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Stop ai furbetti delle case popolari

Alessandro Guarducci
Stop ai furbetti delle case popolari

Stop ai furbetti delle case popolari. Casalp e Comune, insieme, hanno dichiarato guerra alla morosità (parliamo di 5 milioni di euro di arretrati). Come? Nei casi di morosità più grave (con mancati pagamenti anche di anni) o nei casi in cui ci sia il sospetto che l’alloggio sia abitato da persone che non hanno titolo (reddito alto, occupazione abusiva, casa lasciata vuota e subaffittata, etc.), ecco che c’è l’intervento dei vigili urbani. Quest’anno i controlli compiuti dalla polizia municipale sono stati ben 179 e hanno permesso a Casalp di sfrattare 41 furbetti

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LIVORNO. Stop ai furbetti delle case popolari. Casalp e Comune, insieme, hanno dichiarato guerra alla morosità. Come? Nei casi di morosità fisiologica (qualche mese di affitto non pagato), che riguarda la maggioranza degli assegnatari livornesi, sono stati inviati dei solleciti a mettersi in regola. Qualcuno l’ha fatto, altri no. In questi ultimi casi, così come in tutti quelli realativi a morosità consistenti (anni di mancati pagamenti), sono state attivate le procedure di sfratto: attualmente ci sono 247 convalide di sfratto per morosità (da questo numero sono escluse le famiglie assistite dai servizi sociali).

Ma l’azione di Casalp e Comune si è spinta oltre. Nei casi in cui c’è il sospetto che l’alloggio sia abitato da persone che non hanno titolo, ecco che c’è l’intervento dei vigili urbani. Su questo fronte (è bene sottolineare che i dati sono riferiti ai primi giorni dell’ottobre scorso, quando Casalp ha fatto una sorta di bilancio) i controlli compiuti dalla polizia municipale sono state ben 179 e hanno permesso a Casalp di accertare un alto numero di case vuote (magari fatte utilizzare di tanto in tanto da amici e parenti col solo scopo di mantenere l’assegnazione), subaffittate, in coabitazione oppure semplicemente abitate da famiglie con reddito più alto di quello stabilito per l’assegnazione delle case popolari.

In tutte queste circostanze, i vigili urbani hanno trasmesso a Casalp una relazione: in alcuni casi gli abitanti degli alloggi hanno fatto ricorso, instaurando così un contenzioso giudiziario con Casalp. In altri, invece, i controlli hanno ottenuto subito il loro effetto: è così che in un anno si è riusciti a liberare 41 alloggi. «Che sono stati immediatamente riassegnati a famiglie che ne avevano diritto, scorrendo la gradutoria», puntualizza la presidente di Casalp Annamaria Biricotti.

Queste azioni sono state decise da Casalp, la società titolare del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (sorta nel 2004), dopo che è emersa l’assoluta necessità di recuperare i crediti mancanti dovuti, appunto, al mancato pagamento ai comuni dei canoni di locazione: come Annamaria Biricotti spiegò alla commissione consiliare nel settembre di un anno fa, nella sola città di Livorno la morosità aveva superato la soglia record dei 5 milioni di euro (compreso l’arretrato Ater), pari al 15% dell’ammontare dei canoni e dei servizi.

«E’ un’opera complicata e difficile - spiega Biricotti - Perché se è vero che ci sono tanti casi sociali, aggravati dall’attuale crisi economica, è anche vero che dobbiamo spesso lottare contro le cattive abitudini di molti assegnatari, abituati appunto a pagare in ritardo o a non pagare per nulla. E di fronte a questi ultimi casi, non abbiamo nemmeno gli strumenti idonei a intervenire: c’è un deficit nella legge regionale, e quindi ci dobbiamo arrangiare per cercare di sanare il bilancio dell’ente. Se avessimo una struttura di controllo, con un numero congruo di ispettori, l’attività di recupero della morosità sarebbe più efficace. Ma non abbiamo le risorse per farlo».

Di qui l’azione di recupero della morosità che, tuttavia, non sarà indiscriminata: Casalp ha infatti chiesto al Comune di eseguire uno screening tra i nuclei familiari risultanti morosi. Indicare cioè i cosiddetti casi sociali, persone che per varie questioni (invalidi, senza reddito...) si trovano in condizioni di non poter saldare il conto. In questo caso, come previsto peraltro dal contratto di servizio, è Palazzo Civico a farsi carico di pagare gli affitti. In tutti gli altri casi si procede invece al recupero coattivo. Compresa la revoca dell’assegnazione dell’alloggio.

Insomma, i controlli di Casalp e vigili urbani mirano a colpire chi effettivamente si trova in condizioni di poter pagare l’affitto e non lo fa. Naturalmente Casalp è a disposizione per raggiungere accordi bonari con quei debitori che, particolarmente esposti, potranno sottoscrivere con la società un piano di recupero e saldare i canoni di affito mancanti.

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