Il Tirreno

Livorno

DRAMMA IN VIA LORENZINI

Fiamme in camera, muore soffocata

Jimmy Morrone
Pierina Stradi in una recente immagine (è la seconda da sinistra) felice ad una festa con la famiglia. A lato la nipote in lacrime
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Pierina Stradi in una recente immagine (è la seconda da sinistra) felice ad una festa con la famiglia. A lato la nipote in lacrime

Quando ha aperto la porta del bagno per tornare in camera è stata avvolta da una nuvola di fumo nero e denso. Le esalazioni che l'hanno intossicata e soffocata sono risultate fatali. E nemmeno il tempestivo intervento dei medici del 118 è riuscito a salvare Pierina Stradi

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LIVORNO. L'anziana (avrebbe compiuto 90 anni a gennaio) è morta così, ieri mattina verso le 10, nell'appartamento al sesto piano del numero 18 di via Lorenzini (quartiere Colline) dove da quasi venti anni viveva da sola.

A scatenare l'incendio secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco sarebbe stata una lampada a clip surriscaldata. Che, scivolata accidentalmente sul letto, ha provocato l'incendio. Pierina avrebbe dormito con la luce accesa. Poi, alzatasi di buon mattino per andare in bagno come sua abitudine, potrebbe aver inciampato in un filo della lampadina. Non si è accorta delle fiamme che in breve sono divampate sul materasso e nella stanza, e al momento di uscire dal bagno è stata investita dall'intenso fumo che l'ha intossicata. Ha provato a chiudersi dentro e ad aprire la finestra, ma le esalazioni l'hanno fatta svenire.

A dare l'allarme è stato il vicino di casa, Moreno Monti. «Ero sceso sul pianerottolo a innaffiare delle piante - racconta - quando ho visto uscire del fumo da sotto la porta di Pierina. Siccome ho le chiavi di casa ho provato ad entrare ma c'era il chiavistello ed era bloccata. A quel punto ho chiamato subito i vigili del fuoco e l'ambulanza». Quando i pompieri sono arrivati in via Lorenzini hanno buttato giù prima la porta dell'appartamento e poi, fra le fiamme che avevano già completamente bruciato la camera da letto, muniti di autoprotettori, quella del bagno, dove l'hanno trovato a terra esanime sul pavimento. Respirava ancora, ma i successivi tentativi dei medici dell'ambulanza non sono serviti a salvarle la vita.

L'anziana (il marito Marino, ex impiegato alla Peroni e noto arbitro di basket in serie A era morto 20 anni fa), lascia due figli, Alessandra e Massimo, e quattro nipoti. In lacrime Alice, che da poche settimane le aveva regalato una gioia laureandosi in Chimica e Tecnologie del Farmaco, la prima ad accorrere a casa della nonna. «Aveva i miei stessi occhi...». E la figlia Alessandra, impiegata in Comune nel settore informatica, il giorno prima era andata a trovarla. «Le avevo proposto di venire a stare da me, o una badante per compagnia, ma ancora si sentiva di restare lì da sola...».

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