Il Tirreno

Livorno

Accordo fatto

Scolmatore un po' navigabile

Mauro Zucchelli
Calambrone, il ponte sullo Scolmatore. A sinistra: la firma dell’accordo
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Calambrone, il ponte sullo Scolmatore. A sinistra: la firma dell’accordo

L'accordo da 108,7 milioni di euro riguarda la navigabilità dello Scolmatore con un progetto preliminare che vale il doppio. Lo mettono nero su bianco l'assessore regionale Riccardo Conti, il sindaco Alessandro Cosimi e l'assessore provinciale Nicola Nista: ma a Palazzo civico ci sono anche il sindaco di Pisa, i vertici di Authority e Camere di commercio

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LIVORNO. Sbaglia però chi si immagina che si possa dare risposta domattina all'aspettativa di un raddoppio del traffico container nel porto di Livorno con la futura Darsena Europa: e non solo perché l'espansione a mare ancora non c'è nemmeno come progetto esecutivo. Basta uno sguardo al ponte del Calambrone, a 350 metri dalla foce, per accorgersi che da là sotto può passarci poco. E non è l'unico ponte che attraversa il canale ad una altezza troppo bassa per non creare problemi. Rialzare i ponti? E' costoso e, soprattutto per la linea ferroviaria, un'impresa titanica. I tecnici giurano però che almeno in una prima fase non è indispensabile: si potrà dribblare l'intoppo grazie a chiatte che in pratica trasportano la merce nella propria "pancia" che arriva fino a tre metri di profondità e spuntano di poco dal pelo dell'acqua. Ma pochi per volta, sia chiaro.

Dunque se Livorno ha comunque da aspettare un po' per sognare le banchine dei porti-canale nordeuropei, perché tanta fanfara per presentare l'accordo? In realtà, l'intesa è una somma di convenienze che si intrecciano al di là di quante chiatte (e container) vedremo transitare sullo Scolmatore.

Conviene a Pisa: da un lato, perché finalmente avrà (anche con i soldi europei dedicati alla navigabilità dei canali) uno Scolmatore in grado di salvarla dalle piene dell'Arno anziché quella pozzanghera che è adesso; dall'altro, perché fra Incile, Navicelli, Scolmatore, porto di Marina di Pisa e Arno si creerà un sistema di canali ad uso anche di quella importante realtà industriale che è il polo nautico.

Conviene a Collesalvetti: perché il rischio di finire sott'acqua non riguarda solo la Torre Pendente ma anche tutta la rete di canali collegati allo Scolmatore, dunque una larghissima fetta di territorio, compresa la futura nuova area industriale nella piana di Guasticce (e l'eliminazione dalle strade di migliaia di camion se il trasporto auto al Faldo potesse avvenire via acqua).

Conviene a Livorno: perché in un patto con Pisa, Collesalvetti e Regione c'è la condivisione di un disegno strategico di espansione a mare del porto, e non era scontato visto che gli enti locali pisani hanno puntato su turismo, parco e abitazioni appena a nord dello Scolmatore.

Conviene al competitività dell'"Azienda-Toscana": perché l'obiettivo sognato è far arrivare la navigabilità fino alla Piaggio di Pontedera.

Più che lo Scolmatore c'entra la connessione all'Alta Capacità, ma Conti insiste sul fatto che Livorno «diventa città dell'Alta Velocità» delle merci. Cosimi rincara: «L'Alta Velocità di Mitterrand ha ridisegnato la Francia».

I soldi? 91,8 milioni di euro per il tratto fra la foce al Calambrone e l'interporto di Guasticce, 77 per quello successivo fino all'autoparco del Faldo (dove sono stoccate migliaia di auto nuove), 30 per le opere accessorie. Con la Regione che promette di metterci 88 milioni di euro, inclusi gli euro-quattrini Fesr (20 milioni). Il resto della cifra: tre milioni a testa le due Province, un milione e mezzo i Comuni di Livorno e Pisa (così come le due Camere di commercio) più mezzo milione Collesalvetti, l'Authority 4 milioni e idem l'interporto.

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