Il Tirreno

Livorno

MONUMENTI DETURPATI

Da cancellare 300 mq di scritte - foto restauratori al lavoro alla Terrazza

Alessandro Guarducci
Da cancellare 300 mq di scritte - foto restauratori al lavoro alla Terrazza

Partita la pulizia del gazebo della Terrazza Mascagni. La prima a sparire è stata la scritta nera “Erika ti amo”. L’operazione affidata alla Coop Amaranto si annuncia comunqe piuttosto impegnativa, sia per il gran numero di scritte e graffiti da cancellare - circa 300 metri quadrati - sia perché la vernice ha macchiato diversi tipi di materiale e questo comporta la necessità di cambiare di volta in volta tecnica di pulizia e solventi. Ma il monumento simbolo di Livorno è anche assediato dal degrado e servirebbero restauri continui

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LIVORNO. Mascherina per coprire bocca e naso, tuta, guanti, spugna, solvente e tanto olio di gomito: così ieri mattina Elisa Andreani e Sandro Bottori, sotto l’attenta guida di Gilda Vigoni, hanno cominciato a cancellare le scritte che hanno sfregiato la Terrazza Mascagni: gli operatori della Coop Amaranta sono partiti con la pulizia del gazebo e la prima a sparire è stata la scritta nera “Erika ti amo”.

L’operazione affidata alla Coop Amaranto - che fin dall’inaugurazione del 1998 si è sempre interessata della manutenzione della Terrazza Mascagni - si annuncia comunqe piuttosto impegnativa, sia per il gran numero di scritte e graffiti da cancellare - circa 300 metri quadrati - sia perché la vernice ha macchiato diversi tipi di materiale (marmo, graniglia, cemento, etc.) e questo comporta la necessità di cambiare di volta in volta tecnica di pulizia e solventi.

Proprio per questo motivo, ieri mattina, dopo aver deciso di iniziare con la pulizia del gazebo, Gilda Vigoni ha effettuato una serie di saggi sul pavimento con diversi tipi di prodotti sverniciatori. Alla fine - dopo numerose prove - è risultato che sul granito aveva una maggiore efficacia l’acetone, e quindi i due operatori - Sandro Bottari ed Elisa Andreani - si sono messi in ginocchio ed hanno cominciato a cancellare le prime scritte. «Vedete, l’acetone scioglie la vernice dal granito - dice Gilda Vigone mentre controlla i suoi colleghi - Ma in alcuni punti sono stati utilizzati degli spray diversi e quiindi dovremo individuare delle apposite contromisure. Una volta eliminate tutte le scritte, puliremo il pavimento e quindi stenderemo una cera particolare che proteggerà il granito con una specie di pellicola».

Poi sarà la volta della pavimentazione della Terrazza, che soprattutto nella parte nord è stata sfregiata con decine di scritte: anche in questo caso la Coop Amaranta dovrà individuare il solvente più adatto per quel tipo di pietra e di vernice. Ma i problemi maggiori arrivano dalle strutture in cemento, come i gradini di accesso alla terrazza, la balaustra e il parapetto. In questi casi, infatti, la vernice è penetrata nel cemento che è molto poroso: per cancellare le scritte molto probabilmente non sarà sufficiente utilizzare un solvente. «Faremo delle prove con prodotti molto più forti - prosegue Gilda Vigoni - ma non è detto che sul cemento siano efficaci. In quel caso, dovremo “grattare” via le scritte e ciò comporterà un allungamento dei tempi di lavoro ».

Quindi le due settimane previste per l’intervento di pulizia (costo superiuore ai 6.000 euro) potrebbero rivelarsi insufficienti. Ma al di là delle scritte, che presto saranno eliminate e che purtroppo potranno ritornare (servono più vigilanza e più senso civico), c’è un punto che non può essere eluso in questo dibattito sulla Terrazza Mascagni, e cioé la sua manutenzione.

A due passi dal mare, esposta all’erosione dell’acqua e alla forza del vento, la Terrazza (restaurata nel 1998 per quasi 5 miliardi delle vecchie lire) avrebbe bisogno di continui interventi di conservazione e riqualificazione: è come una barca, e in quanto tale tutti gli anni si dovrebbe intervenire per mantenerla nelle migliori condizioni possibili. E ora che sono passati più di dieci anni dalla sua rinascita, si renderebbe opportuno un intervento di manutenzione straordinario: lo richiedono i lampioni completamente arrugginiti (le colate della ruggine si notano anche sui basamenti), le balaustre scheggiate, le panchine danneggiate, i gradoni in cemento da cui escono i ferri arrugginiti. Se l’amministrazione comunale non metterà mano quanto prima a questa risistemazione, la Terrazza Mascagni rischierà di avviarsi malinconicamente al declino.

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