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Licenziato dall'Asl il direttore tecnico: era senza laurea
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Una veduta della direzione dell’ospedaleVittima del clamoroso provvedimento dell'Asl, Andrea Mori, direttore tecnico dei laboratori ospedalieri, che da poco aveva vinto il concorso per ricoprire questo incarico. La vicenda è nata da due dettagliati esposti presentati alla Asl che avvertivano come il nuovo direttore non fosse in possesso dei requisiti richiesti per la mansione
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LIVORNO. Un direttore tecnico è stato licenziato dalla Asl perché non aveva i requisiti minimi richiesti per le sue mansioni. La voce circolava da giorni e ieri è arrivata la conferma dell'Asl: «Non potevamo fare altrimenti».
Vittima del clamoroso provvedimento dell'Asl, Andrea Mori, direttore tecnico dei laboratori ospedalieri, che da poco aveva vinto il concorso per ricoprire questo incarico.
La vicenda è nata da due dettagliati esposti presentati alla Asl che avvertivano come il nuovo direttore non fosse in possesso dei requisiti richiesti per la mansione, in questo caso una laurea triennale per tecnico di laboratorio biomedico.
La vicenda è figlia di una complicata questione sulla validità dei diplomi di tecnico di laboratorio prima dell'introduzione della laurea triennale. In sostanza c'era una divisione tra chi aveva iniziato i corsi professionali prima del gennaio 1982, considerati validi, e dopo, che necessitava di un ulteriore corso. Una vicenda sfociata anche nelle aule giudiziarie, con i laureati che sono riusciti ad ottenere l'esclusiva rispetto ai tecnici non laureati.
Il direttore, che si era diplomato all'istituto professionale Orlando e il cui diploma non era quindi considerato valido per esercitare questa professione, è invece entrato a lavorare nel 1991 alla Asl di Piombino, allora svincolata da quella livornese, ed in seguito ha ottenuto il trasferimento a Livorno.
Qui ha anche vinto un successivo concorso per coordinatore, ed infine ha preso parte e vinto a quello per direttore tecnico dei laboratori ospedalieri, cosa che però, alla fine, ha visto presentare due ricorsi in cui si contestava la mancanza di requisiti.
L'Asl ha fatto le opportune verifiche e questa mancanza è emersa: quindi è stata inviata al dipendente la lettera con il preavviso del licenziamento. Un'atto - sottolinea l'Asl - inevitabile e legata non tanto alle capacità professionali, visto che il dipendente ha sempre svolto in maniera eccellente le sue mansioni, ma alla questione del diploma mancante.
Vittima del clamoroso provvedimento dell'Asl, Andrea Mori, direttore tecnico dei laboratori ospedalieri, che da poco aveva vinto il concorso per ricoprire questo incarico.
La vicenda è nata da due dettagliati esposti presentati alla Asl che avvertivano come il nuovo direttore non fosse in possesso dei requisiti richiesti per la mansione, in questo caso una laurea triennale per tecnico di laboratorio biomedico.
La vicenda è figlia di una complicata questione sulla validità dei diplomi di tecnico di laboratorio prima dell'introduzione della laurea triennale. In sostanza c'era una divisione tra chi aveva iniziato i corsi professionali prima del gennaio 1982, considerati validi, e dopo, che necessitava di un ulteriore corso. Una vicenda sfociata anche nelle aule giudiziarie, con i laureati che sono riusciti ad ottenere l'esclusiva rispetto ai tecnici non laureati.
Il direttore, che si era diplomato all'istituto professionale Orlando e il cui diploma non era quindi considerato valido per esercitare questa professione, è invece entrato a lavorare nel 1991 alla Asl di Piombino, allora svincolata da quella livornese, ed in seguito ha ottenuto il trasferimento a Livorno.
Qui ha anche vinto un successivo concorso per coordinatore, ed infine ha preso parte e vinto a quello per direttore tecnico dei laboratori ospedalieri, cosa che però, alla fine, ha visto presentare due ricorsi in cui si contestava la mancanza di requisiti.
L'Asl ha fatto le opportune verifiche e questa mancanza è emersa: quindi è stata inviata al dipendente la lettera con il preavviso del licenziamento. Un'atto - sottolinea l'Asl - inevitabile e legata non tanto alle capacità professionali, visto che il dipendente ha sempre svolto in maniera eccellente le sue mansioni, ma alla questione del diploma mancante.
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