Toscana
Un coro di no al nuovo ospedale
David Evangelisti
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Talarico, Lamberti e Tamburini durante l’assembleaChiara la presa di posizione dei cittadini accorsi ieri sera al Cotton bar di Marilia per discutere sulla questione. L'iniziativa, a cui sono intervenuti una cinquantina di persone, tra le quali molti esponenti politici locali invitati, è nata in seguito alla costituzione spontanea su Facebook del gruppo "Nuovo ospedale a Montenero, pura follia"
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LIVORNO. «A Montenero non vogliamo nessun ospedale». Chiara la presa di posizione dei cittadini accorsi ieri sera al Cotton bar di Marilia per discutere sulla questione. L'iniziativa, a cui sono intervenuti una cinquantina di persone, tra le quali molti esponenti politici locali invitati, è nata in seguito alla costituzione spontanea su Facebook del gruppo "Nuovo ospedale a Montenero, pura follia", a cui si sono iscritti più di 200 simpatizzanti.
«Già alle 8 di mattina - evidenzia Lorenzo Garzelli - la situazione della viabilità in zona Ardenza è critica. Figuriamoci cosa succederebbe nel caso in cui venisse costruito un nuovo ospedale a Montenero basso». Poi aggiunge: «La costruzione di un sovrappasso non risolverà di certo il problema». Sulla faccenda del sovrappasso intervengono in molti: «Porterà solo degrado e squallore». Sul tema viabilità torna anche Silvia Battini: «Appena fa qualche schizzo di pioggia la zona di Montenero diventa caotica. Per raggiungere il nuovo ospedale servirà sempre l'elicottero». A essere contrari al progetto non sono solamente i residenti di Montenero («la nostra collina è già stata abbastanza violentata»), bensì anche molte persone abitanti nei quartieri nord della città: «Questo nuovo ospedale a Montenero non s'ha da fare - esclama Fabio Verzoni - Come faremo a trasportare in poco tempo un malato o un ferito grave partendo da Corea o Shangai?». Qualcuno dei presenti grida: «Si fa prima a andare a Pisa». La signora Samantha Mela sventola un documento ("Inquadramento degli interventi a confronto") firmato dal responsabile area tecnica del Comune Gianfranco Chetoni e dal responsabile area funzionale tecnica dell'azienda Usl 6 Rinaldo Giambastiano: "Il lotto previsto per l'intervento (26, 40 ettari) - si legge nel documento - non potrà essere completamente utilizzato in quanto buona parte di esso (8,33 ettari) è su terreno scosceso e classificato sulla carta di pericolosità geomorfologica come a rischio di evento franoso". L'affondo della signora non tarda a venire: «Perché la maggioranza acconsente alla costruzione di un nuovo ospedale su un terreno potenzialmente franoso?».
«Non siamo un comitato, e questa non è un'iniziativa politica - tiene a precisare la moderatrice Maria Teresa Talarico, candidata alle ultime elezioni nella lista Confronto di Lamberti - Siamo un gruppo di cittadini con molti dubbi sulla questione nuovo ospedale. Servono riflessioni più approfondite e maggiori studi». Vicino a lei c'è Giovanni De Peppo, anche lui candidato alle ultime elezioni nella lista guidata dall'ex sindaco Lamberti: «Deve essere il consiglio comunale a decidere il luogo più adatto su cui costruire la nuova struttura».
«Già alle 8 di mattina - evidenzia Lorenzo Garzelli - la situazione della viabilità in zona Ardenza è critica. Figuriamoci cosa succederebbe nel caso in cui venisse costruito un nuovo ospedale a Montenero basso». Poi aggiunge: «La costruzione di un sovrappasso non risolverà di certo il problema». Sulla faccenda del sovrappasso intervengono in molti: «Porterà solo degrado e squallore». Sul tema viabilità torna anche Silvia Battini: «Appena fa qualche schizzo di pioggia la zona di Montenero diventa caotica. Per raggiungere il nuovo ospedale servirà sempre l'elicottero». A essere contrari al progetto non sono solamente i residenti di Montenero («la nostra collina è già stata abbastanza violentata»), bensì anche molte persone abitanti nei quartieri nord della città: «Questo nuovo ospedale a Montenero non s'ha da fare - esclama Fabio Verzoni - Come faremo a trasportare in poco tempo un malato o un ferito grave partendo da Corea o Shangai?». Qualcuno dei presenti grida: «Si fa prima a andare a Pisa». La signora Samantha Mela sventola un documento ("Inquadramento degli interventi a confronto") firmato dal responsabile area tecnica del Comune Gianfranco Chetoni e dal responsabile area funzionale tecnica dell'azienda Usl 6 Rinaldo Giambastiano: "Il lotto previsto per l'intervento (26, 40 ettari) - si legge nel documento - non potrà essere completamente utilizzato in quanto buona parte di esso (8,33 ettari) è su terreno scosceso e classificato sulla carta di pericolosità geomorfologica come a rischio di evento franoso". L'affondo della signora non tarda a venire: «Perché la maggioranza acconsente alla costruzione di un nuovo ospedale su un terreno potenzialmente franoso?».
«Non siamo un comitato, e questa non è un'iniziativa politica - tiene a precisare la moderatrice Maria Teresa Talarico, candidata alle ultime elezioni nella lista Confronto di Lamberti - Siamo un gruppo di cittadini con molti dubbi sulla questione nuovo ospedale. Servono riflessioni più approfondite e maggiori studi». Vicino a lei c'è Giovanni De Peppo, anche lui candidato alle ultime elezioni nella lista guidata dall'ex sindaco Lamberti: «Deve essere il consiglio comunale a decidere il luogo più adatto su cui costruire la nuova struttura».
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