Gioco
L’ex sindaco Lamberti
«Ha pensato solo al Corallo»
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Gianfranco Lamberti (lista Confronto)«Cosimi ha fatto 13? Semmai rimarcherei il numero 23, che a Livorno come a Salerno non è proprio un bel numero...». Usa l'arma dell'ironia Gianfranco Lamberti (lista Confronto) per commentare i primi 100 giorni vissuti nell'inedita veste di consigliere d'opposizione
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LIVORNO. «Cosimi ha fatto 13? Semmai rimarcherei il numero 23, che a Livorno come a Salerno non è proprio un bel numero...». Usa l'arma dell'ironia Gianfranco Lamberti (lista Confronto) per commentare i primi 100 giorni vissuti nell'inedita veste di consigliere d'opposizione. Poi però si fa serissimo: «Ventitré perché l'unico vero atto che il consiglio comunale è stato chiamato a votare in questi cento giorni non fa parte dei 22 punti dell'agenda di Cosimi: il sì alla possibilità di far costruire delle palazzine vicino all'ex-Corallo. E lo ha fatto con un'urgenza che ha meravigliato tutti».
Tutto questo, rimarca l'ex sindaco «quando colpevolmente la discussione sul nuovo piano regolatore è rimasta completamente al palo». Di più: con la delibera sulle Terme della Salute «si è posposto un interesse pubblico ad uno privato»: «sappiamo tutti - afferma Lamberti - che il recupero delle terme verrà dopo la costruzione delle palazzine».
C'è però un aspetto che ha fatto saltare ancor più sulla seggiola il consigliere di Confronto. «Ho letto che sono stati ridotti a tre i membri dei consigli di amministrazione delle partecipate. Falso. Si fa un gran sbandierare di razionalizzazioni, pulizie, snellimenti: ma ancora non si è visto niente». L'ex sindaco fa riferimento alla lunga situazione d'impasse per la nomina dei vertici della Fondazione Goldoni che ha «avuto un effetto devastante sulla cultura, settore chiave nella vita della città»: «qui - attacca - non solo non si è proceduto allo snellimento, ma nemmeno si è provveduto a nominare i vertici in tempo utile».
Legge 444/94 alla mano, Lamberti affonda: «Gli organi che decadono con la fine di un mandato - dice il consigliere - devono essere nominati, senza deroga, entro 45 giorni: qui siamo già oltre i 100. Una clamorosa inadempienza rispetto allo spirito e alla sostanza di una legge dello Stato».
Insomma, la questione delle partecipate per Lamberti è la cartina di tornasole di un'intera stagione politica cittadina: «La stagione del manuale Cencelli che detta i tempi della pubblica amministrazione».
Il vulnus è la politica-poltronificio «che blocca la città»: quella «cattiva politica - conclude Lamberti - fatta di spartizioni di poltrone nel governo allargato della città per dare risposte a correnti, correntine e correntuzze. E a rimetterci è l'efficienza e l'efficacia della pubblica amministrazione».
g.d.m.
Tutto questo, rimarca l'ex sindaco «quando colpevolmente la discussione sul nuovo piano regolatore è rimasta completamente al palo». Di più: con la delibera sulle Terme della Salute «si è posposto un interesse pubblico ad uno privato»: «sappiamo tutti - afferma Lamberti - che il recupero delle terme verrà dopo la costruzione delle palazzine».
C'è però un aspetto che ha fatto saltare ancor più sulla seggiola il consigliere di Confronto. «Ho letto che sono stati ridotti a tre i membri dei consigli di amministrazione delle partecipate. Falso. Si fa un gran sbandierare di razionalizzazioni, pulizie, snellimenti: ma ancora non si è visto niente». L'ex sindaco fa riferimento alla lunga situazione d'impasse per la nomina dei vertici della Fondazione Goldoni che ha «avuto un effetto devastante sulla cultura, settore chiave nella vita della città»: «qui - attacca - non solo non si è proceduto allo snellimento, ma nemmeno si è provveduto a nominare i vertici in tempo utile».
Legge 444/94 alla mano, Lamberti affonda: «Gli organi che decadono con la fine di un mandato - dice il consigliere - devono essere nominati, senza deroga, entro 45 giorni: qui siamo già oltre i 100. Una clamorosa inadempienza rispetto allo spirito e alla sostanza di una legge dello Stato».
Insomma, la questione delle partecipate per Lamberti è la cartina di tornasole di un'intera stagione politica cittadina: «La stagione del manuale Cencelli che detta i tempi della pubblica amministrazione».
Il vulnus è la politica-poltronificio «che blocca la città»: quella «cattiva politica - conclude Lamberti - fatta di spartizioni di poltrone nel governo allargato della città per dare risposte a correnti, correntine e correntuzze. E a rimetterci è l'efficienza e l'efficacia della pubblica amministrazione».
g.d.m.
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