tempo perduto. Nei giorni scorsi, infatti, amministratori e tecnici di Comune e Asl hanno compiuto un sopralluogo nel cantiere - che si trova nel deserto di quello che un giorno sarà il quartiere il Nuovo Centro (o San Martino) - e dopo aver valutato la situazione hanno azzardato una nuova scadenza: il distretto socio-sanitario sarà pronto entro la fine di aprile 2010. Vedremo se davvero la previsione sarà rispettata.
Intanto né il Comune né l'azienda sanitaria intendono assumersi la responsabilità del mancato completamento dell'opera: a quanto pare, la colpa non è di nessuno. O meglio: i due enti attribuiscono ad altri le eventuali responsabilità del mancato rispetto del cronoprogramma. Fatto sta che il distretto mostra evidenti segni di degrado: la recinzione è rotta o divelta in più punti, ci sono poi materiali e rifiuti accatastati alla meglio e la grande struttura è stata trasformata in una sorta di grande murales dai graffitari.
«In questo momento il distretto sanitario di via Levante è un cantiere aperto e la struttura non è affatto in stato di abbandono», sostiene il direttore amministrativo dell'Asl Luca cei. Di certo le cose stanno così, ma basta andare a vedere da vicino il distretto per rendersi conto della situazione di degrado e fatiscenza.
«Il motivo per cui stiamo ancora lavorando - aggiunge Cei - non è in alcun modo imputabile a presunti ritardi sui tempi di costuzione. Nel 2007 l'impresa che si era aggiudicata i lavori è fallita e all'epoca la zona risultava totalmente priva delle necessarie opere di urbanizzazione. Sarebbe stato quindi inutile e controproducente completare una struttura che avrebbe comunque dovuto attendere altri anni prima di essere pienamente operativa. Solo in questi ultimi mesi si stanno infatti completando le strade e le altre opere necessarie, senza considerare che l'Enel sarà in grado di fornire energia elettrica non prima dell'aprile 2010. Per quella data anche i nostri lavori saranno completati e sarà possibile far entrare in funzione l'opera». Insomma, nessun ritardo secondo l'Asl: lo stop ai lavori è stata una precisa scelta dell'azienda, visto che mancavano le opere di urbanizzazione.
E ora la versione di Palazzo Civico. «Durante la costruzione del distretto sociosanitario di Salviano - afferma l'assessore Bruno Picchi - è maturato anche il nuovo insediamento residenziale di Salviano 2, che avrebbe dovuto creare una nuova e migliore viabilità di collegamento con l'area del distretto e del futuro deposito dell'Atl. Come spesso avviene nelle opere pubbliche, i ritardi nella costruzione dell'edificio sono andati di pari passo con i ritardi nelle opere di urbanizzazione. E ancora oggi le infrastrutture e la viabilità non sono pronte. Oggi c'è infatti solo una strada di cantiere, anche se asfaltata, che permette di arrivare al distretto».
«Comunque - prosegue Picchi - l'accesso principale al distretto si avrà da via del Levante, attraverso una nuova rotatoria: prevediamo di completare l'opera nell'aprile 2010, quando appunto dovrebbe essere pronto anche il nuovo distretto». Un po' più di tempo ci vorrà invece per vedere realizzata la bretella che collegherà via dei Pelaghi a via del Levante: deve infatti essere costruito un ponte sul rio Maggiore. Da Salviano si potrà arrivare anche a piedi, attraverso la via Vecchia.
LE IMMAGINI Viaggio nel degrado di una struttura nuova di zecca
E ora, come troppe volte accade per le opere pubbliche, si cerca improvvisamente di accelerare i tempi di intervento nel tentativo di recuperare almeno in parte il tempo perduto. Nei giorni scorsi, infatti, amministratori e tecnici di Comune e Asl hanno compiuto un sopralluogo nel cantiere - che si trova nel deserto di quello che un giorno sarà il quartiere il Nuovo Centro (o San Martino) - e dopo aver valutato la situazione hanno azzardato una nuova scadenza: il distretto socio-sanitario sarà pronto entro la fine di aprile 2010. Vedremo se davvero la previsione sarà rispettata.
Intanto né il Comune né l'azienda sanitaria intendono assumersi la responsabilità del mancato completamento dell'opera: a quanto pare, la colpa non è di nessuno. O meglio: i due enti attribuiscono ad altri le eventuali responsabilità del mancato rispetto del cronoprogramma. Fatto sta che il distretto mostra evidenti segni di degrado: la recinzione è rotta o divelta in più punti, ci sono poi materiali e rifiuti accatastati alla meglio e la grande struttura è stata trasformata in una sorta di grande murales dai graffitari.
«In questo momento il distretto sanitario di via Levante è un cantiere aperto e la struttura non è affatto in stato di abbandono», sostiene il direttore amministrativo dell'Asl Luca cei. Di certo le cose stanno così, ma basta andare a vedere da vicino il distretto per rendersi conto della situazione di degrado e fatiscenza.
«Il motivo per cui stiamo ancora lavorando - aggiunge Cei - non è in alcun modo imputabile a presunti ritardi sui tempi di costuzione. Nel 2007 l'impresa che si era aggiudicata i lavori è fallita e all'epoca la zona risultava totalmente priva delle necessarie opere di urbanizzazione. Sarebbe stato quindi inutile e controproducente completare una struttura che avrebbe comunque dovuto attendere altri anni prima di essere pienamente operativa. Solo in questi ultimi mesi si stanno infatti completando le strade e le altre opere necessarie, senza considerare che l'Enel sarà in grado di fornire energia elettrica non prima dell'aprile 2010. Per quella data anche i nostri lavori saranno completati e sarà possibile far entrare in funzione l'opera». Insomma, nessun ritardo secondo l'Asl: lo stop ai lavori è stata una precisa scelta dell'azienda, visto che mancavano le opere di urbanizzazione.
E ora la versione di Palazzo Civico. «Durante la costruzione del distretto sociosanitario di Salviano - afferma l'assessore Bruno Picchi - è maturato anche il nuovo insediamento residenziale di Salviano 2, che avrebbe dovuto creare una nuova e migliore viabilità di collegamento con l'area del distretto e del futuro deposito dell'Atl. Come spesso avviene nelle opere pubbliche, i ritardi nella costruzione dell'edificio sono andati di pari passo con i ritardi nelle opere di urbanizzazione. E ancora oggi le infrastrutture e la viabilità non sono pronte. Oggi c'è infatti solo una strada di cantiere, anche se asfaltata, che permette di arrivare al distretto».
«Comunque - prosegue Picchi - l'accesso principale al distretto si avrà da via del Levante, attraverso una nuova rotatoria: prevediamo di completare l'opera nell'aprile 2010, quando appunto dovrebbe essere pronto anche il nuovo distretto». Un po' più di tempo ci vorrà invece per vedere realizzata la bretella che collegherà via dei Pelaghi a via del Levante: deve infatti essere costruito un ponte sul rio Maggiore. Da Salviano si potrà arrivare anche a piedi, attraverso la via Vecchia.
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