Sicurezza
IL CASO
Quei cani senza microchip
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Un cane a cui viene applicato il microchipL'ultimo caso è quello di pochi giorni fa. Qualcuno trova un cane in giro senza padrone. È ben tenuto, ha anche un bel collare, chiaramente si è perso. Viene consegnato ai vigili che tramite l'anagrafe canina dovrebbero rintracciare il padrone. Ma ecco la sorpresa, l'animale non è né tatuato né ha il microcip
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LIVORNO. L'ultimo caso è quello di pochi giorni fa. Qualcuno trova un cane in giro senza padrone. È ben tenuto, ha anche un bel collare, chiaramente si è perso. Viene consegnato ai vigili che tramite l'anagrafe canina dovrebbero rintracciare il padrone. Ma ecco la sorpresa, l'animale non è né tatuato né ha il microcip e a questo punto il ricongiungimento con il proprietario, che magari lo sta cercando disperato, diventa problematico. Questa volta c'è stato il lieto fine: il cane è stato consegnato al canile gestito da Anna Meniconi, presidente dell'associaizone animalista, sono stati pubblicati annunci sul giornale e la padrona ha potuto riabbracciarlo. Anche se, per aver voluto risparmiare quei 16 euro che costa la chippatura all'Asl, ora dovrà pagarecentinaia di euro di multa. Eppure spiega Meniconi, ma anche molti veterinari e altri soggetti impegnati nella lotta al randagismo, purtroppo sono ancora molti quelli che non registrano l'amico a quattro zampe all'anagrafe. Nonostante la massiccia campagna messa in piedi dal Comune, nonostante le giornate dedicate proprio all'operazione microchip.
«Quella signora - racconta Meniconi - mi ha detto che è disoccupata e quei 16 euro non poteva permetterseli. Solo che ora dovrà spendere molto di più. Senza contare la paura di non ritrovare più il cane». E in affetti, al di là degli obblighi di legge, la chippatura è comunque un segno di riconoscimento che consente di riconsegnare l'animale nel giro di poche ore. «Si presentano dicendo di aver perso il cane e vorrebbero magari riaverlo subito, anche di notte. Ma se non c'è il chip è impossibile, il cane è come un clandestino, senza identità». Meniconi si preoccupa anche delle conseguenze sugli animali: «Il ritardo nella riconsegna dovuta alla mancanza di microchip è uno stress per loro, che si trovano fuori dal loro ambiente, in una situazione di disagio».
«Quella signora - racconta Meniconi - mi ha detto che è disoccupata e quei 16 euro non poteva permetterseli. Solo che ora dovrà spendere molto di più. Senza contare la paura di non ritrovare più il cane». E in affetti, al di là degli obblighi di legge, la chippatura è comunque un segno di riconoscimento che consente di riconsegnare l'animale nel giro di poche ore. «Si presentano dicendo di aver perso il cane e vorrebbero magari riaverlo subito, anche di notte. Ma se non c'è il chip è impossibile, il cane è come un clandestino, senza identità». Meniconi si preoccupa anche delle conseguenze sugli animali: «Il ritardo nella riconsegna dovuta alla mancanza di microchip è uno stress per loro, che si trovano fuori dal loro ambiente, in una situazione di disagio».
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