Il Tirreno

Livorno

La rapina

«Fuori i soldi o vi ammazziamo»

Luciano De Majo
A sinistra, l’auto dei carabinieri al negozio
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A sinistra, l’auto dei carabinieri al negozio

Sotto choc la negoziante che ha consegnato il denaro ai due malviventi. Minacciate anche due clienti

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LIVORNO. La rapina del sabato sera stavolta è andata in scena in via Calzabigi. E ha fruttato un bottino di circa duemila euro. I banditi erano in due e hanno colpito in una tabaccheria. Il copione di sempre: l'irruzione nel negozio all'ora di chiusura e la minaccia ai titolari. E' spuntata anche una pistola ad aumentare la paura nella tabaccheria. Anche perché non c'erano soltanto i gestori del negozio, al momento del "colpo", ma anche altre due clienti, anch'esse terrorizzate.
I rapinatori sono stati di poche parole. Uno teneva la pistola e l'altro aveva, forse, un coltello. Dalle prime descrizioni, non sembra che siano stranieri, anche se c'è chi ha parlato di carnagione olivastra di uno dei due. Hanno chiesto i soldi e, soprattutto hanno intimato a chi si trovava nella tabaccheria di non parlare e di non intralciare. «Buoni oppure vi ammazziamo», hanno detto. Uno aveva il casco in testa, un "padellino" che copriva gran parte della testa, l'altro invece aveva il volto coperto da una sciarpa che lasciava intravedere soltanto gli occhi.
Sotto la minaccia della pistola, i due che erano dietro al bancone della tabaccheria non hanno avuto dubbi e hanno consegnato il denaro ai rapinatori. A quel punto, i malviventi si sono dileguati, fuggendo in sella a uno scooter. I titolari del negozio hanno dato subito l'allarme: sul posto è arrivata in un primo momento una volante della polizia, poi due pattuglie dei carabinieri. Toccherà a loro indagare. Per prima cosa, i militari del Nucleo radiomobile hanno cominciato con l'ascolto dei testimoni che hanno assistito alla rapina. Dai loro racconti sarà possibile, intanto, valutare se sono in grado di riconoscere o meno i due malviventi.
Sono intervenute anche due ambulanze della Misericordia, una delle quali con medico a bordo, perché la giovane tabaccaia era in stato di choc e non riusciva a calmarsi. Non è stata portata in ospedale: il medico e i volontari l'hanno curata sul posto, somministrandole alcune gocce per calmarla. Ma non dimenticherà tanto in fretta gli attimi vissuti sotto la minaccia della pistola.

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di Redazione web